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TITOLO IV

GUIDA DEI VEICOLI E CONDUZIONE DEGLI ANIMALI

 

Art. 115 - Requisiti per la guida dei veicoli e la conduzione di animali (1).

Art. 116 - Patente, certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e autoveicoli e certificato di idoneità alla guida di ciclomotori (1) (2).

Art. 117 - Limitazioni nella guida (1).

Art. 118 - Patente e certificato di idoneità per la guida di filoveicoli (1).

Art. 119 - Requisiti fisici e psichici per il conseguimento della patente di guida (1).

 

Art. 120

Requisiti morali per ottenere il rilascio dei titoli abilitativi di cui all'articolo 116 (1) (2)

1. Non possono conseguire la patente di guida, il certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e il certificato di idoneità alla guida di ciclomotori i delinquenti abituali, professionali o per tendenza e coloro che sono o sono stati sottoposti a misure di sicurezza personali o alle misure di prevenzione previste dalla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ad eccezione di quella di cui all'articolo 2, e dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, le persone condannate per i reati di cui agli articoli 73 e 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, fatti salvi gli effetti di provvedimenti riabilitativi, nonchè i soggetti destinatari dei divieti di cui agli articoli 75, comma 1, lettera a), e 75-bis, comma 1, lettera f, del medesimo testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990 per tutta la durata dei predetti divieti. Non possono di nuovo conseguire la patente di guida le persone a cui sia applicata per la seconda volta, con sentenza di condanna per il reato di cui al terzo periodo del comma 2 dell'articolo 222, la revoca della patente ai sensi del quarto periodo del medesimo comma (3).

2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 75, comma 1, lettera a), del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, se le condizioni soggettive indicate al primo periodo del comma 1 del presente articolo intervengono in data successiva al rilascio, il prefetto provvede alla revoca della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori. La revoca non può essere disposta se sono trascorsi più di tre anni dalla data di applicazione delle misure di prevenzione, o di quella del passaggio in giudicato della sentenza di condanna per i reati indicati al primo periodo del medesimo comma 1 (4).

3. La persona destinataria del provvedimento di revoca di cui al comma 2 non può conseguire una nuova patente di guida prima che siano trascorsi almeno tre anni.

4. Avverso i provvedimenti di diniego di cui al comma 1 e i provvedimenti di cui al comma 2 è ammesso il ricorso al Ministro dell'interno il quale decide, entro sessanta giorni, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

5. Con decreto del Ministro dell'interno e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabilite le modalità necessarie per l'adeguamento del collegamento telematico tra il sistema informativo del Dipartimento per i trasporti terrestri e il trasporto intermodale e quello del Dipartimento per le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie, in modo da consentire la trasmissione delle informazioni necessarie ad impedire il rilascio dei titoli abilitativi di cui al comma 1 e l'acquisizione dei dati relativi alla revoca dei suddetti titoli intervenuta ai sensi del comma 2.

6. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque, in violazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 3, provvede al rilascio dei titoli abilitativi di cui all'articolo 116 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1. 000 a euro 3. 000.

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 5 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575 e successivamente sostituito dall'articolo 3, comma 52, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94.

(2) Vedi Corte costituzionale, sentenza 21 ottobre 1998, n. 354, Corte costituzionale sentenza 18 ottobre 2000, n. 427, Corte costituzionale, sentenza 17 luglio 2001, n. 251, Corte costituzionale sentenza 15 luglio 2003, n. 239.

(3) Comma modificato dall'articolo 19, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(4) Comma modificato dall'articolo 19, comma 2, lettere a) e b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Conducente di veicoli patente di abilitazione alla guida sospensione e revoca

È irrilevante la questione di legittimità costituzionale sollevata con riferimento all'art. 120 del Codice della Strada, per contrasto con gli artt. 3, 4 e 76 Cost., nella parte in cui dispone la revoca della patente di guida per coloro che sono stati sottoposti ad una misura di sicurezza, per il fatto che essa censura una parte della disposizione che è già stata oggetto di intervento da parte della Corte costituzionale, e quindi non più in vigore e non applicabile nella controversia; in secondo luogo, perché la parte censurata della norma non sarebbe stata comunque applicabile al caso concreto, posto che la revoca della patente è intervenuta nel periodo di vigenza della misura della libertà vigilata. (T.A.R. Milano Lombardia sez. III 01 luglio 2010 n. 2696).

Con riferimento specifico al rilascio della patente di guida e alla revoca della stessa, l'esame degli artt. 120 e 130, d.lg. n. 285 del 1992 non consente di ritenere esistente, in capo all'autorità amministrativa, un potere discrezionale di valutazione dei requisiti morali necessari per il rilascio della patente, dovendosi aver riguardo all'esistenza di misure di prevenzione personali in corso di applicazione o di una condanna ad una pena detentiva non inferiore a tre anni che, in definitiva, presuppongono il previo vaglio dell'autorità giudiziaria e, in quest'ultimo caso, solo quando l'utilizzazione della patente possa consentire la commissione di reati della stessa natura. (T.A.R. Napoli Campania sez. V 04 febbraio 2010 n. 570).

 

Eccesso di potere in genere

Il provvedimento di revoca della patente, disposto ai sensi dell'art. 120 del d.lg. n. 285 del 1992, è atto dovuto a contenuto vincolato, per cui nel caso in cui l'attività amministrativa è predeterminata dalla legge e sia quindi sottratta a qualsiasi valutazione comparativa e discrezionale, il potere attribuito all'Amministrazione è vinolato sia nell'an che nel quid e pertanto risulta inconfigurabile, nei confronti dell'atto di revoca, il vizio di eccesso di potere. (T.A.R. Roma Lazio sez. I 09 agosto 2010 n. 30436).


 

 

Art. 121

Esame di idoneità (1).

1. L'idoneità tecnica necessaria per il rilascio della patente di guida si consegue superando una prova di verifica delle capacità e dei comportamenti ed una prova di controllo delle cognizioni.

2. Gli esami di cui al comma 1 sono effettuati secondo direttive, modalità e programmi stabiliti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sulla base delle direttive della Comunità europea e con il ricorso a sussidi audiovisivi, questionari d'esame e quant'altro necessario per una uniforme formulazione del giudizio (2).

3. Gli esami per la patente di guida, per i certificati professionali di cui all'art. 116 e per l'idoneità degli insegnanti e degli istruttori delle autoscuole di cui all'art. 123 sono effettuati da dipendenti del Dipartimento per i trasporti terrestri (3).

4. Nel regolamento sono determinati i profili professionali dei dipendenti del Dipartimento per i trasporti terrestri che danno titolo all'effettuazione degli esami di cui al comma 3 (3).

5. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono determinate le norme e modalità di effettuazione dei corsi di qualificazione e degli esami per l'abilitazione del personale di cui al comma 4 (2).

6. L'esame di coloro che hanno frequentato una autoscuola può svolgersi presso la stessa se dotata di locali riconosciuti dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, idonei allo scopo o presso centri di istruzione da questa formati e legalmente costituiti (3).

7. Le prove d'esame sono pubbliche.

8. La prova pratica di guida non può essere sostenuta prima che sia trascorso un mese dalla data del rilascio dell'autorizzazione per esercitarsi alla guida, ai sensi del comma 1 dell'articolo 122 (5).

9. A partire dal 1° gennaio 1995, la prova pratica di guida, con esclusione di quella per il conseguimento di patente di categoria A, va in ogni caso effettuata su veicoli muniti di doppi comandi.

10. Tra una prova d'esame sostenuta con esito sfavorevole ed una successiva prova deve trascorrere almeno un mese.

11. Gli esami possono essere sostenuti, previa prenotazione da inoltrarsi non oltre il quinto giorno precedente la data della prova, entro il termine di validità dell'autorizzazione per l'esercitazione di guida. Nel limite di detta validità è consentito ripetere, per una volta soltanto, la prova pratica di guida (4) (6).

12. Contestualmente al superamento con esito favorevole dell'esame di guida, il competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri rilascia la patente di guida a chi ne ha fatto richiesta ai sensi dell'art. 116 (4).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 61 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(4) Comma così sostituito dall'articolo 6 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575.

(5) Comma sostituito dall'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(6) Comma modificato dall'articolo 20, comma 1, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 122

Esercitazioni di guida.

1. A chi ha fatto domanda per sostenere l'esame per la patente di guida ovvero per l'estensione di validità della patente ad altre categorie di veicoli ed è in possesso dei requisiti fisici e psichici prescritti è rilasciata un'autorizzazione per esercitarsi alla guida, previo superamento della prova di controllo delle cognizioni di cui al comma 1 dell'articolo 121, che deve avvenire entro sei mesi dalla data di presentazione della domanda per il conseguimento della patente. Entro il termine di cui al periodo precedente non sono consentite più di due prove (1).

2. L'autorizzazione consente all'aspirante di esercitarsi su veicoli delle categorie per le quali è stata richiesta la patente o l'estensione di validità della medesima, purché al suo fianco si trovi, in funzione di istruttore, persona di età non superiore a sessantacinque anni, munita di patente valida per la stessa categoria, conseguita da almeno dieci anni, ovvero valida per la categoria superiore; l'istruttore deve, a tutti gli effetti, vigilare sulla marcia del veicolo, intervenendo tempestivamente ed efficacemente in caso di necessità. Se il veicolo non è munito di doppi comandi a pedale almeno per il freno di servizio e per l'innesto a frizione, l'istruttore non può avere età superiore a sessanta anni.

3. Agli aspiranti autorizzati ad esercitarsi per conseguire la patente di categoria A non si applicano le norme di cui al comma 2 ma quelle di cui al comma 5.

4. Gli autoveicoli per le esercitazioni e gli esami di guida devono essere muniti di appositi contrassegni recanti la lettera alfabetica "P". Tale contrassegno è sostituito per i veicoli delle autoscuole con la scritta "scuola guida". Le caratteristiche di tali contrassegni e le modalità di applicazione saranno determinate nel regolamento.

5. Le esercitazioni su veicoli nei quali non possa prendere posto, oltre al conducente, altra persona in funzione di istruttore sono consentite in luoghi poco frequentati.

5-bis. L'aspirante al conseguimento della patente di guida di categoria B deve effettuare esercitazioni in autostrada o su strade extraurbane e in condizione di visione notturna presso un'autoscuola con istruttore abilitato e autorizzato. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabilite la disciplina e le modalità di svolgimento delle esercitazioni di cui al presente comma (5).

6. L'autorizzazione è valida per sei mesi.

7. Chiunque guida senza l'autorizzazione per l'esercitazione, ma avendo a fianco, in funzione di istruttore, persona provvista di patente di guida ai sensi del comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00. La stessa sanzione si applica alla persona che funge da istruttore (2).

