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LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

 

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAPPUCCIO Giammarco - rel. Presidente -

Dott. FELICETTI Francesco - Consigliere -

Dott. DEL CORE Sergio - Consigliere -

Dott. PETITTI Stefano - Consigliere -

Dott. SALVATO Luigi - Consigliere -

 

ha pronunciato la seguente:

 

sentenza

 

sul ricorso proposto da:

R.G., elettivamente domiciliato in Roma, via Tronto 32, presso l'avv. Mundula Giulio, rappresentato e difeso dall'avv. Vittorio Gobbi giusta delega in atti;

- ricorrente -

 

contro

 

REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA, in persona del P.G.R., domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12, presso l'Avvocatura Generale dello Stato che la rappresenta per legge;

- controricorrente -

 

e contro

 

UNIRISCOSSIONI s.p.a.;

- intimata -

 

avverso la ordinanza del Giudice di pace di Aosta del 07.06.01. Udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del 23/01/06 dal Relatore Cons. Dott. G. Cappuccio;

Udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Scardaccione Vittorio Eduardo, che ha concluso per l'accoglimento.

 

FATTO

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

R.G. proponeva opposizione alla cartella esattoriale notificatagli il 17.01.01 dalla Uniriscossioni s.p.a. su titolo esecutivo emesso dal Presidente della Giunta Regionale della Valle d'Aosta per crediti inerenti a violazioni del codice della strada.

Con decisione depositata il 7.06.01 il Giudice di pace di Aosta rilevava che il ricorso in opposizione era stato presentato il 23.05.01 e quindi oltre il termine di decadenza, di trenta giorni dalla notifica della cartella (notifica avvenuta il 17, 01.01); che la cartella era validamente formata perchè - contrariamente a quanto dedotto dal ricorrente - conteneva le indicazioni della causale della sanzione; degli estremi della contestazione; dell'autorità amministrativa creditrice, mentre non impediva la decadenza la mancata indicazione dell'autorità giudiziaria alla quale ricorrere.

Con atto notificato il 24.09.01 sia all'Uniriscossioni s.p.a. che alla Regione, R.G. ha censurato la ordinanza per violazione di legge e vizio di motivazione, deducendo di non essere mai venuto a conoscenza del verbale ATX41807 della Polizia Stradale di Aosta (oltretutto, indicato nella cartella con sigla criptica:

STRAO 19068 23111999 e come emanato dalla Regione), di averne ottenuto copia solo a distanza di oltre trenta giorni dalla notifica della cartella, così riscontrando che la notifica era avvenuta secondo la procedura prevista per gli irreperibili e l'atto era stato restituito, senza tener conto della dichiarazione di incostituzionalità della L.S. n. 890 del 1982, art. 8, comma 3, dopo solo 14 giorni di giacenza; ribadiva che, inoltre, la cartella mancava della indicazione del termine e dell'autorità alla quale ricorrere.

Nel controricorso notificato dalla Avvocatura il 30.10.01, la Regione Valle d'Aosta si limita ad assumere, genericamente, la inammissibilità ed infondatezza del ricorso.

 

DIRITTO

MOTIVI DELLA DECISIONE

Come già precisato da questa Corte in ripetute decisioni (da ultimo, Cass. 18207/03; 5279/02) avverso la cartella esattoriale possono essere proposte sia l'opposizione alla sanzione, sia la opposizione all'esecuzione - a seconda che si contesti l'esistenza del credito o l'esistenza del titolo esecutivo - sia infine l'opposizione agli atti esecutivi, quando si deducano vizi formali della cartella.

E, mentre nel primo caso - essendo ammesso il recupero delle ragioni di opposizione alla sanzione amministrativa stradale, ove non sia stato possibile proporre opposizione, nella forme e nei tempi previsti dal D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 205, in relazione alla L.S. n. 689 del 1981, art. 22, per nullità della notifica del p.v.c. o dell'ordinanza ingiunzione - il ricorso deve essere proposto nel termine di trenta giorni dalla notifica della cartella (Cass. 12545/03; 18123/03; 4194/04; 8695/04;18730/04) determinandosi altrimenti la decadenza dal potere di impugnare; nel caso di contestazione di vizi propri della cartella esattoriale la opposizione, sia all'esecuzione che agli atti esecutivi, va proposta nelle forme ordinarie (art. 615 c.p.c., ss. in relaz. al D.Lgs. n. 46 del 1999) e non è soggetta, quindi, alla particolare disciplina dell'opposizione a sanzione amministrativa pecuniaria dettata dalla L.S. n. 689 del 1981.

Tanto premesso, le ragioni di opposizione enunciate dal provvedimento impugnato evidenziano che l'azione del R. era volta a far valere carenze formali della cartella, in quanto priva di adeguate indicazioni circa la causale, la amministrazione creditrice, e del tutto carente di informazioni sul Giudice al quale ricorrere e sul termine per proporre ricorso: si trattava quindi, indipendentemente dalla fondatezza, di eccezioni attinenti alla validità della cartella, configuranti una opposizione agli atti esecutivi, ipotesi disciplinata dall'art. 617 c.p.c., ss. e non dal L.S. n. 689 del 1981, art. 22. Il Giudice di Aosta ha invece ritenuto di applicare le norme sulla opposizione a sanzione amministrativa, scelta che risulterebbe pertinente solo se, con il ricorso, il R. avesse dedotto anche vizi attinenti alla vicenda sanzionatoria e limitatamente, comunque, ai motivi relativi a tali vizi. In tal caso, peraltro, la sentenza sarebbe viziata anche, come deduce il ricorrente, per carenza di motivazione, non risultando quali eccezioni venivano rigettate.

Il provvedimento con cui il Giudice di pace ha definito il giudizio va quindi cassato e la causa rinviata al Giudice di pace di Aosta in persona di diverso magistrato, che provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

 

P.Q.M.

accoglie il ricorso, cassa e rinvia, anche per le spese, al Giudice di pace di Aosta, in persona di diverso magistrato.

Così deciso in Roma, il 23 gennaio 2006.

Depositato in Cancelleria il 20 aprile 2006

 

 

 

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Venerdì 4 maggio 2018

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