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SOS EQUITALIA Cartelle illegittime e tanta confusione

Non sempre Equitalia opera nel rispetto delle regole. I casi di atti illegittimi sono all’ordine del giorno: troppe persone si sono viste recapitare a casa cartelle pazze

di Laura Muzzi - 14 giugno 2012, 10:19

 

Non sempre Equitalia opera nel rispetto delle regole. I casi di atti illegittimi sono all’ordine del giorno. Solo allo sportello "Sos Equitalia" del Movimento Difesa del Cittadino sono arrivati migliaia di casi di persone che si sono viste recapitare a casa delle vere cartelle pazze (guarda la videoinchiesta).  

 

 

Cosa fare dunque per difendersi? In quali casi ci troviamo di fronte a veri abusi da contrastare? Siamo andati a sbirciare tra gli innumerevoli faldoni arrivati sulla scrivania dell’avvocato Dalila Loiacono, responsabile dello sportello "Sos Equitalia", servizio a disposizione del cittadino proprio per orientarsi e capire come agire quando si riceve una cartella esattoriale.

 

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"Sono moltissime – afferma Loiacono - le segnalazioni dei cittadini che ci sottopongono cartelle di pagamento  per crediti erariali risalenti addirittura al 1990, senza che siano mai intervenuti atti interruttivi della prescrizione; intimazioni di pagamento ove vengono applicate maggiorazioni non comprensibili o non consentite, cartelle recanti sanzioni amministrative e/o avvisi di accertamento mai notificati al contribuente".

Multe prescritte, mai notificate, maggiorazioni incomprensibili. La lista di nomi che leggiamo nell’elenco è davvero lunga. C’è la signora Cochero che si è vista recapitare a casa una cartella con una richiesta di oltre cinquecento euro di pagamento per una multa mai arrivata. Aveva cambiato residenza e nonostante si fosse recata al Comune e avesse fatto tutti i passaggi e i documenti del caso ha scoperto che le multe arrivano ancora al vecchio inidrizzo dopo quattro anni. C’è il signor Paolo che la sanzione avrebbe voluto pagarla, si è recato all’agenzia dell’Entrate ma lì gli hanno risposto che non ne sapevano nulla e che la sua pratica era passata ad Equitalia. Il signor Paolo allora con portafoglio in mano è andato direttamente ad Equitalia sperando di poter pagare e chiudere la questione ma anche lì del suo fascicolo nessuna traccia e così adesso dovrà aspettare che arrivi la cartella a casa, chissà quando, con tutti gli interessi del caso.

Immaginate poi di scoprire un giorno che la vostra casa è stata ipotecata e che la vostra macchina è sotto fermo amministrativo, e dunque inutilizzabile, senza avere idea del perché. E ancora peggio, dopo che con molta difficoltà avete scoperto perché, questo si riveli essere un atto illegittimo, un errore di Equitalia che però, anche essendo tale, non è facilmente revocabile. È quello che è successo al sig. Stefano che ancora oggi sta lottando per risolvere la situazione. L’iscrizione di ipoteca per debiti inferiori agli 8000 euro è illegittima. Lo dice non solo la legge n. 73/2010 ma anche la Sentenza della Cassazione a Sezioni Unite del 10.04.2012 n. 5771 eppure, nonostante la copiosa giurisprudenza a riguardo, Equitalia continua ad ipotecare case per cifre inferiori. "Ci sono poi numerosi episodi – continua l’avvocato Loiacono - di fermi amministrativi del tutto sproporzionati rispetto al debito vantato dall'Amministrazione o comunque adottati dal Concessionario malgrado sia stata pronunciata una sentenza di accoglimento del ricorso ovvero un provvedimento di sospensione e/o di sgravio dell'atto impugnato. Vi sono poi casi in cui i cittadini chiedono semplicemente di poter pagare mediante rateizzazioni personalizzate, tenuto conto delle loro effettive condizioni di reddito, e non secondo schemi standard".

Non va meglio alle imprese. Le situazioni sono le più varie. "Ci sono casi di esecuzioni iniziate – afferma la responsabile dello sportello 'Sos Equitalia' di MDC - nei confronti di ex soci d’impresa in forza di cartelle esattoriali notificate alla sede dell’impresa quando la stessa risultava già cancellata dal relativo registro; imprenditori ai quali viene richiesto il pagamento di somme ingenti, nonostante vantino crediti per importi di almeno il doppio nei confronti della Pubblica Amministrazione, in alcuni casi oggetto di decreto ingiuntivo".

 

 

 

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