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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI NAPOLI

SEZIONE LAVORO E PREVIDENZA

 

Il Giudice Unico di Napoli in funzione di giudice del lavoro dr. M. R Lombardi pronunciato all'udienza del 8/2/2012 la seguente

 

SENTENZA

 

Nella causa iscritta al n. 4435/2011 R.G Previdenza cui è stata riunita la n. 4436 del 2011 TRA L. A. rapp.to e difeso dall'Avv. Angelo P. elett.te dom.to c/o il difensore in Napoli alla p.zza ... in virtù di procura a margine del ricorso OPPONENTE E INPS, in persona del legale rap.te p.t. S., in persona del legale rap.te p.t. rap.te e difese dall'avv G. P. elettivamente dom.to in Napoli alla via G. in virtù di procura generale alle liti OPPOSTI NONCHE' E. P. spa, in persona del legale rapp.te p.t. rap.to e difeso dall'avv. Errico Gentile elettivamente domiciliata c/o il difensore in Napoli alla via T., giusta procura in calce alla memoria OPPOSTO CONCLUSIONI DELLE PARTI Per il ricorrente: Accoglimento della. Condanna dell'opposto al pagamento delle spese con attribuzione. Per le opposte: inammissibilità rigetto della opposizione

 

FATTO

 

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Con ricorso depositato il 31 gennaio 2011 parte ricorrente in epigrafe proponeva opposizione avverso le cartelle di pagamento n. 071 2001 038589982, 071 200200128937 000, 0712001 0289255090 000; 071 2005 0028810845, 071 2006 0009685273 0000, 071.2006 0273160543 000; 071 2007 02238228 000; 071 2008 0163016460 000 071 2008 0253525272 000, 071 2009 027410214 000, 071 2009 0091 293227 000 che solo il 13 gennaio 2011 la parte assume di avere conosciuto il 27 gennaio 2001 relativa anche ad omissioni contributive e sanzioni di carattere previdenziale.

Chiedeva inoltre la cancellazione presso ogni registro e banca dati cattivi pagatori e la condanna al risarcimento del danno per lite temeraria

L'opponente deduceva che per effetto di tali cartelle non gli veniva riconosciuto un finanziamento ed all'uopo deduceva:

l) che le cartelle esattoriale non gli erano stato notificate

2) prescrizione del credito

3) assenza di motivazione

4) vizi di notifica perché eseguita da soggetto non identificabile ed autorizzato

5) decadenza ex art 25 DPR 602/73

6) violazione dello statuto del contribuente.

Il ricorso veniva notificato unicamente nei confronti dell'E. P. spa e solo successivamente su ordine del Giudice anche all'INPS ed alla SCCI spa.

Si costituiva l'E. P. che eccepiva l'inammissibilità della domanda per difetto di contraddittorio nei confronti dell'INPS nonché il difetto di giurisdizione e nel merito l'inammissibilità dell'opposizione.

L'ente impositore eccepiva l'inammissibilità la carenza di legittimazione passiva e nel merito l'infondatezza.

Nell'estrema caoticità del ricorso introduttivo va evidenziato che il ricorrente intende proporre opposizione unicamente per il ruolo relativamente ai contributi previdenziali.

Ciò premesso va evidenziato che per la molteplicità di deduzioni unitariamente sollevate la domanda proposta va diversamente qualificata come opposizione ex art 24 del dlgs n. 46/99 laddove intendendo recuperare la tutela giurisdizione afferma l'inesistenza della notifica della cartella e si oppone al merito del ruolo; opposizione agli atti esecutivi lamentando vizi del quomodo della procedura esecutiva infine opposizione all'esecuzione deducendo fatti estintivi del credito successivi alla procedura esecutiva.

Il ricorrente ha quindi promosso l'azione giudiziaria nei confronti del Concessionario per la riscossione dei Tributi richiamando l'art 39 del dlgs n. 112/99 che il "concessionario, nelle liti promosse contro di lui che non riguardano esclusivamente la regolarità o la validità degli atti esecutivi, deve chiamare in causa l'ente creditore interessato, in mancanza risponde delle conseguenze della lite".

Ritiene il Giudicante che la disposizione invocata concerne unicamente i rapporti tra il Concessionario e l'ente impositore, come emerge dal titolo del Dlgs che concerne l'affidamento ed estinzione del servizio di riscossione ed il capo in cui la norma è inserita ossia diritti ed obblighi del concessionario.

Tale norma ha la funzione di garantire l'ente impositore dagli esiti di giudizi aventi ad oggetto la pretesa creditoria in cui non sia stato evocato in giudizio, ma non ha lo scopo di modificare le disposizioni quali l'art 24 del dlgs n. 46/99 peraltro coeva.

Essendo l'unico legittimato passivo unitamente alla società di cartolarizzazione dei crediti in relazione alla opposizione ex art 24 questo Giudice ha disposto l'integrazione del contraddittorio nei loro confronti. Nessun rilievo in senso contrario assume la sentenza citata dal ricorrente.

In ordine alla mancata notifica della cartella esattoriale n. 071 2001 038589982, 071 200200128937 000, 0712001 0289255090 000, nessuna prova è stata fornita della loro notifica e pertanto in ragione della dedotta prescrizione, trattandosi di contributi dall'1988 al 2000 l'opposizione va accolta.

