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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI NAPOLI

SEZIONE LAVORO

 

Il Giudice Unico di Napoli in funzione di giudice del lavoro dr. Maria Gaia Majorano visto l'art. 281 sexies c.p.c., viste le conclusioni delle parti, precisate all'udienza odierna e sentita la discussione orale, pronuncia, allegandola al presente verbale, di cui deve considerarsi parte integrante, là seguente

 

SENTENZA

Tra

 

F. I. sas di M. L. rappresentata e difesa dall'avv.to T. M. presso il cui studio è elett.te domiciliato in N. alla ...

opponente

 

e

 

I.N.P.S. (Istituto Nazionale Della Previdenza Sociale), anche per conto della S.C.C.I. s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dall'avv.to C. M., con il quale è elett.te domiciliato in N. alla via G. R..

Opposti

 

Nonché

 

E. polis s.p.a., Agente della riscossione per la Provincia di Napoli con sede in Napoli alla via R. B. rappr. e difesa dall'Avv. L. P.

Opposto costituito solo nel Proc.18310/11

 

avente ad oggetto: opposizione a cartella esattoriale

 

FATTO

Con separati ricorsi poi riuniti il ricorrente in epigrafe proponeva opposizione avverso le cartelle esattoriali:

n. ...

n. ...

n. ...

n. ...

n. ...

tutte emesse a seguito di note di rettifica provenienti dall'INPS che avevano riconosciuto l'illegittimità del conguaglio operato dalla ricorrente a seguito dei benefici inizialmente riconosciuti in base ala L. 223/91.

L'opponente contestava, nel merito, con varie argomentazioni, la fondatezza del credito azionato con particolare riferimento alla identificazione della ditta F. P. con la F. I. supposta nei verbali di ispezione.

L'inps, anche per conto della S.C.C.I. s.p.a., si costituiva in giudizio eccependo la fondatezza della pretesa azionata. Chiedeva, pertanto, il rigetto dell'opposizione.

E. p. si costituiva in un unico procedimento in cui eccepiva innanzitutto la propria carenza di legittimazione ad agire, in subordine il rigetto del ricorso.

All'udienza odierna, riunito anche il procedimento 42997/11, la causa, sulle conclusioni di cui agli atti introduttivi, veniva decisa come da sentenza pubblicamente letta.

 

DIRITTO

 

MOTIVI DELLA DECISIONE

L'opposizione è tempestiva essendo stata presentata entro il termine di 40 giorni dalla data di notifica delle cartelle, come prescritto dall'art. 24 del d.lvo 46/99.

Nel merito è fondata e va accolta.

L'opponente ha contestato il diritto dell'istituto alla pretesa contributiva, derivante dall'omissione dei contributi alla gestione commercianti, in quanto fondata sull'erroneo presupposto della identità sociale tra la ditta F. P. e la F. I. s.a.s di M. L..

Nella specie, la pretesa creditoria avanzata dall'INPS non può trovare accoglimento per difetto di prova in ordine alla sussistenza dei fatti costitutivi dei diritti di credito azionati.

Come osserva la Suprema Corte "in tema di riscossione di contributi previdenziali, l'opposizione avverso la cartella esattoriale di pagamento ... dà luogo ad un giudizio ordinario di cognizione su diritti ed obblighi inerenti al rapporto previdenziale obbligatorio è, segnatamente, al rapporto contributivo, con la conseguenza che l'eventuale rigetto di censure di tipo formale relative all'iscrizione a ruolo non pregiudica l'accertamento di tale rapporto secondo le ordinarie regole relative alla ripartizione dell'onere della prova, alla stregua delle quali grava sull'ente previdenziale l'onere di provare i fatti costitutivi dell'obbligo contributivo e sulla controparte l'onere di contestare i fatti costitutivi del credito (cfr. Sez. L, Sentenza n. 23600 del 06/11/2009).

Nel caso di specie non è stata provata dall'istituto la continuità, addirittura l'identità tra la ricorrente e la ditta F. M.. Il teste escusso ha riferito di avere svolto gli accertamenti sulla società ricorrente per verificare "se vi fossero le condizioni per il conguaglio per gli sgravi contributivi" accertando che la F. I. aveva assunto entro 6 mesi i lavoratori messi in mobilità dalla ditta F. P. e che questi era titolare del 20% del capitale della prima di cui era anche socia accomandante. Dichiarava "i miei accertamenti si limitarono a questo".