8. Chiunque, autorizzato per l'esercitazione, guida senza avere a fianco, in funzione di istruttore, persona provvista di patente valida ai sensi del comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00. Alla violazione consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per tre mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. Alla violazione di cui al comma 5 consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (3).

9. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 4 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (4).

 

(1) Comma modificato dall'articolo 20, comma 2, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120. Vedi anche il comma 3 del medesimo articolo 20 della legge 120 del 2010

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma inserito dall'articolo 20, comma 2, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 123

Autoscuole.

1. Le scuole per l'educazione stradale, l'istruzione e la formazione dei conducenti sono denominate autoscuole.

2. Le autoscuole sono soggette a vigilanza amministrativa e tecnica da parte delle province, alle quali compete inoltre l'applicazione delle sanzioni di cui al comma 11-bis (1) (2).

3. I compiti delle province in materia di "dichiarazioni di inizio attività" e di vigilanza amministrativa sulle autoscuole sono svolti sulla base di apposite direttive emanate dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , nel rispetto dei princìpi legislativi ed in modo uniforme per la vigilanza tecnica sull'insegnamento [ e per la limitazione numerica delle autoscuole in relazione alla popolazione, all'indice della motorizzazione e alla estensione del territorio] (3)(4).

4. Le persone fisiche o giuridiche, le società, gli enti possono presentare l'apposita dichiarazione di inizio attività. Il titolare deve avere la proprietà e gestione diretta, personale, esclusiva e permanente dell'esercizio, nonchè la gestione diretta dei beni patrimoniali dell'autoscuola, rispondendo del suo regolare funzionamento nei confronti del concedente; nel caso di apertura di ulteriori sedi per l'esercizio dell'attività di autoscuola, per ciascuna deve essere dimostrato il possesso di tutti i requisiti prescritti, ad eccezione della capacità finanziaria che deve essere dimostrata per una sola sede, e deve essere preposto un responsabile didattico, in organico quale dipendente o collaboratore familiare ovvero anche, nel caso di società di persone o di capitali, quale rispettivamente socio o amministratore, che sia in possesso dei requisiti di cui al comma 5, ad eccezione della capacità finanziaria. [ Nel caso di società od enti l'autorizzazione può essere rilasciata a persona delegata dal legale rappresentante della società od ente secondo quanto previsto dal regolamento. ] (5).

5. La dichiarazione può essere presentata da chi abbia compiuto gli anni ventuno, risulti di buona condotta e sia in possesso di adeguata capacità finanziaria, di diploma di istruzione di secondo grado e di abilitazione quale insegnante di teoria e istruttore di guida con almeno un'esperienza biennale, maturata negli ultimi cinque anni. Per le persone giuridiche i requisiti richiesti dal presente comma, ad eccezione della capacità finanziaria che deve essere posseduta dalla persona giuridica, sono richiesti al legale rappresentante [ o, nel caso di società od enti, alla persona da questi delegata ] (6).

6. La dichiarazione non può essere presentata da chi delinquenti abituali, professionali o per tendenza e da coloro che sono sottoposti a misure amministrative di sicurezza personali o alle misure di prevenzione previste dall'art. 120, comma 1 (7).

7. L'autoscuola deve svolgere l'attività di formazione dei conducenti per il conseguimento di patente di qualsiasi categoria, possedere un'adeguata attrezzatura tecnica e didattica e disporre di insegnanti ed istruttori riconosciuti idonei dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che rilascia specifico attestato di qualifica professionale. Qualora più scuole autorizzate si consorzino e costituiscano un centro di istruzione automobilistica, riconosciuto dall'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri secondo criteri uniformi fissati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, le medesime autoscuole possono demandare, integralmente o parzialmente, al centro di istruzione automobilistica la formazione dei conducenti per il conseguimento delle patenti di categoria A, BS, BE, C, D, CE e DE e dei documenti di abilitazione e di qualificazione professionale. In caso di applicazione del periodo precedente, le dotazioni complessive, in personale e in attrezzature, delle singole autoscuole consorziate possono essere adeguatamente ridotte (1) (3) (16).

7-bis. In ogni caso l'attività non può essere iniziata prima della verifica del possesso dei requisiti prescritti. La verifica di cui al presente comma è ripetuta successivamente ad intervalli di tempo non superiori a tre anni (17).

8. L'attività dell'autoscuola è sospesa per un periodo da uno a tre mesi quando (8):

a) l'attività dell'autoscuola non si svolga regolarmente;

b) il titolare non provveda alla sostituzione degli insegnanti o degli istruttori che non siano più ritenuti idonei dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri (1);

c) il titolare non ottemperi alle disposizioni date dall'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri ai fini del regolare funzionamento dell'autoscuola (1).

9. L'esercizio dell'autoscuola è revocato quando (8):

a) siano venuti meno la capacità finanziaria e i requisiti morali del titolare;

b) venga meno l'attrezzatura tecnica e didattica dell'autoscuola;

c) siano stati adottati più di due provvedimenti di sospensione in un quinquennio.

9-bis. In caso di revoca per sopravvenuta carenza dei requisiti morali del titolare, a quest'ultimo è parimenti revocata l'idoneità tecnica. L'interessato potrà conseguire una nuova idoneità trascorsi cinque anni dalla revoca o a seguito di intervenuta riabilitazione (9).

10. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti stabilisce, con propri decreti: i requisiti minimi di capacità finanziaria; i requisiti di idoneità, i corsi di formazione iniziale e periodica, con i relativi programmi, degli insegnanti e degli istruttori delle autoscuole per conducenti; le modalità di svolgimento delle verifiche di cui al comma 7-bis; i criteri per l'accreditamento da parte delle regioni e delle province autonome dei soggetti di cui al comma 10-bis, lettera b);le prescrizioni sui locali e sull'arredamento didattico, anche al fine di consentire l'eventuale svolgimento degli esami, nonché la durata dei corsi; i programmi di esame per l'accertamento della idoneità tecnica degli insegnanti e degli istruttori, cui si accede dopo la citata formazione iniziale; i programmi di esame per il conseguimento della patente di guida (3) (10).

10-bis. I corsi di formazione degli insegnanti e degli istruttori delle autoscuole, di cui al comma 10, sono organizzati:

a) dalle autoscuole che svolgono l'attività di formazione dei conducenti per il conseguimento di qualsiasi categoria di patente ovvero dai centri di istruzione automobilistica riconosciuti per la formazione integrale;

b) da soggetti accreditati dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base della disciplina quadro di settore definita con l'intesa stipulata in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano il 20 marzo 2008, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2009, nonchè dei criteri specifici dettati con il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di cui al comma 10 (18).

11. Chiunque gestisce un'autoscuola senza la dichiarazione di inizio attività o i requisiti prescritti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 10. 000 a euro 15. 000. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria dell'immediata chiusura dell'autoscuola e di cessazione della relativa attività, ordinata dal competente ufficio secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (11) (12) (15).

11-bis. L'istruzione o la formazione dei conducenti impartita in forma professionale o, comunque, a fine di lucro al di fuori di quanto disciplinato dal presente articolo costituisce esercizio abusivo dell'attività di autoscuola. Chiunque esercita o concorre ad esercitare abusivamente l'attività di autoscuola è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 10. 000 a curo 15. 000. Si applica inoltre il disposto del comma 9-bis del presente articolo (13) (15).

11-ter. Lo svolgimento dei corsi di formazione di insegnanti e di istruttori di cui al comma 10 è sospeso dalla regione territorialmente competente o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, in relazione alla sede del soggetto che svolge i corsi:

a) per un periodo da uno a tre mesi, quando il corso non si tiene regolarmente;

b) per un periodo da tre a sei mesi, quando il corso si tiene in carenza dei requisiti relativi all'idoneità dei docenti, alle attrezzature tecniche e al materiale didattico;

c) per un ulteriore periodo da sei a dodici mesi nel caso di reiterazione, nel triennio, delle ipotesi di cui alle lettere a) e b) (19).

11-quater. La regione territorialmente competente o le province autonome di Trento e di Bolzano dispongono l'inibizione alla prosecuzione dell'attività per i soggetti a carico dei quali, nei due anni successivi all'adozione di un provvedimento di sospensione ai sensi della lettera c) del comma 11-ter, è adottato un ulteriore provvedimento di sospensione ai sensi delle lettere a) e b) del medesimo comma (19).

12. Chiunque insegna teoria nelle autoscuole o istruisce alla guida su veicoli delle autoscuole, senza essere a ciò abilitato ed autorizzato, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (11).

13. Nel regolamento saranno stabilite le modalità per la dichiarazione di inizio attività, fermo restando quanto previsto dal comma 7-bis. Con lo stesso regolamento saranno dettate norme per lo svolgimento, da parte degli enti pubblici non economici, dell'attività di consulenza, secondo la L. 8 agosto 1991, n. 264 (14).

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(2) Comma sostituito dall’articolo 10, comma 5, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7 e successivamente modificato dall'articolo 20, comma 5, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(4) Comma modificato dall'articolo 10, comma 5, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7.

(5) Comma inizialmente modificato dall'articolo 10, commi 5-bis e 5-ter, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7 e successivamente dall'articolo 20, comma 5, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(6) Comma inizialmente modificato dall'articolo 10, commi 5-bis, 5-quater e 5-quinquies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7e successivamente dall'articolo 20, comma 5, lettera c), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(7) Comma modificato dall'articolo 10, comma 5-bis, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7.

(8) Alinea modificato dall'articolo 10, commi 5-sexies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7.

(9) Comma inserito dall'articolo 10, commi 5-sexies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7.

(10) Vedi il D.M. 17 maggio 1995, n. 317. Comma modificato dall'articolo 10, comma 5-septies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7 e successivamente dall'articolo 20, comma 5, lettera f), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(11) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(12) Comma modificato dall'articolo 10, comma 5, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7.

(13) Comma inserito dall'articolo 10, commi 5-octies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7.

(14) Comma modificato dall'articolo 10, comma 5-bis, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7 e successivamente dall'articolo 20, comma 5, lettera i), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(15) La sanzione prevista dal presente comma è esclusa dall'adeguamento previsto dal D.M. 17 dicembre 2008 , ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 dello stesso decreto.

(16) Comma modificato dall'articolo 20, comma 5, lettera d), punti 1) e 2), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(17) Comma inserito dall'articolo 20, comma 5, lettera e), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(18) Comma inserito dall'articolo 20, comma 5, lettera g), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(19) Comma inserito dall'articolo 20, comma 5, lettera h), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 124

Guida delle macchine agricole e delle macchine operatrici (1).

