banner sos equitalia
 
 

 

Home Servizi Attivitā Ufficio Stampa Documenti Chi siamo Contatti
 
Leggi Normativa Tecnica Giurisprudenza Situazione Debitoria Pubblicazioni Cartelle Esattoriali Fermo amministrativo Iscrizione di ipoteca Tasse

 

donazioni

 

 

 

 

 

TITOLO V

NORME DI COMPORTAMENTO

 

Art. 140

Principio informatore della circolazione.

1. Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale.

2. I singoli comportamenti, oltre quanto già previsto nei precedenti titoli, sono fissati dalle norme che seguono.

 

Art. 141

Velocità.

1. È obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione.

2. Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile.

3. In particolare, il conducente deve regolare la velocità nei tratti di strada a visibilità limitata, nelle curve, in prossimità delle intersezioni e delle scuole o di altri luoghi frequentati da fanciulli indicati dagli appositi segnali, nelle forti discese, nei passaggi stretti o ingombrati, nelle ore notturne, nei casi di insufficiente visibilità per condizioni atmosferiche o per altre cause, nell'attraversamento degli abitati o comunque nei tratti di strada fiancheggiati da edifici.

4. Il conducente deve, altresì, ridurre la velocità e, occorrendo, anche fermarsi quando riesce malagevole l'incrocio con altri veicoli, in prossimità degli attraversamenti pedonali e, in ogni caso, quando i pedoni che si trovino sul percorso tardino a scansarsi o diano segni di incertezza e quando, al suo avvicinarsi, gli animali che si trovino sulla strada diano segni di spavento.

5. Il conducente non deve gareggiare in velocità.

6. Il conducente non deve circolare a velocità talmente ridotta da costituire intralcio o pericolo per il normale flusso della circolazione.

7. All'osservanza delle disposizioni del presente articolo è tenuto anche il conducente di animali da tiro, da soma e da sella.

8. Chiunque viola le disposizioni del comma 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (1).

9. Salvo quanto previsto dagli articoli 9-bis e 9-ter, chiunque viola la disposizione del comma 5 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624. (1) (2)

10. Se si tratta di violazioni commesse dal conducente di cui al comma 7 la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (1).

11. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1)(3).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(2) Comma modificato dall'articolo 8 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, con effetto a decorrere dalla data prevista dall'articolo 1 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121, e successivamente dall'articolo 03 del D.L. del 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Vedi l'articolo 6-bis del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Circolazione stradale

La pericolosità della condotta di guida prevista dall'art. 141 c. strad. deve essere desunta dalle caratteristiche e dalle condizioni della strada e del traffico e da ogni altra circostanza di qualsiasi natura; pertanto, la relativa valutazione costituisce il portato di un giudizio dei verbalizzanti che implica un'attività di elaborazione da parte degli stessi, i quali devono rilevare i fatti in accadimento e sottoporli a critica, per desumerne la valutazione di congruità ai criteri di buona condotta di guida o, appunto, di pericolosità. Ne consegue che detta valutazione è priva dell'efficacia probatoria privilegiata prevista dall'art. 2700 c.c. e la sua contestazione nel giudizio di opposizione non richiede la proposizione della querela di falso. (Nella specie, la Corte, alla stregua del principio enunciato, ha rigettato il ricorso e confermato la sentenza impugnata con la quale era stato ritenuto che il verbale di accertamento relativo all'omessa regolazione della velocità in prossimità di un'intersezione non poteva godere della suddetta fede privilegiata). (Cassazione civile sez. II 22 giugno 2010 n. 15108).

In tema di sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, per contestare le affermazioni contenute in un verbale proveniente da un pubblico ufficiale su circostanze oggetto di percezione sensoriale, e come tali suscettibili di errore di fatto - nella specie, la rilevazione del numero di targa di un'auto - non è necessario proporre querela di falso, ma è sufficiente fornire prove idonee a vincere la presunzione di veridicità del verbale, secondo l'apprezzamento rimesso al giudice di merito. (Cassazione civile sez. II 04 dicembre 2009 n. 25676).

 

Velocità

La ratio dell'art. 141 del vigente codice della strada - che impone di moderare la velocità in presenza di curve o nei tratti di strada a visibilità limitata - deve essere ravvisata nella finalità di assicurare il controllo del veicolo da parte del conducente in qualsiasi circostanza attinente alla conformazione o condizione della strada in modo tale da scongiurare pericoli per la sicurezza delle persone e delle cose. (Nella specie, la S.C., alla stregua dell'enunciato principio, ha cassato con rinvio la sentenza impugnata con cui si era ritenuto che il citato art. 141 c. strad. possa trovare applicazione solo quando la velocità non moderata sia stata anche causa efficiente di un sinistro stradale). (Cassazione civile sez. II 29 dicembre 2009 n. 27501).