Ricavare da questi soli elementi l'affermazione che là ricorrente e la ditta F. P. fossero società collegate appare una forzatura.

E' vero che la Corte di Cassazione ha affermato che" Il riconoscimento dei benefici contributivi previsti dall'art. 8, quarto comma, legge n. 223 del 1991, in favore delle imprese che assumono personale dipendente già licenziato a sèguito della procedura di mobilita ex art. 4 e 24 della stessa legge, presuppone che vengano accertate l'effettiva cessazione dell'originaria azienda e la nuova assunzione da parte di altra impresa in base ad esigenze economiche effettivamente sussistenti; ne consegue che, ove l'azienda originaria, intesa nel suo complesso, abbia continuato o riprenda ad operare (non importando ne' se titolare sia io stesso imprenditore o altro subentrante ne' lo strumento negoziale attraverso cui si sia verificata la cessione dell'azienda), la prosecuzione del rapporto di lavoro o la sua riattivazione presso la nuova impresa costituiscono non la manifestazione di una libera opzione del datore di lavoro, ma l'effetto di un preciso obbligo previsto dalla legge (art. 2112 cod. civ., come modificato dall'art. 47 legge n. 428 del 1990 e dal decreto legislativo n. 18 del 2001), come tale non meritevole dei benefici della decontribuzione, dovendosi peraltro escludere che il comma 4 bis del citato art. 8, introdotto dall'art. 2 del d.l. n. 299 del 1994, abbia limitato i presupposti della fattispecie esclusa dalla agevolazione contributiva a quelli previsti in detta nuova disposizione, la quale invece estende la fattispecie esclusa dal beneficio in esame e richiede in ogni caso la verifica della sussistenza dei presupposti per l'esclusione fissati nel comma quattro dello stesso art. 8. (Cfr. Sez. L, Sentenza n. 16444 del 03/11/2003). Di recente sè è anche sostenuto che in materia di benefici contributivi a favore delle imprese che assumono lavoratori collocati in mobilità, l'art. 8, comma 4 bis, della legge n. 223 del 1991 stabilisce che il diritto ai benefici economici è escluso ove il lavoratore sia stato collocato in mobilità nei sei mesi precedenti alla nuova assunzione da parte di un'impresa i cui assetti proprietari coincidano nella sostanza con quelli dell'impresa che lo riassume.

Non appare assolutamente provata la coincidenza degli assetti proprietari tra la ditta opponente e la F. P..

Inoltre, come insegnano le Sezioni Unite della Cassazione (sent. n. 12545 del 25.11.92)... il verbale di accertamento dell'infrazione fa piena prova, fino a querela di falso, con riguardo ai fatti attestati dal pubblico ufficiale rogante come avvenuti in sua presenza è conosciuti senza alcun margine di apprezzamento o da lui compiuti, nonché della provenienza del documento dallo stesso pubblico ufficiale e delle dichiarazioni delle parti, mentre non è necessario , in applicazione della disciplina di cui agli artt. 2699 e 2700 c.c., l'esperimento di detto rimedio della querela qualora la parte intenda limitarsi alla contestazione della verità sostanziale di tali dichiarazioni ovvero della fondatezza di apprezzamento o valutazioni del verbalizzante, cui non si estende la fede privilegiata del documento. Pertanto, dal verbale possono essere enucleate esclusivamente le circostanze di fatto in esso contenute, senza che possa essere attribuita in questa sede rilevanza a valutazioni o deduzioni degli Ispettori.

Le cartelle opposte vanno, pertanto, annullate.

Poiché la opposizione ha ad oggetto il rapporto negoziale è non l'azione esecutiva di E., va dichiarato il suo difetto di legittimazione passiva con cui compensa le spese di lite.

Per il resto le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.

 

P.Q.M.

il Giudice così decide: 1) accoglie l'opposizione e, per l'effetto, annulla le cartelle esattoriali:

n. ...

n. ...

n. ...

n. ...

n. ...

2) compensa le spese di lite con E. P. s.p.a.

3) condanna l'Inps alla rifusione delle spese legali in favore dell'opponente che si liquidano in complessivi euro 2.400,00.

Napoli, 06/02/2012

 

Il Giudice

dr. Maria Gaia Majorano

Depositata il 06/02/2012

 

 

 

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Sabato 15 settembre 2018

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Camillo Bernardini - Dalila Loiacono

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