1. Per guidare macchine agricole, escluse quelle con conducente a terra, nonché macchine operatrici, escluse quelle a vapore, che circolano su strada, occorre avere ottenuto una delle patenti di cui all'art. 116, comma 3, e precisamente:

a) della categoria A, per la guida delle macchine agricole indicate dall'art. 115, comma 1, lettera c);

b) della categoria B, per la guida delle macchine agricole, nonché delle macchine operatrici;

c) della categoria C, per le macchine operatrici eccezionali.

2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabiliti i tipi e le caratteristiche dei veicoli di cui al comma 1 che, eventualmente adattati, possono essere guidati da mutilati e minorati fisici con patenti speciali delle categorie A e B, previste dall'art. 116, comma 5 (2) (3).

3. Qualora non sia necessario prescrivere adattamenti, lo stesso decreto di cui al comma 2 stabilisce i tipi e le caratteristiche dei veicoli di cui al comma 1 che possono essere guidati da mutilati e minorati fisici.

4. Chiunque guida macchine agricole o macchine operatrici senza essere munito della patente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 2. 257 a Euro 9. 032. All'incauto affidamento si applica la disposizione di cui all'articolo 116, comma 12 (4).

4-bis. Alle violazioni di cui al comma 4 consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi o, in caso di reiterazione delle violazioni, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (5).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 62 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) Vedi D.M. 17 gennaio 2005.

(4) Comma sostituito dall'articolo 19 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507. Con D.M. 24 dicembre 2002 e successivamente con D.M. 22 dicembre 2004 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma aggiunto dall'articolo 19 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507.

 

Art. 125

Validità della patente di guida (1).

1. Le patenti di guida delle categorie C e D sono valide, rispettivamente, anche per la guida dei veicoli per i quali è richiesta la patente della categoria B e per quella dei veicoli per i quali è richiesta la patente delle categorie B e C.

1-bis. Le patenti di guida delle categorie A, A limitata alla guida di motocicli di cilindrata non superiore a 125 cc e di potenza massima non superiore a 11 Kw, B, C e D, comprese quelle speciali, sono valide per la guida dei veicoli per i quali è richiesto il certificato di idoneità alla guida di cui all'articolo 116 (2).

2. La patente speciale di guida delle categorie A, B, C e D rilasciata a mutilati o minorati fisici è valida soltanto per la guida dei veicoli aventi le caratteristiche in essa indicate e risultanti dalla carta di circolazione.

3. Chiunque, munito di patente di categoria A, A limitata alla guida di motocicli di cilindrata non superiore a 125 cc e di potenza massima non superiore a 11 Kw, B, C o D, guida un veicolo per il quale è richiesta una patente di categoria diversa da quella della patente di cui è in possesso, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (3) (4).

4. Parimenti chiunque, munito di patente speciale delle categorie A, B, C o D, guida un veicolo diverso da quello indicato e specialmente adattato in relazione alla sua mutilazione o minorazione, ovvero, munito di patente speciale delle categorie A e B quale mutilato o minorato fisico, guida un autoveicolo o motoveicolo di tipo diverso o per la cui guida è prevista una patente di categoria diversa, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (4).

5. Dalle violazioni di cui ai commi 3 e 4 consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a sei mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 63 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Comma modificato dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 126

Durata e conferma della validità della patente di guida (1).

1. Le patenti di guida delle categorie A e B sono valide per anni dieci; qualora siano rilasciate o confermate a chi ha superato il cinquantesimo anno di età sono valide per cinque anni e a chi ha superato il settantesimo anno di età sono valide per tre anni.

2. La patente speciale di guida delle categorie A e B rilasciata a mutilati e minorati fisici e quella della categoria C sono valide per cinque anni e per tre anni a partire dal settantesimo anno di età. La patente della categoria D è valida per cinque anni.

3. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con propri decreti, può stabilire termini di validità più ridotti per determinate categorie di patenti anche in relazione all'uso cui sono destinati i veicoli condotti, all'età dei conducenti o ai loro requisiti fisici e psichici, determinando altresì in quali casi debba addivenirsi alla sostituzione della patente (2).

4. L'accertamento dei requisiti previsti dall'art. 119, comma 1, per la guida dei motoveicoli e degli autoveicoli di cui all'art. 116, commi 8 e 8-bis, deve essere effettuato ogni cinque anni e comunque in occasione della conferma di validità della patente di guida. Detto accertamento deve effettuarsi con cadenza biennale nei confronti di coloro che abbiano superato i sessantacinque anni di età ed abbiano titolo a guidare autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, autotreni e autoarticolati, adibiti al trasporto di cose, la cui massa complessiva a pieno carico non sia superiore a 20 t, e macchine operatrici (3).

4-bis. Per i soggetti affetti da diabete trattati con insulina gli accertamenti di cui all'art. 119, comma 4, lettera d-bis), sono effettuati ogni anno, salvo i periodi più brevi indicati sul certificato di idoneità (4).

5. La validità della patente è confermata dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri , che trasmette per posta al titolare della patente di guida un duplicato della patente medesima, con l'indicazione del nuovo termine di validità. A tal fine gli uffici da cui dipendono i sanitari indicati nell'art. 119, comma 2, sono tenuti a trasmettere al suddetto ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri , nel termine di cinque giorni decorrente dalla data di effettuazione della visita medica, i dati e ogni altro documento utile ai fini dell'emissione del duplicato della patente di cui al precedente periodo. Analogamente procedono le commissioni di cui all'art. 119, comma 4, nonché i competenti uffici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nei casi di cui all'art. 119, comma 5. Non possono essere sottoposti alla visita medica i conducenti che non dimostrano, previa esibizione delle ricevute, di aver effettuato i versamenti in conto corrente postale degli importi dovuti per la conferma di validità della patente di guida. Il personale sanitario che effettua la visita è responsabile in solido dell'omesso pagamento. La ricevuta andrà conservata dal titolare della patente per il periodo di validità. Il titolare della patente, dopo aver ricevuto il duplicato, deve provvedere alla distruzione della patente scaduta di validità (5) (9).

5-bis. Per i cittadini italiani residenti o dimoranti in un Paese non comunitario per un periodo di almeno sei mesi, la validità della patente è altresì confermata, tranne per i casi previsti nell'articolo 119, commi 2-bis e 4, dalle Autorità diplomatico-consolari italiane presenti nei Paesi medesimi, che rilasciano una specifica attestazione, previo accertamento dei requisiti psichici e fisici da parte di medici fiduciari delle ambasciate o dei consolati italiani, temporaneamente sostitutiva del tagliando di convalida di cui al comma 5 per il periodo di permanenza all'estero; riacquisita la residenza o la dimora in Italia, il cittadino dovrà confermare la patente ai sensi del comma 5 (6).

6. L'autorità sanitaria, nel caso che dagli accertamenti di cui al comma 5 rilevi che siano venute a mancare le condizioni per la conferma della validità della patente, comunica al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri l'esito dell'accertamento stesso per i provvedimenti di cui agli articoli 129, comma 2, e 130(7).

7. Chiunque guida con patente o carta di qualificazione del conducente la cui validità sia scaduta è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624. Alla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della patente o della carta di qualificazione del conducente, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI (8).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 64 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) Comma modificato dall'articolo 17 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e, successivamente, dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Comma aggiunto dall'articolo 32 della legge 7 dicembre 1999, n. 472.

(5) Comma sostituito dall'articolo 7 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575 e successivamente modificato dall'articolo 21, comma 1, lettera a), b) e c) della Legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 21, comma 3, della Legge 120/2010, le disposizioni di cui al presente comma, cosi come modificate dall'articolo 21 comma 1, si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di cui al comma 2 del medesimo articolo.

(6) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(7) Comma sostituito dall'articolo 7 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575.

(8) Comma modificato dall'articolo 19 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, dal D.M. 24 dicembre 2002, dal D.M. 22 dicembre 2004 e successivamente sostituito dall'articolo 20 del D.Lgs. 21 novembre 2005, n. 286. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(9) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero e degli uffici è così modificata.

 

Art. 126 bis

Patente a punti (1)

1. All'atto del rilascio della patente viene attribuito un punteggio di venti punti. Tale punteggio, annotato nell'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida di cui agli articoli 225 e 226, subisce decurtazioni, nella misura indicata nella tabella allegata, a seguito della comunicazione all'anagrafe di cui sopra della violazione di una delle norme per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente ovvero di una tra le norme di comportamento di cui al titolo V, indicate nella tabella medesima. L'indicazione del punteggio relativo ad ogni violazione deve risultare dal verbale di contestazione (2).

1-bis. Qualora vengano accertate contemporaneamente più violazioni delle norme di cui al comma 1 possono essere decurtati un massimo di quindici punti. Le disposizioni del presente comma non si applicano nei casi in cui è prevista la sospensione o la revoca della patente (3).

2. L'organo da cui dipende l'agente che ha accertato la violazione che comporta la perdita di punteggio, ne dà notizia, entro trenta giorni dalla definizione della contestazione effettuata, all'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. La contestazione si intende definita quando sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali ammessi ovvero siano decorsi i termini per la proposizione dei medesimi. Il predetto termine di trenta giorni decorre dalla conoscenza da parte dell'organo di polizia dell'avvenuto pagamento della sanzione, della scadenza del termine per la proposizione dei ricorsi, ovvero dalla conoscenza dell'esito dei ricorsi medesimi. La comunicazione può essere effettuata solo se la persona del conducente, quale responsabile della violazione, sia stata identificata inequivocabilmente; tale comunicazione avviene per via telematica o mediante moduli cartacei predisposti dal Dipartimento per i trasporti terrestri. La comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, deve fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione. Se il proprietario del veicolo risulta una persona giuridica, il suo legale rappresentante o un suo delegato è tenuto a fornire gli stessi dati, entro lo stesso termine, all'organo di polizia che procede. Il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, sia esso persona fisica o giuridica, che omette, senza giustificato e documentato motivo, di fornirli è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 272,00 a Euro 1. 088,00. La comunicazione al Dipartimento per i trasporti terrestri avviene per via telematica (4).

3. Ogni variazione di punteggio è comunicata agli interessati dall'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Ciascun conducente può controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento per i trasporti terrestri.

