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LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

 

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCCIOLI Maria Gabriella - Presidente -

Dott. BONOMO Massimo - Consigliere -

Dott. GIULIANI Paolo - rel. Consigliere -

Dott. PANZANI Luciano - Consigliere -

Dott. SAN GIORGIO Maria Rosaria - Consigliere -

 

ha pronunciato la seguente:

 

sentenza

 

sul ricorso proposto da:

PREFETTO di TRAPANI, legalmente domiciliato in Roma, Via dei Portoghesi n. 2, presso gli uffici dell'Avvocatura Generale dello Stato che lo rappresenta e difende;

- ricorrente -

 

contro

 

B.V.;

 - intimato -

 

avverso la sentenza del Giudice di Pace di Trapani n. 426/2001 pronunciata il 24.9.2001 e pubblicata il 3.10.2001;

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 13.11.2006 dal Consigliere Dott. Paolo Giuliani.

Udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Russo Rosario Giovanni, il quale ha concluso per la cassazione della sentenza impugnata per mancata integrazione del contraddittorio e, in subordine, per l'accoglimento del ricorso.

 

FATTO

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso depositato il 28.5.2001, B.V. proponeva davanti al Giudice di Pace di Trapani opposizione avverso la cartella esattoriale (n. (OMISSIS)) emessa dalla locale Montepaschi SE.RI.T. per l'importo di L. 813.800, relativo ad un verbale (n. (OMISSIS)) della Polizia Stradale della medesima città, in data 3.6.1999, mediante il quale era stata contestata a certo T.R. la violazione dell'art. 80 C.d.S., comma 14, art. 79 C.d.S., comma 4, per avere circolato alla guida dell'autoveicolo Renault 5 targato (OMISSIS) senza che il mezzo fosse stato sottoposto alla prescritta visita di revisione.

Deduceva l'opponente che la vettura in questione, al momento della contestazione dell'infrazione, era già stata ceduta da circa tre anni, e precisamente dal 9.7.1996, a tal G.G., venendo, quindi, ancora ceduta ad altra persona, tanto che il T. aveva dichiarato a verbale che il mezzo stesso era di proprietà del padre G., il quale l'aveva acquistato da poco tempo.

In contumacia della Montepaschi SE.RI.T., la Prefettura di Trapani faceva pervenire documentazione, ivi compreso il foglio di deduzioni fornite dal locale Comando della Polizia Stradale.

Il Giudice adito, con sentenza del 24.9/3.10.2001, accoglieva il ricorso e, per l'effetto, annullava l'opposta cartella, assumendo che il ricorrente avesse provato l'avvenuta vendita, da ben tre anni, dell'autovettura oggetto della contestazione.

Avverso tale sentenza, ricorre per cassazione il Prefetto di Trapani, deducendo un solo motivo di gravame cui non resiste il B..

 

DIRITTO

MOTIVI DELLA DECISIONE

Deve, innanzi tutto, essere denegata la necessità di disporre l'integrazione del contraddittorio, in questa sede, nei confronti della Montepaschi SE.RI.T. di Trapani, pur evocata davanti al Giudice di Pace.

Nel giudizio di opposizione avverso la cartella esattoriale emessa dal concessionario, infatti, legittimato passivo è unicamente l'ente impositore, e non anche il soggetto incaricato appunto della riscossione, in quanto soltanto il primo è titolare della situazione sostanziale dedotta in causa, laddove il secondo, siccome destinatario del semplice pagamento, non risulta contitolare del diritto di credito la cui inesistenza costituisce l'oggetto della domanda di accertamento (Cass. 24 giugno 2004, n. 11746; Cass. 21 dicembre 2004, n .23701; Cass. 7 dicembre 2005, n. 27065).

Tanto premesso, con l'unico motivo di gravame lamenta il ricorrente violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, artt. 22 e 23 nonchè del D.Lgs. n. 285 del 1992, artt. 203, 205 e 206 in relazione all'art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4, assumendo che il ricorso proposto dal B., avverso la cartella di pagamento, sulla base di contestazioni che investivano il verbale di accertamento, che pure gli era stato notificato, doveva essere dichiarato inammissibile dal Giudice di Pace.

Il motivo è fondato.

Dallo stesso incensurato (di per se) apprezzamento di fatto contenuto nella sentenza impugnata, è dato di ricavare come, all'udienza di comparizione del 24.9.2001, il B. ebbe ad insistere per l'accoglimento del ricorso, ribadendo che, "dopo avere ricevuto (il 6.10.1999) la notificazione del verbale di contestazione, ebbe a recarsi presso il Comando della Polizia Stradale di Marsala ... per chiarire gli intervenuti passaggi di proprietà, ricevendo assicurazioni in proposito".

Appare, dunque, palese come, essendo intervenuta la notificazione al B. del verbale anzidetto e non risultando che quest'ultimo sia stato impugnato dal destinatario nè mediante ricorso giurisdizionale davanti al Giudice di Pace, della L. n. 689 del 1981, ex art. 22 nè mediante ricorso amministrativo davanti al Prefetto, tale verbale abbia acquistato efficacia di titolo esecutivo, legittimando così la successiva cartella esattoriale, fondata sul verbale medesimo, emessa per la riscossione di sanzione amministrativa inerente a violazione del codice stradale, onde, contro la menzionata cartella, là dove (come nella specie) non vengano dedotti vizi suoi propri, non è più ammissibile il ricorso attraverso il quale, invece, vengano dedotte (come, di nuovo, nella specie) contestazioni, relative al contenuto del verbale sopraindicato, suscettibili di essere proposte in sede di opposizione contro di questo (Cass. 25 maggio 2001, n. 7115; Cass. 19 luglio 2001, n. 9820; Cass. 25 agosto 2005, n. 17278).

Nella specie, il Giudice del merito, avendo accolto il ricorso proposto dal B. per motivi che investivano il verbale di accertamento, non ha fatto corretta applicazione del principio dianzi enunciato.

Il ricorso odierno, pertanto, merita accoglimento, onde la sentenza impugnata deve essere cassata in relazione al motivo accolto, laddove, decidendo la causa nel merito, ravvisata la sussistenza dei presupposti di cui all'art. 384 c.p.c., comma 1, ultima parte, va dichiarata l'inammissibilità dell'opposizione proposta dal B..

La sorte delle spese del giudizio di cassazione, nulla essendo a pronunciare in ordine a quelle del giudizio di merito là dove la Prefettura di Trapani non si è costituita, segue il criterio dettato dall'art. 385 c.p.c., comma 1, liquidandosi tali spese in Euro 350,00, per onorari, oltre le spese prenotate a debito.

 

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e, decidendo la causa nel merito, dichiara l'inammissibilità dell'opposizione proposta da B. V.,che condanna al rimborso in favore del ricorrente delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro 350,00, per onorari, oltre le spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, il 13 novembre 2006.

Depositato in Cancelleria il 14 febbraio 2007

 

 

 

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Venerdì 4 maggio 2018

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