L'esistenza di un limite di velocità non giustifica il mantenimento di tale velocità anche in presenza di una intersezione, dovendo in tale caso il conducente moderare la velocità in previsione del possibile sopravvenire del segnale di frenata. Nel sistema delle norme sulla circolazione stradale - del resto - l'apprezzamento della velocità, in funzione della esigenza di stabilire se essa debba o meno considerarsi eccessiva, deve essere condotto in relazione alle condizioni di luoghi, della strada e del traffico che vi si svolge, senza che assume decisivo rilievo persino l'eventuale osservanza dei limiti imposti in via generale dal codice della strada. (Cassazione civile sez. II 09 dicembre 2009 n. 25769).


 

 

Art. 142

Limiti di velocità (1).

1. Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana la velocità massima non può superare i 130 km/h per le autostrade, i 110 km/h per le strade extraurbane principali, i 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali, ed i 50 km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali. Sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali, sempreché lo consentano l'intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti ed i dati di incidentalità dell'ultimo quinquennio. In caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la velocità massima non può superare i 110 km/h per le autostrade ed i 90 km/h per le strade extraurbane principali (2).

2. Entro i limiti massimi suddetti, gli enti proprietari della strada possono fissare, provvedendo anche alla relativa segnalazione, limiti di velocità minimi e limiti di velocità massimi, diversi da quelli fissati al comma 1, in determinate strade e tratti di strada quando l'applicazione al caso concreto dei criteri indicati nel comma 1 renda opportuna la determinazione di limiti diversi, seguendo le direttive che saranno impartite dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Gli enti proprietari della strada hanno l'obbligo di adeguare tempestivamente i limiti di velocità al venir meno delle cause che hanno indotto a disporre limiti particolari. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può modificare i provvedimenti presi dagli enti proprietari della strada, quando siano contrari alle proprie direttive e comunque contrastanti con i criteri di cui al comma 1. Lo stesso Ministro può anche disporre l'imposizione di limiti, ove non vi abbia provveduto l'ente proprietario; in caso di mancato adempimento, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può procedere direttamente alla esecuzione delle opere necessarie, con diritto di rivalsa nei confronti dell'ente proprietario (3).

3. Le seguenti categorie di veicoli non possono superare le velocità sottoindicate:

a) ciclomotori: 45 km/h;

b) autoveicoli o motoveicoli utilizzati per il trasporto delle merci pericolose rientranti nella classe 1 figurante in allegato all'accordo di cui all'articolo 168, comma 1, quando viaggiano carichi: 50 km/h fuori dei centri abitati; 30 km/h nei centri abitati;

c) macchine agricole e macchine operatrici: 40 km/h se montati su pneumatici o su altri sistemi equipollenti; 15 km/h in tutti gli altri casi;

d) quadricicli: 80 km/h fuori dei centri abitati;

e) treni costituiti da un autoveicolo e da un rimorchio di cui alle lettere h), i) e l) dell'art. 54, comma 1: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;

f) autobus e filobus di massa complessiva a pieno carico superiore a 8 t: 80 km/h fuori dei centri abitati; 100 km/h sulle autostrade;

g) autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t e fino a 12 t: 80 km/h fuori dei centri abitati; 100 km/h sulle autostrade;

h) autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 12 t: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;

i) autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 5 t se adoperati per il trasporto di persone ai sensi dell'art. 82, comma 6: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;

l) mezzi d'opera quando viaggiano a pieno carico: 40 km/h nei centri abitati; 60 km/h fuori dei centri abitati.

4. Nella parte posteriore dei veicoli di cui al comma 3, ad eccezione di quelli di cui alle lettere a) e b), devono essere indicate le velocità massime consentite. Qualora si tratti di complessi di veicoli, l'indicazione del limite va riportata sui rimorchi ovvero sui semirimorchi. Sono comunque esclusi da tale obbligo gli autoveicoli militari ricompresi nelle lettere c), g), h) ed i) del comma 3, quando siano in dotazione alle Forze armate, ovvero ai Corpi ed organismi indicati nell'articolo 138, comma 11.