4. Fatti salvi i casi previsti dal comma 5 e purché il punteggio non sia esaurito, la frequenza ai corsi di aggiornamento, organizzati dalle autoscuole ovvero da soggetti pubblici o privati a ciò autorizzati dal Dipartimento per i trasporti terrestri, consente di riacquistare sei punti. Per i titolari di certificato di abilitazione professionale e unitamente di patente B C, C+E, D, D+E, la frequenza di specifici corsi di aggiornamento consente di recuperare 9 punti. La riacquisizione di punti avviene all'esito di una prova di esame. A tale fine, l'attestato di frequenza al corso deve essere trasmesso all'ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio, per l'aggiornamento dell'anagrafe nazionale dagli abilitati alla guida. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabiliti i criteri per il rilascio dell'autorizzazione, i programmi e le modalità di svolgimento dei corsi di aggiornamento (2) (5).

5. Salvo il caso di perdita totale del punteggio di cui al comma 6, la mancanza, per il periodo di due anni, di violazioni di una norma di comportamento da cui derivi la decurtazione del punteggio, determina l'attribuzione del completo punteggio iniziale, entro il limite dei venti punti. Per i titolari di patente con almeno venti punti, la mancanza, per il periodo di due anni, della violazione di una norma di comportamento da cui derivi la decurtazione del punteggio, determina l'attribuzione di un credito di due punti, fino a un massimo di dieci punti (2).

6. Alla perdita totale del punteggio, il titolare della patente deve sottoporsi all'esame di idoneità tecnica di cui all'articolo 128. Al medesimo esame deve sottoporsi il titolare della patente che, dopo la notifica della prima violazione che comporti una perdita di almeno cinque punti, commetta altre due violazioni non contestuali, nell'arco di dodici mesi dalla data della prima violazione, che comportino ciascuna la decurtazione di almeno cinque punti. [Nelle ipotesi di cui ai periodi precedenti, l'ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio, su comunicazione dell'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, dispone la revisione della patente di guida. ] Il relativo provvedimento, notificato secondo le procedure di cui all'articolo 201, comma 3, è atto definitivo. Qualora il titolare della patente non si sottoponga ai predetti accertamenti entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento di revisione, la patente di guida è sospesa a tempo indeterminato, con atto definitivo, dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri. Il provvedimento di sospensione è notificato al titolare della patente a cura degli organi di polizia stradale di cui all'articolo 12, che provvedono al ritiro ed alla conservazione del documento (6).

6-bis. Per le violazioni penali per le quali è prevista una diminuzione di punti riferiti alla patente di guida, il cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza o il decreto divenuti irrevocabili ai sensi dell’articolo 648 del codice di procedura penale , nel termine di quindici giorni, ne trasmette copia autentica all'organo accertatore, che entro, trenta giorni dal ricevimento ne dà notizia all'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida (7).

 

TABELLA DEI PUNTEGGI PREVISTI ALL'Art. 126-BIS (8)(9)(10)
Norma violata Punti
Art. 141 Comma 8 5
  Comma 9, terzo periodo 10
Art. 142 Comma 8 3
  Comma 9 6
  Comma 9-bis 10
Art. 143 Comma 11 4
  Comma 12 10
  Comma 13, con riferimento al comma 5 4
Art. 145 Comma 5 6
  Comma 10, con riferimento ai commi 2, 3, 4, 6, 7, 8 e 9 5
Art. 146 Comma 2, ad eccezione dei segnali stradali di divieto di sosta e fermata 2
  Comma 3 6
Art. 147 Comma 5 6
Art. 148 Comma 15, con riferimento al comma 2 3
  Comma 15, con riferimento al comma 3 5
  Comma 15, con riferimento al comma 8 2
  Comma 16, terzo periodo 10
Art. 149 Comma 4 3
  Comma 5, secondo periodo 5
  Comma 6 8
Art. 150 Comma 5, con riferimento all'articolo 149, comma 5 5
  Comma 5, con riferimento all'articolo 149, comma 6 8
Art. 152 Comma 3 1
Art. 153 Comma 10 3
  Comma 11 1
Art. 154 Comma 7 8
  Comma 8 2
Art. 158 Comma 2, lettere d), g) e h) 2
Art. 161 Commi 1 e 3 2
  Comma 2 4
Art. 162 Comma 5 2
Art. 164 Comma 8 3
Art. 165 Comma 3 2
Art. 167 Commi 2, 5 e 6, con riferimento a:  
  a) eccedenza non superiore a 1t 1
  b) eccedenza non superiore a 2t 2
  c) eccedenza non superiore a 3t 3
  d) eccedenza superiore a 3t 4
  Commi 3, 5 e 6, con riferimento a:  
  a) eccedenza non superiore al 10  per cento 1
  b) eccedenza non superiore al 20 per cento 2
  c) eccedenza non superiore al 30 per cento 3
  d) eccedenza superiore al 30 per cento 4
  Comma 7 3
Art. 168 Comma 7 4
  Comma 8 10
  Comma 9 10
  Comma 9-bis 2
Art. 169 Comma 8 4
  Comma 9 2
  Comma 10 1
Art. 170 Comma 6 1
Art. 171 Comma 2 5
Art. 172 Commi 10 e 11 5
Art. 173 Comma 3  e 3-bis 5
Art. 174 Comma 5 per violazione dei tempi di guida 2
  Comma 5 per violazione dei tempi di riposo 5
  Comma 6 10
  Comma 7 primo periodo 1
  Comma 7 secondo periodo 3
  Comma 7 terzo periodo per violazione dei tempi di guida 2
  Comma 7 terzo periodo per violazione dei tempi di riposo 5
  Comma 8 2
Art. 175 Comma 13 4
  Comma 14, con riferimento al comma 7, lettera a) 2
  Comma 16 2
Art. 176 [Comma 19 10]
  Comma 20, con riferimento al comma 1, lettera b) 10
  Comma 20, con riferimento al comma 1, lettere c) e d) 10
  Comma 21 2
Art. 177 Comma 5 2
Art. 178 Comma 5 per violazione dei tempi di guida 2
  Comma 5 per violazione dei tempi di riposo 5
  Comma 6 10
  Comma 7 primo periodo 1
  Comma 7 secondo periodo 3
  Comma 7 terzo periodo per violazione dei tempi di guida 2
  Comma 7 terzo periodo per violazione dei tempi di riposo 5
  Comma 8 2
Art. 179 Commi 2 e 2-bis 10
Art. 186 Commi 2 e 7 10
Art. 186-bis Comma 2 5
Art. 187 Commi 1 e 8 10
Art. 188 Comma 4 2
Art. 189 Comma 5, primo periodo 4
  Comma 5, secondo periodo 10
  Comma 6 10
  Comma 9 2
Art. 191 Comma 1 8
  Comma 2 4
  Comma 3 8
  [Comma 4 3]
Art. 192 Comma 6 3
  Comma 7 10
 

 

Per le patenti rilasciate successivamente al 1° ottobre 2003 a soggetti che non siano già titolari di altra patente di categoria B o superiore, i punti riportati nella presente tabella, per ogni singola violazione, sono raddoppiati qualora le violazioni siano commesse entro i primi tre anni dal rilascio. Per gli stessi tre anni, la mancanza di violazioni di una norma di comportamento da cui derivi la decurtazione del punteggio determina l'attribuzione, fermo restando quanto previsto dal comma 5, di un punto all'anno fino ad un massimo di tre punti (11).

 

(1) Articolo inserito dall'articolo 7 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9. Vedi articolo 23 del D.Lgs. 21 novembre 2005, n. 286.

(2) Comma modificato articolo 7 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, come modificato dall'articolo 7 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e dall'articolo 22, comma 1, lettera a) della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(3) Comma inserito articolo 7 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, come modificato dall'articolo 7 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Comma modificato articolo 7 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, come modificato dall'articolo 7 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e dall’articolo 2, comma 164, del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262. Vedi, anche, il comma 165 dello stesso articolo. La Corte costituzionale, con sentenza 24 gennaio 2005, n. 27, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma , nella parte in cui dispone che: «nel caso di mancata identificazione di questi, la segnalazione deve essere effettuata a carico del proprietario del veicolo, salvo che lo stesso non comunichi, entro trenta giorni dalla richiesta, all'organo di polizia che procede, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione», anzichè «nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, entro trenta giorni dalla richiesta, deve fornire, all'organo di polizia che procede, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione. Il presente comma era stato modificato, secondo le indicazioni della Corte costituzionale, dall'articolo 1 del D.L. 21 settembre 2005, n. 184, non convertito in legge. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Per il programma dei corsi di recupero di cui al presente articolo vedi D.M. 29 luglio 2003. Per l'autorizzazione a svolgere i corsi di cui al presente articolo vedi D.M. 29 luglio 2003.

(6) Comma modificato dall'articolo 22, comma 1, lettera b), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(7) Comma inserito dall'articolo 22, comma 1, lettera c), della Legge 29 luglio 2010, n. 120. Per i programmi e le modalità di effettuazione delle prove di cui al presente comma vedi l'articolo 22, comma 2, della Legge 120/2010.

(8) Tabella inserita dall'allegato del D.LGS. 15 gennaio 2002, n. 9, come sostituita dall'articolo 7, comma 10, del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e modificata dall’articolo 2 del D.Lgs. 13 marzo 2006, n. 150.

(9) Tabella modificata dall'articolo 3 , dall'articolo 4 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e dall’articolo 4, comma 01 del D.L. 23 maggio 2008, n. 92.

(10) Tabella modificata dall'articolo 22, comma 3, lettera a), b), c), d), e), f) e g) della Legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 22, comma 6, della Legge 120/2010, le disposizioni di cui al capoverso "Art. 186-bis" della presente tabella, entrano in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della legge 120/2010 nella Gazzetta Ufficiale.

(11) Capoverso modificato dall'articolo 22, comma 3, lettera h), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Sanzioni amministrative

In tema di violazioni al codice della strada, il cosiddetto pagamento in misura ridotta, comporta un'incompatibilità (oltre che un'implicita rinunzia) a far valere qualsiasi contestazione relativa sia alla sanzione pecuniaria irrogata sia alla violazione contestata, che della sanzione pecuniaria è il presupposto giuridico. L'interessato, quindi, potrà sempre evidenziare un errore nell'applicazione della pena accessoria o nella decurtazione di punteggio, ma non certo nella sostanza dell'infrazione quietanzata. (Cassazione civile sez. II 22 giugno 2010 n. 15098).