Quanto invece all'opposizione relativa al giudizio n. 4436 del 2011 va osservato che la cartella n 071 2005 00288108 risulta notificata il 13 aprile 2005 a mani della moglie come da relata in vi è il numero della cartella e nominativo dell'agente; la 071 2006 0096852 73000 attesa l'assenza ai sensi dell'art 26 e 60 del DPR 602/73 e così pure la n. 0710712006 0273160543000 mentre tutte le altre a mani dei portiere e poi è stata inviata raccomandata. Questo Giudice rileva che la relata di notifica non risulta effettuata da soggetto non abilitato, solo la distinta delle raccomandate da inviarsi per il tramite dell'ufficio postale risulta effettuata per il tramite di soggetto non abilitato ovvero l'Agenzia D. srl.

Afferendo solo una parte della procedura notificatoria e non essendo richiesto dalle disposizioni richiamate che la materia consegna all'ufficio preposto non possa essere delgata a soggetti esterni alcun vizio nemmeno formale del procedimento notificatorio è avvenuto.

Ne consegue l'inammissibilità della opposizione a cartella ex art 24 del dlgs nonché quella relativa all'opposizione agli atti esecutivi.

In ogni caso l'eventuale nullità per violazione degli artt 137 e 148 c.p.c. non assume rilievo nella presente procedura connotata dalla specialità per la quale esistono disposizioni specifiche che la riguardano infatti ai sensi dell'art 26 del dpr n. 602/73 l'ente impositore conserva per 5 anni solo la matrice o la copia della cartella, ha previsto in via alternativa anche la matrice elemento sufficiente a provare l'avvenuta notifica della cartella.

Diversamente avverso la cartella ritualmente notificata possono eventualmente farsi valere dei motivi di merito sopravvenuti alla notifica della cartella: per esempio la prescrizione compiutasi dopo la notifica della cartella.

L'intimazione di pagamento è infatti assimilabile al precetto essendo, al pari di quest'ultimo, un atto che precede l'esecuzione forzata e che ha la natura di provocatio ad opponendum anche per motivi diversi dai vizi loro propri e quindi anche per motivi riguardanti il merito della pretesa tributaria ma ciò solo nei casi di mancata notifica degli atti presupposti.

Tale natura non sembra aver subito modifiche in conseguenza del D. Lgs. N° 46 del 26/2/1999, entrato in vigore il 1° Luglio 1999, con il quale sono state introdotte nuove norme relative alla riscossione, mediante cartelle esattoriali, dei tributi erariali e non. In virtù di tale D. Lgs. la cartella esattoriale acquisisce efficacia di titolo esecutivo, cioè la stessa, se non pagata, consente al Concessionario della riscossione di attivarsi per gli atti esecutivi (pignoramento, ipoteca, esproprio e tutte le misure cautelari a favore dell'erario consentite per Legge) al fine del recupero del credito.

In sostanza viene soppresso il cosiddetto "avviso di mora" e definitivamente sancito che la cartella contiene in sé anche l'atto di precetto.

Nel giudizio di opposizione al precetto possono farsi valere solo fatti impeditivi, modificativi od estintivi del rapporto consacrato nel provvedimento passato in giudicato, costituente titolo esecutivo, che si siano verificati successivamente alla sua formazione.

Nella specie si sostanzia in un fatto estintivo del rapporto (prescrizione) verificatosi successivamente alla formazione del provvedimento costituente titolo esecutivo (cartella esattoriale), lo stesso deve necessariamente essere fatto valere nella fase dell'opposizione all'intimazione di pagamento senza che alcuna preclusione potesse derivare dalla mancata opposizione alla cartella.

Per quanto enunciato la domanda va accolta e dichiarata l'inesistenza del credito portato dalla cartella suddetta atteso che risulta decorso il termine quinquennale di prescrizione del credito dall'ultimo atto interattivo costituito dalla notifica delle cartelle e ciò per la cartella n. 071 2005 00288108.

Mentre per tutte le altre in seguito all'avvenuta regolare notifica la prescrizione del credito è stata interrotta con la conseguenza che è decorso nuovamente il termine quinquennale e pertanto non risultano prescritti i crediti portati dalle altre cartelle.

Va rigettata la domanda di lite temeraria proposta atteso che nessun atto esecutivo risulta promosso e che il ricorrente ha assunto di avere avuto conoscenza dell'esistenza dei ruoli per omessa concessione di finanziamenti, circostanza questa peraltro dedotto in tutti i giudizi non provata.

La serialità dei ricorsi in uno alla pluralità delle deduzioni sollevate in alternativa tra loro, nonché la soccombenza per parte delle domande proposte induce questo giudice all'integrale compensazione delle spese del giudizio

 

PQM

Definitivamente pronunciando:

1) dichiara l'inammissibilità dell'opposizione ex art 24 del dlgs n. 46/99 e della opposizione agli atti esecutivi relativa alle cartelle n 071 2005 0028810845, 071 2006 0009685273 0000, 071 2006 027316054 000, 071 2007 02238228 000; 071 2008 0163016460 000 071 2008 0253525272 000, 071 2009 027410214 000, 071 2009 0091293227 000

2) dichiara. prescritti i crediti contributivi indicati dalla cartella esattoriale n. 071 2001 038589982, 0712002001 8937 000, 07120010289255090 000.

3) compensa le spese del giudizio.

Napoli 8.2.2012.

Il Giudice dr. M. R Lombardi

 

 

 

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Sabato 15 settembre 2018

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