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LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

 

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI BLASI Antonino - Presidente -

Dott. VIRGILIO Biagio - Consigliere -

Dott. CARACCIOLO Giuseppe - Consigliere -

Dott. COSENTINO Antonello - Consigliere -

Dott. TERRUSI Francesco - rel. Consigliere -

 

ha pronunciato la seguente:

 

ordinanza

 

sul ricorso 9628-2010 proposto da:

 

EQUITALIA CERIT SPA (OMISSIS) - quale Agente della Riscossione in persona del suo rappresentante delegato, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PANAMA 68, presso lo studio degli avvocati PUOTI GIOVANNI e CUCCHI BRUNO, che la rappresentano e difendono, giusta procura speciale in calce al ricorso;

- ricorrente -

 

contro

 

S.U., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA RENZO DA' CERI 195, presso lo studio dell'avvocato ALBERTO PUGLIESE, rappresentato e difeso da se medesimo;

- controricorrente -

 

e contro

 

REGIONE CALABRIA;

- intimata -

 

avverso la sentenza n. 8/5/2010 della Commissione Tributaria Regionale di FIRENZE del 6.7.09, depositata l'1/02/2010;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 10/01/2012 dal Consigliere Relatore Dott. FRANCESGO TERRUSI.

E' presente il Procuratore Generale in persona del Dott. FEDERICO SORRENTINO.

 

FATTO

 

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che è stata depositata la seguente relazione ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c.:

"1. - Equitalia Cerit s.p.a. ricorre per cassazione nei confronti della sentenza della commissione tributaria regionale della Toscana, n. 8/5/2010, che, riformando la decisione di primo grado, ha accolto un ricorso di S.U. avverso talune cartelle di pagamento relative a tasse automobilistiche degli anni 2000 e 2001.

Deduce un motivo cui l'intimato resiste con controricorso.

Non ha svolto attività difensiva la Regione Calabria.

2. - L'unico motivo di ricorso lamenta essere errata l'impugnata sentenza nella misura in cui ha ritenuto - così disattendendo la speculare eccezione sollevata in appello - la legittimazione passiva di Equitalia Cerit nel giudizio instaurato contro la cartella esattoriale.

Assume che l'agente della riscossione è parte del giudizio solo quando l'oggetto della contestazione sia costituito dalla validità o dalla regolarità degli atti esecutivi da esso predisposti; mentre lo stesso non può ritenersi parte nel momento in cui vengano sollevate questioni che esulano dalla legittimità del giudizio di opposizione.

3. - Il ricorso appare inammissibile in relazione all'art. 360-bis c.p.c., n. 1.

Invero l'impugnata sentenza ha accolto l'appello del contribuente sull'essenziale rilievo della mancata notifica degli atti impositivi presupposti dalle cartelle in oggetto. Lo ha fatto affermando la concorrente legittimazione, nel relativo giudizio di opposizione, della Regione (ente impositore) e del concessionario (emittente la cartella). Tanto è conforme all'orientamento recepito dalle sezioni unite di questa Corte, secondo il quale, in materia tributaria, l'omessa notifica di un atto presupposto costituisce vizio procedurale che comporta la nullità dell'atto successivo e - per quanto interessa in ordine al profilo sollevato nell'odierno ricorso - l'azione del contribuente, diretta a far valere la nullità detta, può essere svolta indifferentemente nei confronti dell'ente creditore o del concessionario alla riscossione (senza litisconsorzio necessario tra i due), essendo rimessa al concessionario, ove evocato in lite, la facoltà di chiamata nei riguardi dell'ente medesimo (cfr. sez. un. 16412/2007). E' quindi da ritenere che l'impugnata sentenza abbia deciso la questione di diritto in conformità alla giurisprudenza della Corte. Donde il ricorso è inammissibile a misura del fatto di non indicare, in seno al motivo, elemento alcuno finalizzato a modificare l'orientamento summentovato";

- che il collegio condivide le considerazioni di cui alla relazione;

- che le spese seguono la soccombenza.

 

P.Q.M.

La Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso e condanna la ricorrente alle spese del giudizio di cassazione, che liquida, in favore del controricorrente, in Euro 500,00, di cui Euro 100,00 per esborsi.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, 10 gennaio 2012.

Depositato in Cancelleria il 2 febbraio 2012

 

 

 

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Venerdì 4 maggio 2018

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