La decurtazione dei punti di patente costituisce una sanzione amministrativa conseguente alla violazione di norme sulla circolazione stradale. Ne consegue che il contenzioso relativo all'applicazione di tale sanzione accessoria, nell'ambito del quale devono ricomprendersi anche le questioni relative all'erronea decurtazione del punteggio, deve ricondursi alla giurisdizione del giudice competente in materia (giudice di pace) ai sensi degli art. 204 bis e 205 D.lg. n. 285/92, come confermato anche dall'art. 216, comma 5, D.lg. n. 285/92, relativo alle opposizioni proponibili avverso la ulteriore misura accessoria della sospensione della patente. Deve, pertanto, ritenersi illegittimo il provvedimento recante la comunicazione della annotazione nell'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida della riduzione del punteggio relativo alla patente di guida per effetto di un verbale di accertamento di violazione alle norme del codice della strada laddove risulti la non avvenuta "definizione" della violazione alla quale l'art. 126 bis, D.lg. 30 aprile 1992 n. 285 subordina tale riduzione. (Cassazione civile  sez. un. 23 aprile 2010 n. 9691).

In ordine alla sanzione accessoria della decurtazione dei punti della patente la Corte costituzionale con la sentenza n. 27/2005 pur statuendo la illegittimità costituzionale dell'art. 126 bis, comma 2, c. strad., nella parte in cui assoggetta il proprietario del veicolo alla decurtazione dei punti della patente quando ometta di comunicare all'Autorità amministrativa procedente le generalità del conducente che abbia commesso l'infrazione alle regole della circolazione stradale, ha comunque precisato che nel caso in cui il proprietario ometta di comunicare i dati personali e della patente del conducente, trova applicazione la sanzione pecuniaria di cui all'art. 180, comma 8, c. strad. Sennonché, tenendo conto della decisione resa da Cass. , Sezioni Unite, 29. 7. 2008, n. 20544, che ha sancito la proponibilità dell'opposizione giurisdizionale ex art. 22 e 23 l. n. 689 del 1981 anche contro i provvedimenti sanzionatori prodromici alla sospensione della validità della patente, quali la decurtazione progressiva del relativo punteggio, occorre disporre l'annullamento del verbale impugnato nella parte relativa alla predetta decurtazione, in ossequio alla più recente Cass. , Sezioni Unite, 6/21. 10. 2009, n. 22235. (Tribunale  Bari  sez. III 20 aprile 2010 n. 1301).

Quando, come nell'illecito di cui all'art. 126 bis, comma 2, c. strad.l'elemento materiale coincide con la condotta, e si tratta, quindi, di illecito senza evento, una condotta omissiva può ritenersi perfezionata, logicamente, solo allorché colui che sia tenuto ad osservare il comportamento prescritto da una norma, non abbia più, in concreto, la possibilità di farlo, e ciò indipendentemente dalla circostanza che tale omissione venga o meno accertata. Prima di quel momento, infatti, il comportamento richiesto dalla norma può essere tenuto, e non è prevista, nell'ambito delle violazioni amministrative, la figura del tentativo. Dopo quel momento, non potendo più essere tenuto il comportamento prescritto, risulterà integrato l'elemento materiale dell'illecito, sicché (in presenza dell'elemento soggettivo) l'illecito sarà perfetto, in quanto completo di tutti i suoi elementi costitutivi. Del resto, se l'esistenza di un illecito dipendesse dal successivo accertamento dello stesso, si ammetterebbe la possibilità di un fatto antigiuridico di carattere eventuale ed a consumazione indeterminata, subordinato alla discrezionalità operativa della p. a. Altresì si giustificherebbe, in tal modo, la sussistenza di un lasso di tempo, tra lo scadere dei termini utili ad adempiere e la successiva rilevazione dell'omissione, durante il quale la violazione vivrebbe una sorta di quiescenza, e sarebbe priva di qualificazione giuridica, ancorché perfetta. Sulla scorta di queste considerazioni, sembra dunque più corretto identificare il luogo del fatto commesso nel luogo del fatto perfezionato. (Giudice di pace  Bari 30 gennaio 2010 n. 908).

 

Conducente di veicoli patente di abilitazione alla guida in genere

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 126-bis , comma 2, e 180, comma 8, cod. strada (d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285), come modificati dal d.l. 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 agosto 2003, n. 214, impugnati, in riferimento agli artt. 3, 24 e 27 Cost., nella parte in cui prevedono che, anche nell'ipotesi in cui il proprietario non riesca a rintracciare i dati dell'effettivo conducente, lo stesso sia soggetto alle sanzioni previste dal citato art. 180, comma 8. La sentenza n. 165 del 2008 e l'ordinanza n. 244 del 2006 hanno, infatti, già evidenziato come, nell'applicazione dell'art. 126- bis , comma 2, cod. strada, vi sia la necessità di distinguere il comportamento di chi si disinteressi della richiesta di comunicare i dati personali e della patente del conducente, non ottemperando, così, in alcun modo all'invito rivoltogli (contegno per ciò solo meritevole di sanzione) e la condotta di chi abbia fornito una dichiarazione di contenuto negativo sulla base di giustificazioni la cui idoneità ad escludere la presunzione relativa di responsabilità a carico del dichiarante dovrà essere vagliata dal giudice comune, di volta in volta, anche alla luce delle caratteristiche delle singole fattispecie concrete sottoposte al suo giudizio. In tal modo, viene riconosciuta al proprietario del veicolo la facoltà di esonerarsi dalla responsabilità, dimostrando l'impossibilità di rendere una dichiarazione diversa da quella negativa (cioè a dire di non conoscenza dei dati personali e della patente del conducente autore della commessa violazione). Quanto al richiamo all'art. 27 Cost., esso non è pertinente poiché la norma è applicabile alla sola responsabilità penale e non anche a quella amministrativa. (Corte costituzionale 28 luglio 2010 n. 286).

L'art. 126 bis del codice della strada (d.lg. 285 del 1992), ai fini della riduzione del punteggio della patente di guida per effetto di un verbale di accertamento di violazione delle norme del codice della strada, da cui consegue la revisione della patente in caso di azzeramento del punteggio stesso, subordina detta riduzione all'avvenuta "definizione" della violazione (nella specie, era stata presentata opposizione al Giudice di Pace avverso uno dei due verbali elevati al ricorrente, a cui non faceva seguito alcun intervento della p.a.), con la conseguenza che non può procedersi alla revisione della patente finché non si sia definito il procedimento di opposizione innanzi al Giudice di Pace. (Consiglio Stato sez. III 10 febbraio 2010 n. 1893).

Nel sistema delineato dall'art. 126 bis, d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, ad ogni violazione del codice della strada deve seguire, nei tempi dettati dalla legge, sia la relativa decurtazione di punteggio sia una specifica ed autonoma comunicazione al contravventore, così da consentire a quest'ultimo di riparare alla violazione commessa frequentando gli appositi corsi, allo stesso tempo alimentando il circuito educativo alla conoscenza ed al rispetto del codice della strada; pertanto, il comportamento tenuto dall'Amministrazione, che non comunicando tempestivamente all'interessato la decurtazione del punteggio non gli consente di frequentare per tempo i corsi di recupero al fine di evitare il totale azzeramento del punteggio, è in contrasto con la ratioo dell'istituto della patente a punti e con il succitato art. 126 bis del codice della strada. (T.A.R. Torino Piemonte sez. II 05 febbraio 2010 n. 667).

È illegittimo, ai sensi dell'art. 126 bis commi 2, 3 e 6, d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, il provvedimento con il quale l'Amministrazione comunica "uno actu"e per la prima volta al titolare di patente di guida che, a causa di tre infrazioni al codice della strada da lui commesse nel corso di un quinquennio e in conseguenza delle quali si è progressivamente ridotto il suo punteggio di patente, questo deve ritenersi azzerato con conseguente sospensione del titolo abilitativo alla guida e obbligo di sottoporsi al procedimento di revisione, atteso che con questo irregolare "modus procedendi" l'Autorità emanante ha privato l'interessato della possibilità di frequentare "medio tempore" gli appositi corsi di recupero previsti dal d.m. 29 luglio 2003 e ha contravvenuto alla finalità alla quale tende la normativa in materia che, con l'obbligo di informare immediatamente l'interessato della disposta decurtazione dei punti di patente collegata a ciascuna violazione, mira a sensibilizzare il titolare della patente a non commettere in futuro ulteriori infrazioni. (T.A.R. Torino Piemonte sez. II 14 gennaio 2010 n. 188).

 

Effetti e sanzioni delle violazioni in genere

È legittimamente irrogata la sanzione amministrativa della decurtazione dei punti dalla patente di guida conseguente all'avvenuto parcheggio di un motoveicolo in "isola di traffico" realizzata mediante segnaletica orizzontale. Tale condotta non integra, invero, la violazione di mancato rispetto dei segnali di sosta e fermata - che, non essendo direttamente contemplata nella tabella allegata all'art. 126 bis c. strad., non giustificherebbe la sanzione anzidetta - ma, piuttosto, quella di inosservanza della segnaletica orizzontale di cui all'art. 146 del medesimo codice, che, invece, costituisce uno dei comportamenti ai quali è applicabile la sanzione della decurtazione dei punti, giacché ricompreso tra quelli di cui al titolo V del codice ed elencati nella tabella richiamata dal citato art. 126 bis. (Cassazione civile sez. II 04 dicembre 2009 n. 25678).

 

Illegittimità Costituzionale

Va cassata senza rinvio la sentenza del Giudice di Pace che, non avendo riguardo alla pronuncia del Giudice delle leggi, a guisa di ius superveniens, con la quale veniva dichiarata l'illegittimità costituzionale, per contrarietà al principio della ragionevolezza, dell'art. 126 bis, comma secondo, C.d.S. (D.Lgs. n. 285 del 1992) nella parte in cui disponeva che, in caso di mancata identificazione del conducente autore della trasgressione e di mancata successiva comunicazione dei relativi dati personali e di abilitazione di guida nel termine previsto da parte del proprietario, questi sarebbe stato destinatario della sanzione della decurtazione del punteggio dalla patente di guida. L'espunzione dall'ordinamento della norma menzionata determina, invero, l'illegittimità del verbale di contestazione di sanzione amministrativa impugnato dinanzi al Giudice di Pace nella parte relativa alla comminatoria de qua e la cassazione della decisione del primo Giudice con la quale veniva confermata l'irrogabilità della decurtazione del punteggio. (Cass. civ. Sez. Unite, 12/07/2010, n. 16276).


 

 

Art. 127

Permesso provvisorio di guida.

Omissis (1).

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 65 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360, dall'articolo 8 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575 ed infine abrogato dall'articolo 3 del D.P. R. 9 marzo 2000, n. 104.

 

Art. 128

Revisione della patente di guida (1) (2).

1. Gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri , nonché il prefetto nei casi previsti dagli articoli 186 e 187, possono disporre che siano sottoposti a visita medica presso la commissione medica locale di cui all'art. 119, comma 4, o ad esame di idoneità i titolari di patente di guida qualora sorgano dubbi sulla persistenza nei medesimi dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell'idoneità tecnica. L'esito della visita medica o dell'esame di idoneità sono comunicati ai competenti uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri per gli eventuali provvedimenti di sospensione o revoca della patente (3).

