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LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

 

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GOLDONI Umberto - Presidente -

Dott. BUCCIANTE Ettore - Consigliere -

Dott. BIANCHI Luisa - Consigliere -

Dott. D'ASCOLA Pasquale - rel. Consigliere -

Dott. BERTUZZI Mario - Consigliere -

 

ha pronunciato la seguente:

 

ordinanza

 

sul ricorso 1127-2011 proposto da:

B.A.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DARDANELLI 21, presso lo studio dell'avvocato VAGLIO MAURO, che la rappresenta e difende, giusta procura speciale a margine del ricorso;

- ricorrente -

 

contro

 

ROMA CAPITALE (già Comune di Roma);

- intimata -

 

avverso la sentenza n. 23543/2009 del TRIBUNALE di ROMA, depositata il 16/11/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 02/03/2012 dal Consigliere Relatore Dott. PASQUALE D'ASCOLA;

udito per la ricorrente l'Avvocato Mauro Vaglio che si riporta agli scritti e chiede l'accoglimento del ricorso;

E' presente il Procuratore Generale in persona del Dott. IMMACOLATA ZENO che ha concluso per l'accoglimento del 1 e del 2 motivo del ricorso e assorbe il 3.

FATTO

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

B.A.M. proponeva opposizione a cartella esattoriale n. 097 2005 0218026131 del 21 dicembre 2005, lamentando la irritualità della notifica del verbale di accertamento presupposto, ricevuta dal portiere dello stabile e non completata. Contumace il comune di Roma, il giudice di pace respingeva l'opposizione.

La B. proponeva appello, deducendo la mancata spedizione della raccomandata di cui all'art. 130 c.p.c., comma 4.

Il tribunale di Roma, ritenuta la non necessità di integrare il contraddittorio con Equitalia Gerit, ricostruiva il regime della notifica dei provvedimenti sanzionatori e rilevava che nell'ipotesi in questione - consegna al portiere tramite servizi di notifica diversi da quelli postali - doveva essere inviata raccomandata al destinatario, omissione che comporta la nullità della notifica.

In dispositivo, la sentenza 16 novembre 2009 perveniva al rigetto dell'appello.

Esaminava anche altra doglianza, relativa alla compensazione delle spese di lite, giustificando tale statuizione per entrambi i gradi.

La B. ha proposto ricorso per cassazione svolgendo tre motivi. Il Comune di Roma è rimasto intimato.

Il giudice relatore ha avviato la causa a decisione con il rito previsto per il procedimento in camera di consiglio.

Il primo motivo lamenta violazione dell'art. 139 c.p.c. e illogica e contraddittoria motivazione: evidenzia che la parte motiva della sentenza era volta all'accoglimento del ricorso per nullità della notifica e che inopinatamente era poi stato dichiarato il rigetto dell'opposizione, per errore verosimilmente trainato dalla decisione in punto di spese.

Il secondo motivo lamenta nullità della sentenza per violazione dell'art. 112 c.p.c.. La pronuncia sarebbe viziata da ultrapetizione, perchè la decisione in ordine alla compensazione delle spese non era stata oggetto di impugnazione.

Il terzo motivo espone violazione e falsa applicazione dell'art. 139 c.p.c., con riferimento alla nullità della notifica al portiere, viziata dalla difettosa relata sulle ricerche effettuate per reperire il destinatario e dall'omissione della raccomandata di avviso.

Il ricorso è fondato.

Cass. 13325/05 ha ritenuto che nell'ipotesi in cui vi sia, come nella odierna fattispecie, insanabile contrasto tra motivazione e dispositivo e la sentenza sia ancora impugnabile, prospettandosi la possibilità non tanto della sentenza inesistente (che radicherebbe nell'attore l'interesse all'impugnazione), quanto del passaggio in giudicato della pronunzia sulla base del dispositivo, interessata ad impugnare la decisione e1 unicamente la parte la cui domanda sia stata rigettata, la quale dovrebbe lamentare il vizio logico della sentenza costituito dalla mancanza di una motivazione idonea a sorreggerla. Questo insegnamento giustifica l'accoglimento del primo motivo.

Il secondo è fondato, poichè dagli atti non risulta che la compensazione delle spese fosse stata oggetto di specifico motivo di appello.

Il Collegio condivide la relazione preliminare, che ha svolto le considerazioni sopra riportate.

Consegue da esse l'accoglimento del ricorso, restando assorbito il terzo motivo. Il giudice di rinvio, da individuare in altro magistrato del tribunale di Roma, dovrà nuovamente esaminare il principale motivo di appello e provvedere anche sulle spese di questo grado di giudizio.

 

P.Q.M.

La Corte accoglie primo e secondo motivo di ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia al tribunale di Roma in persona di diverso magistrato, che provvedere anche sulla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della seconda sezione civile, il 2 marzo 2012.

Depositato in Cancelleria il 27 giugno 2012

 

 

 

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Venerdì 4 maggio 2018

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