1-bis. I responsabili delle unità di terapia intensiva o di neurochirurgia sono obbligati a dare comunicazione dei casi di coma di durata superiore a 48 ore agli uffici provinciali del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici. In seguito a tale comunicazione i soggetti di cui al periodo precedente sono tenuti alla revisione della patente di guida. La successiva idoneità alla guida è valutata dalla commissione medica locale di cui al comma 4 dell'articolo 119, sentito lo specialista dell'unità riabilitativa che ha seguito l'evoluzione clinica del paziente (4).

1-ter. È sempre disposta la revisione della patente di guida di cui al comma 1 quando il conducente sia stato coinvolto in un incidente stradale se ha determinato lesioni gravi alle persone e a suo carico sia stata contestata la violazione di una delle disposizioni del presente codice da cui consegue l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida (5).

1-quater. È sempre disposta la revisione della patente di guida di cui al comma 1 quando il conducente minore degli anni diciotto sia autore materiale di una violazione delle disposizioni del presente codice da cui consegue l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida (6).

2. Nei confronti del titolare di patente di guida che non si sottoponga, nei termini prescritti, agli accertamenti di cui ai commi da 1 a 1-quater è sempre disposta la sospensione della patente di guida fino al superamento degli accertamenti stessi con esito favorevole. La sospensione decorre dal giorno successivo allo scadere del termine indicato nell'invito a sottoporsi ad accertamento ai fini della revisione, senza necessità di emissione di un ulteriore provvedimento da parte degli uffici provinciali o del prefetto. Chiunque circola durante il periodo di sospensione della patente di guida è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 624 e alla sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida di cui all'articolo 219. Le disposizioni del presente comma si applicano anche a chiunque circoli dopo essere stato dichiarato temporaneamente inidoneo alla guida, a seguito di un accertamento sanitario effettuato ai sensi dei citati commi da 1 a 1-quater (7) (8).

[3. Dalle violazioni suddette consegue la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della patente, secondo le norme del Capo I, Sezione II, del Titolo VI. ] (9)

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 66 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Vedi articolo 5 del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(3) Comma sostituito dall'articolo 9 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575 e successivamente modificato dall’articolo 23, comma 6, lettera a) della Legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(4) Comma inserito dall'articolo 23, comma 3, lettera b), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(5) Comma inserito dall'articolo 23, comma 3, lettera b), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(6) Comma inserito dall'articolo 23, comma 3, lettera b), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(7) Comma sostituito dall'articolo 23, comma 3, lettera c), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

(8) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(9) Comma abrogato dall'articolo 23, comma 3, lettera d), della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Conducente di veicoli: revisione delle patenti

Posta la natura cautelare - e non sanzionatoria - del procedimento di revisione della patente di guida, il mero dato obiettivo costituito dall’accertamento, a mezzo etilometro, di un tasso alcolemico superiore ai limiti di legge, integra motivo sufficiente a legittimare l’adozione di un provvedimento ex art. 128 c. strad. (Consiglio Stato sez. VI 08 giugno 2010 n. 3633).

Il provvedimento rivolto al riesame dell'idoneità tecnica alla guida, ai sensi dell'art. 128 del Codice della Strada, ha una funzione preminentemente cautelare e di presidio della sicurezza della circolazione, funzione, questa, che non può essere perseguita con carattere di effettività ove a ciò l'amministrazione non provveda entro un termine congruo dal momento in cui siano manifestati i fatti che abbiano posto in dubbio la persistenza di tale idoneità; deve, pertanto, ritenersi illegittimo il provvedimento di revisione della patente adottato a distanza di un ampio lasso di tempo dai fatti posti alla base di tale atto. (T.A.R. Cagliari Sardegna sez. I 23 aprile 2010 n. 925).

Il provvedimento di revisione della patente di guida previsto dall'art. 128 del Codice della Strada non ha una finalità sanzionatoria ma latamente cautelare, essendo volto a prevenire pericoli per la sicurezza della circolazione che possono derivare dalla guida di autovetture da parte di persone potenzialmente inidonee. Ne deriva che la misura in questione, seppure non debba essere assunta nell'immediatezza del fatto, può assolvere alle sue finalità solo qualora intervenga entro un ragionevole lasso temporale dall'accertamento dei fatti che hanno ingenerato il dubbio sulla persistente idoneità del conducente. (T.A.R. Milano Lombardia sez. III 06 aprile 2010 n. 983).

La revisione della patente di guida, disciplinata dall'art. 128, c. strad., è un provvedimento privo di valenza sanzionatoria e con natura preminentemente cautelare, a presidio della sicurezza della circolazione dei veicoli, per cui, anche in presenza di un solo incidente, la descrizione della condotta di guida, tenuta nel commettere l'infrazione contestata, già di per sé può integrare sufficiente ed adeguata esplicitazione dei dubbi circa la persistenza dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell'idoneità tecnica di cui art. 128, c. strad.(nella specie, la condotta era consistita nella violazione dei limiti di velocità, con invasione dell'opposta corsia e collisione con altri veicoli incrocianti). (T. A. R.  Bologna  Emilia Romagna  sez. I 26 febbraio 2010 n. 1670).

La previsione dell'art. 128 cod. strad., per il quale può essere disposta la sottoposizione a visita medica dei titolari di patente « qualora sorgano dubbi sulla persistenza nei medesimi dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell'idoneità tecnica » impone l'indicazione delle ragioni per cui è sorto il dubbio sulla persistenza di tali requisiti. (Conferma Tar Friuli Venezia Giulia n. 00087/2004). (Consiglio Stato sez. VI 11 gennaio 2010 n. 8).

 

Partecipazione al procedimento: comunicazioni

Il provvedimento con il quale viene disposta la revisione della patente di guida ai sensi dell'art. 128, D.lg. n. 285 del 1992 si sostanzia in un'attribuzione sommaria di responsabilità che ha un carattere anticipatorio e quindi una funzione latamente cautelare, ma non al punto da caratterizzarsi per l'immediatezza e la celerità dei provvedimenti d'urgenza in senso stretto, non essendo cioè insite automaticamente nella previsione normativa quelle « particolari esigenze di celerità » che giustificano in ogni caso l'omissione della comunicazione di avvio del procedimento, sicché anche nelle ipotesi in esame il provvedimento deve essere preceduto di regola dalla comunicazione di avvio del procedimento a tutela delle garanzie partecipative che la legge attribuisce al destinatario dell'atto (nella fattispecie, non risulta che il provvedimento sia stato preceduto dalla comunicazione di cui alla l. n. 241 del 1990). (T. A. R.  Milano  Lombardia  sez. III 09 febbraio 2010 n. 330).

 

Patente: in genere

È illegittimo il provvedimento inteso a prescrivere la revisione della patente che si limiti a richiamare la commissione da parte del ricorrente di un'infrazione alle norme disciplinanti la circolazione stradale, ma sia del tutto silente in ordine all'indicazione di presupposti e/o elementi atti a determinare l'insorgenza di dubbi circa la persistenza dei requisiti di idoneità tecnica prescritti per il possesso della patente di guida in capo al ricorrente. (T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, 11/08/2010, n. 30636).

La sfera di discrezionalità di cui dispone l'Amministrazione ai fini dell'attivazione del procedimento di revisione della patente di guida ai sensi dell'art. 128 Codice della Strada non esime la predetta autorità dall'obbligo di esternare, con riguardo alle singole fattispecie, le ragioni che hanno ingenerato i dubbi sulla persistenza dei requisiti di idoneità fisica e/o tecnica alla guida in relazione ai fatti accertati. (T.A.R. Basilicata Potenza Sez. I Sent., 28/06/2010, n. 439).


 

 

Art. 129

Sospensione della patente di guida (1) (2).

1. La patente di guida è sospesa, per la durata stabilita nel provvedimento di interdizione alla guida adottato quale sanzione amministrativa accessoria, quando il titolare sia incorso nella violazione di una delle norme di comportamento indicate o richiamate nel titolo V, per il periodo di tempo da ciascuna di tali norme indicato.

2. La patente di guida è sospesa a tempo indeterminato qualora, in sede di accertamento sanitario per la conferma di validità o per la revisione disposta ai sensi dell'art. 128, risulti la temporanea perdita dei requisiti fisici e psichici di cui all'art. 119. In tal caso la patente è sospesa fintanto che l'interessato non produca la certificazione della Commissione medica locale attestante il recupero dei prescritti requisiti psichici e fisici. (3).

3. Nei casi previsti dal precedente comma, la patente di guida è sospesa dai competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri Nei restanti casi la patente di guida è sospesa dal prefetto del luogo di residenza del titolare e per le patenti rilasciate da uno Stato estero, dal prefetto del luogo dove è stato commesso il fatto di cui al comma 1 e agli articoli 222 e seguenti. Quest'ultimo segnala il provvedimento all'autorità competente dello Stato che ha rilasciato la patente e lo annota, ove possibile, sul documento di guida. Dei provvedimenti adottati, il prefetto dà immediata comunicazione ai competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri per il tramite del collegamento informatico integrato già esistente tra i sistemi informativi del Dipartimento per i trasporti terrestri e della Direzione generale dell'amministrazione generale e per gli affari del personale del Ministero dell'interno (4).

4. Il provvedimento di sospensione della patente di cui al comma 2 è atto definitivo (5).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 67 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Vedi articolo 5 del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(3) Comma modificato dall'articolo 15 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575.

(4) Comma così sostituito dall'articolo 10 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575. A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(5) Comma sostituito dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, con effetto a decorrere dalla data prevista dall'articolo 7 del medesimo decreto.

 

Art. 130

Revoca della patente di guida (1) (2).

1. La patente di guida è revocata dai competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri (3):

a) quando il titolare non sia in possesso, con carattere permanente, dei requisiti fisici e psichici prescritti;

b) quando il titolare, sottoposto alla revisione ai sensi dell'art. 128, risulti non più idoneo (4);

c) quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero (5).

2. Allorché siano cessati i motivi che hanno determinato il provvedimento di revoca della patente di guida, l'interessato può direttamente conseguire, per esame e con i requisiti psichici e fisici previsti per la conferma di validità, una patente di guida di categoria non superiore a quella della patente revocata, senza che siano operanti i criteri di propedeuticità previsti dall'art. 116 per il conseguimento delle patenti delle categorie C, D ed E. Le limitazioni di cui all'art. 117 si applicano con riferimento alla data di rilascio della patente revocata.

2-bis. Il provvedimento di revoca della patente disposto ai sensi del comma 1 nell'ipotesi in cui risulti la perdita, con carattere permanente, dei requisiti psichici e fisici prescritti, è atto definitivo. Negli altri casi di revoca di cui al comma 1, è ammesso ricorso al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il provvedimento del Ministro è comunicato all'interessato e ai competenti uffici del Dipartimento dei trasporti terrestri. Se il ricorso è accolto, la patente è restituita all'interessato (6).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 68 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Vedi articolo 5 del D.L. 30 giugno 2005, n. 115.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(4) La Corte costituzionale, con sentenza 21 ottobre 1998, n. 354, aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale del combinato disposto della presente lettera e dell’articolo 120, comma 1 , del presente decreto nella versione anteriore alle modifiche del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575, nella parte in cui prevedeva la revoca della patente nei confronti di coloro che "sono stati" sottoposti a misure di sicurezza personali.

La Corte costituzionale, con sentenza 18 ottobre 2000, n. 427, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del combinato disposto della presente lettera e dell’articolo 120, comma 1 , nella parte in cui prevede la revoca della patente di guida nei confronti di coloro che sono sottoposti alla misura di cui all'articolo 2 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423.

Successivamente la Corte costituzionale, con sentenza 17 luglio 2001, n. 251, ha dichiarato nuovamente l'illegittimità costituzionale dell’articolo 120, comma 1 in relazione alla presente lettera nella parte in cui prevede la revoca della patente nei confronti di coloro che sono stati sottoposti alle misure di prevenzione previste dalla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, come sostituita dalla legge 3 agosto 1988, n. 327, nonché dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, così come successivamente modificata e integrata.

Infine la Corte costituzionale, con sentenza 15 luglio 2003, n. 239, si è nuovamente pronunciata dichiarando l'illegittimità costituzionale del combinato disposto della presente lettera e dell’articolo 120, comma 2 nella parte in cui prevede la revoca della patente nei confronti delle persone condannate a pena detentiva non inferiore a tre anni, quando l'utilizzazione del documento di guida possa agevolare la commissione di reati della stessa natura.

(5) Comma così sostituito dall'articolo 11 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575.

(6) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, con effetto a decorrere dalla data prevista dall'articolo 7 del medesimo decreto.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Conducente di veicoli patente di abilitazione alla guida: sospensione e revoca

Con riferimento specifico al rilascio della patente di guida e alla revoca della stessa, l'esame degli artt. 120 e 130, D.lg. n. 285 del 1992 non consente di ritenere esistente, in capo all'autorità amministrativa, un potere discrezionale di valutazione dei requisiti morali necessari per il rilascio della patente, dovendosi aver riguardo all'esistenza di misure di prevenzione personali in corso di applicazione o di una condanna ad una pena detentiva non inferiore a tre anni che, in definitiva, presuppongono il previo vaglio dell'autorità giudiziaria e, in quest'ultimo caso, solo quando l'utilizzazione della patente possa consentire la commissione di reati della stessa natura. (T. A. R.  Napoli  Campania  sez. V 04 febbraio 2010 n. 570).


 

 

Art. 130 bis

Revoca della patente di guida in caso di violazioni che provochino la morte di altre persone (1).

[1. La patente di guida è revocata ai sensi e con gli effetti di cui all'articolo 130, comma 1, lettera a), nel caso in cui il titolare sia incorso nella violazione di una delle norme di comportamento indicate o richiamate nel titolo V, provocando la morte di altre persone, qualora la citata violazione sia stata commessa in stato di ubriachezza, e qualora dall'accertamento di cui ai commi 4 o 5 dell'articolo 186 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcoolemico pari o superiore al doppio del valore indicato al comma 9 del medesimo articolo, ai sensi dell'articolo 92 del codice penale, ovvero sotto l'azione di sostanze stupefacenti, ai sensi dell'articolo 93 del codice penale. ]

 

(1) Articolo inserito dall'articolo 5 bis del D.L. 30 giugno 2005, n. 115 e successivamente abrogato dall'articolo 43, comma 5, legge 29 luglio 2010. n. 120.

 

Art. 131

Agenti diplomatici esteri.

1. Le violazioni alle disposizioni del presente codice commesse da agenti diplomatici e consolari accreditati in Italia, o da altre persone che, con riguardo a tali violazioni, godano, nei limiti previsti dalle norme internazionali, delle immunità spettanti agli agenti suddetti, sono segnalate dagli uffici o comandi dai quali dipendono coloro che le hanno accertate al Ministero degli affari esteri, per le comunicazioni da effettuarsi per via diplomatica.

2. Per le autovetture e gli autoveicoli adibiti ad uso promiscuo appartenenti agli agenti diplomatici, agli agenti consolari di carriera e alle altre persone indicate nel comma 1, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, su richiesta del Ministero degli affari esteri, rilascia ai sensi delle vigenti norme, previe visita e prova, quando prescritte, la carta di circolazione e provvede all'immatricolazione, assegnando speciali targhe di riconoscimento, nei tipi e nelle caratteristiche determinate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti , di concerto con il Ministro degli affari esteri (1).

3. Le violazioni commesse alla guida di veicoli muniti delle targhe speciali di cui al comma 1 da soggetti diversi da quelli indicati nel comma 1 sono perseguite nei modi ordinari di legge, oltre alla segnalazione per via diplomatica nei confronti del titolare dell'autoveicolo.

4. La validità delle speciali targhe di riconoscimento e delle carte di circolazione rilasciate a norma del comma 2 scade al momento in cui cessa lo status diplomatico di colui al quale il veicolo appartiene. La relativa restituzione deve aver luogo non oltre il termine di novanta giorni dalla scadenza.

5. Le disposizioni del presente articolo si applicano a condizione di reciprocità, salvo gli accordi speciali con le organizzazioni internazionali.

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

 

Art. 132

Circolazione dei veicoli immatricolati negli Stati esteri.

1. Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi immatricolati in uno Stato estero e che abbiano già adempiuto alle formalità doganali o a quelle di cui all'articolo 53, comma 2, del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, se prescritte, sono ammessi a circolare in Italia per la durata massima di un anno, in base al certificato di immatricolazione dello Stato di origine (1).

2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica ai cittadini residenti nel comune di Campione d'Italia.

3. Le targhe dei veicoli di cui al comma 1 devono essere chiaramente leggibili e contenere il contrassegno di immatricolazione composto da cifre arabe e da caratteri latini maiuscoli, secondo le modalità che verranno stabilite nel regolamento.

4. Il mancato rispetto della norma di cui al comma 1 comporta l'interdizione all'accesso sul territorio nazionale.

5. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (2).

 

(1) Comma modificato dall'articolo 53 del D.L. 30 agosto 1993, n. 331.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 133

Sigla distintiva dello Stato di immatricolazione.

1. Gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati in uno Stato estero, quando circolano in Italia, devono essere muniti posteriormente della sigla distintiva dello Stato di origine.

2. La sigla deve essere conforme alle disposizioni delle convenzioni internazionali.

3. Sugli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi sia nazionali che stranieri che circolano in Italia è vietato l'uso di sigla diversa da quella dello Stato di immatricolazione del veicolo.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 134

Circolazione di autoveicoli e motoveicoli appartenenti a cittadini italiani residenti all'estero o a stranieri.

1. Agli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi importati temporaneamente o nuovi di fabbrica acquistati per l'esportazione, che abbiano già adempiuto alle formalità doganali, se prescritte, e appartengano a cittadini italiani residenti all'estero o a stranieri che sono di passaggio, sono rilasciate una carta di circolazione della durata massima di un anno, salvo eventuale proroga, e una speciale targa di riconoscimento, come stabilito nel regolamento.

1-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 1, gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati in uno Stato estero o acquistati in Italia ed appartenenti a cittadini italiani residenti all'estero ed iscritti all'Anagrafe italiani residenti all'estero (A. I. R. E. ) e gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati in uno Stato dell'Unione europea o acquistati in Italia ed appartenenti a cittadini comunitari o persone giuridiche costituite in uno dei Paesi dell'Unione europea che abbiano, comunque, un rapporto stabile con il territorio italiano, sono immatricolati, a richiesta, secondo le norme previste dall'articolo 93, a condizione che al momento dell'immatricolazione l'intestatario dichiari un domicilio legale presso una persona fisica residente in Italia o presso uno dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264 (1).

2. Chiunque circola con la carta di circolazione di cui al comma 1 scaduta di validità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. La sanzione accessoria non si applica qualora al veicolo, successivamente all'accertamento, venga rilasciata la carta di circolazione, ai sensi dell'articolo 93 (2) (3).

 

(1) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e modificato dall’articolo 25 della Legge 25 gennaio 2006, n. 29.

(2) Comma modificato dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 24 dicembre 2002 e successivamente con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) La Corte costituzionale, con sentenza 12 aprile 1996, n. 110, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui prevede la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo anche quando sia disposta la proroga della carta di circolazione successivamente al sequestro del veicolo.

 

Art. 135

Circolazione con patenti di guida rilasciate da Stati esteri.

1. I conducenti muniti di patente di guida o di permesso internazionale rilasciati da uno Stato estero possono guidare in Italia veicoli per i quali è valida la loro patente o il loro permesso, purché non siano residenti in Italia da oltre un anno.

2. Qualora la patente o il permesso internazionale rilasciati dallo Stato estero non siano conformi ai modelli stabiliti in convenzioni internazionali cui l'Italia abbia aderito, essi devono essere accompagnati da una traduzione ufficiale in lingua italiana o da un documento equipollente. Resta salvo quanto stabilito in particolari convenzioni internazionali.

3. I conducenti muniti di patente o di permesso internazionale rilasciati da uno Stato estero nel quale, per la guida di determinati veicoli, è prescritto, altresì, il possesso di un certificato di abilitazione professionale o di altri titoli abilitativi, oltre che della patente o del permesso rilasciati dallo Stato stesso, devono essere muniti, per la guida dei suddetti veicoli, dei necessari titoli abilitativi di cui sopra, concessi dall'autorità competente dello Stato ove è stata rilasciata la patente.

4. Chiunque viola le disposizioni del comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (1).

5. Chiunque guida munito della patente di guida ma non del certificato di abilitazione professionale o di idoneità, quando prescritto, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (1).

6. I conducenti muniti di patenti di guida o di permesso internazionale, rilasciati da uno Stato estero, sono tenuti alla osservanza di tutte le prescrizioni e le norme di comportamento stabilite nel presente codice; ai medesimi si applicano le sanzioni previste per i titolari di patente italiana.

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Certificati e autorizzazioni amministrative

La falsificazione non grossolana della patente di guida rilasciata da uno Stato estero può costituire reato qualora sussistano le condizioni di validità di tale documento ai fini della conduzione di un veicolo anche nel nostro Paese, come fissate dagli art. 135 e 136 c. strad. (Tribunale Monza 30 gennaio 2010 n. 152).


 

 

Art. 136

Conversioni di patenti di guida rilasciate da Stati esteri e da Stati della Comunità europea.

1. I titolari di patente in corso di validità, rilasciata da uno Stato membro della Comunità economica europea, che abbiano acquisito la residenza anagrafica in Italia, possono ottenere, a richiesta e dietro consegna della suddetta patente, la patente di guida delle stesse categorie per le quali è valida la loro patente senza sostenere l'esame di idoneità di cui all'art. 121. La patente sostituita è restituita, da parte dell'autorità italiana che ha rilasciato la nuova patente, all'autorità dello Stato membro che l'ha rilasciata. Le stesse disposizioni si applicano per il certificato di abilitazione professionale, senza peraltro provvedere al ritiro dell'eventuale documento abilitativo a sé stante.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano, a condizione di reciprocità, anche ai titolari di patenti di guida rilasciate da Paesi non comunitari, fatto salvo quanto stabilito in accordi internazionali.

3. Il rilascio di patente in sostituzione di una patente di altro Stato avviene previo controllo del possesso da parte del richiedente dei requisiti psichici, fisici e morali stabiliti rispettivamente dagli articoli 119 e 120. Il controllo dei requisiti psichici e fisici avviene a norma dell'art. 126, comma 5.

4. L'accertamento dei requisiti psichici e fisici non è richiesto qualora si dimostri che il rilascio della patente da sostituire, emessa da uno Stato membro della Comunità europea, è stato subordinato al possesso di requisiti psichici e fisici equivalenti a quelli previsti dalla normativa vigente. In questa ipotesi alla nuova patente non può essere accordata una validità che vada oltre il termine stabilito per la patente da sostituire.

5. Nel caso in cui è richiesta la sostituzione, ai sensi dei precedenti commi, di patente rilasciata da uno Stato estero, già in sostituzione di una precedente patente italiana, è rilasciata una nuova patente di categoria non superiore a quella originaria, per ottenere la quale il titolare sostenne l'esame di idoneità.

6. A coloro che, trascorso più di un anno dal giorno dell'acquisizione della residenza in Italia, guidano con patente rilasciata da uno Stato estero non più in corso di validità si applicano le sanzioni previste dai commi 13 e 18 dell'articolo 116 (1).

6-bis. A coloro che, trascorso più di un anno dal giorno dell'acquisizione della residenza in Italia, pur essendo muniti di patente di guida valida, guidano con certificato di abilitazione professionale, con carta di qualificazione del conducente o con un altro prescritto documento abilitativo rilasciato da uno Stato estero non più in corso di validità si applicano le sanzioni previste dai commi 15 e 17 dell'articolo 116 (2).

7. A coloro che, avendo acquisito la residenza in Italia da non oltre un anno, guidano con patente o altro necessario documento abilitativo, rilasciati da uno Stato estero, scaduti di validità, ovvero a coloro che, trascorso più di un anno dal giorno dell'acquisizione della residenza in Italia, guidano con i documenti di cui sopra in corso di validità, si applicano le sanzioni previste per chi guida con patente italiana scaduta di validità.

 

(1) Comma modificato dall'articolo 19 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507 e successivamente sostituito dall’articolo 24, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(2) Comma aggiunto dall’articolo 24, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Reati in genere

La guida con patente rilasciata da uno Stato extracomunitario e non convertibile, dopo un anno dall'acquisizione della residenza in Italia, è stata assimilata alla guida con patente straniera non più in corso di validità di cui all'art. 136 comma 6 c. strad.Ne deriva che la sanzione penale della contravvenzione prevista dall'art. 116 comma 13 c. strad.- applicabile alle condotte di guida senza patente perché mai conseguita o di guida con patente revocata o non rinnovata per assenza dei requisiti richiesti dal codice della strada - non contempli anche la condotta di chi guida un autoveicolo munito di patente straniera non più validamente efficace quale titolo autorizzativo, a seguito dell'ottenuta residenza nel territorio nazionale da oltre un anno, ipotesi, cioè, indicata nel sopra citato art. 136 comma 6. (Tribunale  Bologna 11 marzo 2010 n. 722).

 

Certificati e autorizzazioni amministrative

La falsificazione non grossolana della patente di guida rilasciata da uno Stato estero può costituire reato qualora sussistano le condizioni di validità di tale documento ai fini della conduzione di un veicolo anche nel nostro Paese, come fissate dagli art. 135 e 136 c. strad.(Tribunale  Monza 30 gennaio 2010 n. 152).

 

Conducente di veicoli patente rilasciata da Stati esteri

Gli stranieri residenti e titolari di patente in corso di validità possono conseguire la licenza di guida italiana previa conversione del proprio documento e nel frattempo circolare per un anno, nel rispetto degli accordi internazionali. E questa disposizione vale a maggior ragione per i cittadini comunitari che sono liberi di mantenere la propria patente originale anche in caso di acquisita residenza. (Cassazione civile sez. II 25 novembre 2010 n. 23942).


 

 

Art. 137

Certificati internazionali per autoveicoli, motoveicoli, rimorchi e permessi internazionali di guida.

1. I certificati internazionali per autoveicoli, motoveicoli e rimorchi necessari per circolare negli stati nei quali, ai sensi delle convenzioni internazionali, tali documenti siano richiesti, sono rilasciati dagli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, previa esibizione dei documenti di circolazione nazionali (1).

2. I competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri rilasciano i permessi internazionali di guida, previa esibizione della patente (2).

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(2) Comma sostituito dall'articolo 12 del D.P. R. 19 aprile 1994, n. 575. A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

 

Art. 138

Veicoli e conducenti delle Forze armate (1) (2).

1. Le Forze armate provvedono direttamente nei riguardi dei veicoli di loro dotazione agli accertamenti tecnici, all'immatricolazione militare, al rilascio dei documenti di circolazione e delle targhe di riconoscimento.

2. I veicoli delle Forze armate, qualora eccedono i limiti di cui agli articoli 61 e 62, devono essere muniti, per circolare sulle strade non militari, di una autorizzazione speciale che viene rilasciata dal comando militare sentiti gli enti competenti, conformemente a quanto previsto dall'art. 10, comma 6. All'eventuale scorta provvede il predetto comando competente.

3. Le Forze armate provvedono direttamente nei riguardi del personale in servizio:

a) all'addestramento, all'individuazione e all'accertamento dei requisiti necessari per la guida, all'esame di idoneità e al rilascio della patente militare di guida, che abilita soltanto alla guida dei veicoli comunque in dotazione delle Forze armate;

b) al rilascio dei certificati di abilitazione alle mansioni di insegnante di teoria e di istruttore di scuola guida, relativi all'addestramento di cui alla lettera a).

4. Gli insegnanti, gli istruttori e i conducenti di cui al comma 3 non sono soggetti alle disposizioni del presente titolo.

5. Coloro che sono muniti di patente militare possono ottenere, senza sostenere l'esame di idoneità, la patente di guida per veicoli delle corrispondenti categorie, secondo la tabella di equipollenza stabilita dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero della difesa, sempreché la richiesta venga presentata per il tramite dell'autorità dalla quale dipendono durante il servizio o non oltre un anno dalla data del congedo o dalla cessazione dal servizio (3).

6. Il personale provvisto di abilitazione ad istruttore di guida militare può ottenere la conversione in analogo certificato di abilitazione ad istruttore di guida civile senza esame e secondo le modalità stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, purché gli interessati ne facciano richiesta entro un anno dalla data del congedo o dalla cessazione dal servizio (3).

7. I veicoli alienati dalle Forze armate possono essere reimmatricolati con targa civile previo accertamento dei prescritti requisiti.

8. Le caratteristiche delle targhe di riconoscimento dei veicoli a motore o da essi trainati in dotazione alle Forze armate sono stabilite d'intesa tra il Ministero dal quale dipendono l'arma o il corpo e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (3).

9. Le Forze armate provvedono direttamente al trasporto stradale di materie radioattive e fissili speciali, mettendo in atto tutte le prescrizioni tecniche e le misure di sicurezza previste dalle norme vigenti in materia.

10. In ragione della pubblica utilità del loro impiego in servizi di istituto, i mezzi di trasporto collettivo militare, appartenenti alle categorie M2 e M3, sono assimilati ai mezzi adibiti al trasporto pubblico.

11. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai veicoli e ai conducenti della Polizia di Stato, della Guardia di finanza, del Corpo di Polizia penitenziaria, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dei Corpi dei vigili del fuoco delle province autonome di Trento e di Bolzano, della regione Valle d’Aosta, della Croce rossa italiana, del Corpo forestale dello Stato, dei Corpi forestali operanti nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano e della Protezione civile nazionale, della regione Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano (4).

12. Chiunque munito di patente militare, ovvero munito di patente rilasciata ai sensi del comma 11, guida un veicolo immatricolato con targa civile è soggetto alle sanzioni previste dall'art. 125, comma 3. La patente di guida è sospesa dall'autorità che l'ha rilasciata, secondo le procedure e la disciplina proprie dell'amministrazione di appartenenza.

12-bis. I soggetti muniti di patente militare o di servizio rilasciata ai sensi dell'articolo 139 possono guidare veicoli delle corrispondenti categorie immatricolati con targa civile purché i veicoli stessi siano adibiti ai servizi istituzionali dell'amministrazione dello Stato (5).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 69 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Vedi gli articoli 1 e5 del D.M. 11 agosto 2004, n. 246.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(4) Comma modificato dall'articolo 5 del D.L. 28 giugno 1995, n. 251, dall'articolo 17 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 ed infine dall'articolo 8-quinquies del D.L. 31 marzo 2005, n. 45.

(5) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

 

Art. 139

Patente di servizio per il personale abilitato allo svolgimento di compiti di polizia stradale (1) (2).

1. Ai soggetti già in possesso di patente di guida e abilitati allo svolgimento di compiti di polizia stradale indicati dai commi 1 e 3, lettera a), dell'articolo 12 è rilasciata apposita patente di servizio la cui validità è limitata alla guida di veicoli adibiti all'espletamento di compiti istituzionali dell'amministrazione di appartenenza.

2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'interno, sono stabiliti i requisiti e le modalità per il rilascio della patente di cui al comma 1.

 

(1) Articolo sostituito dall'articolo 2 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(2) Vedi D.M. 11 agosto 2004, n. 246.

 

 

 

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Sabato 15 settembre 2018

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