5. In tutti i casi nei quali sono fissati limiti di velocità restano fermi gli obblighi stabiliti dall'art. 141.

6. Per la determinazione dell'osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate, anche per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, nonché le registrazioni del cronotachigrafo e i documenti relativi ai percorsi autostradali, come precisato dal regolamento (4).

6-bis. Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente codice. Le modalità di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'interno (5).

7. Chiunque non osserva i limiti minimi di velocità, ovvero supera i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00(6).

8. Chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (6).

9. Chiunque supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2. 000. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi (6) (7) (10).

9-bis. Chiunque supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 779 a euro 3. 119. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (8) (10).

10. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 4 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (6).

11. Se le violazioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 9-bis sono commesse alla guida di uno dei veicoli indicati al comma 3, lettere b), e), f), g), h), i) e l) le sanzioni amministrative pecuniarie e quelle accessorie ivi previste sono raddoppiate. L'eccesso di velocità oltre il limite al quale è tarato il limitatore di velocità di cui all’articolo 179 comporta, nei veicoli obbligati a montare tale apparecchio, l'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 2-bis e 3 del medesimo articolo 179 , per il caso di limitatore non funzionante o alterato. È sempre disposto l'accompagnamento del mezzo presso un'officina autorizzata, per i fini di cui al comma 6-bis del citato articolo 179 (7) (10).

12. Quando il titolare di una patente di guida sia incorso, in un periodo di due anni, in una ulteriore violazione del comma 9, la sanzione amministrativa accessoria è della sospensione della patente da otto a diciotto mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. Quando il titolare di una patente di guida sia incorso, in un periodo di due anni, in una ulteriore violazione del comma 9-bis, la sanzione amministrativa accessoria è la revoca della patente, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (7) (9).

12-bis. I proventi delle sanzioni derivanti dall'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità stabiliti dal presente articolo, attraverso l'impiego di apparecchi o di sistemi di rilevamento della velocità ovvero attraverso l'utilizzazione di dispositivi o di mezzi tecnici di controllo a distanza delle violazioni ai sensi dell'articolo 4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2002, n. 168, e successive modificazioni, sono attribuiti, in misura pari al 50 per cento ciascuno, all'ente proprietario della strada su cui è stato effettuato l'accertamento o agli enti che esercitano le relative funzioni ai sensi dell'articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381, e all'ente da cui dipende l'organo accertatore, alle condizioni e nei limiti di cui ai commi 12-ter e 12-quater. Le disposizioni di cui al periodo precedente non si applicano alle strade in concessione. Gli enti di cui al presente comma diversi dallo Stato utilizzano la quota dei proventi ad essi destinati nella regione nella quale sono stati effettuati gli accertamenti (11).

12-ter. Gli enti di cui al comma 12-bis destinano le somme derivanti dall'attribuzione delle quote dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al medesimo comma alla realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, ivi comprese la segnaletica e le barriere, e dei relativi impianti, nonchè al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, ivi comprese le spese relative al personale, nel rispetto della normativa vigente relativa al contenimento delle spese in materia di pubblico impiego e al patto di stabilità interno (12).

12-quater. Ciascun ente locale trasmette in via informatica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed al Ministero dell'interno, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione in cui sono indicati, con riferimento all'anno precedente, l'ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza di cui al comma 1 dell'articolo 208 e al comma 12-bis del presente articolo, come risultante da rendiconto approvato nel medesimo anno, e gli interventi realizzati a valere su tali risorse, con la specificazione degli oneri sostenuti per ciascun intervento. La percentuale dei proventi spettanti ai sensi del comma 12-bis è ridotta del 30 per cento annuo nei confronti dell'ente che non trasmetta la relazione di cui al periodo precedente, ovvero che utilizzi i proventi di cui al primo periodo in modo difforme da quanto previsto dal comma 4 dell'articolo 208 e dal comma 12-ter del presente articolo, per ciascun anno per il quale sia riscontrata una delle predette inadempienze (13).

 

(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 70 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360. Vedi articolo 4 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121.

(2) Comma sostituito dall'articolo 9 del D.lgs. 15 gennaio 2002 n. 9, con effetto a decorrere dalla data indicata dall'articolo 19 del medesimo decreto e modificato dall’articolo 25, comma 1, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(4) Vedi D.M. 29 ottobre 1997. Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(5) Comma inserito dall'articolo 3 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(6) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(7) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e modificato dall’articolo 25, comma 1, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(8) Comma inserito dall'articolo 3 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117. In attuazione del comma 9-bis vedi il D.M. 15 agosto 2007. Il presente comma è stato successivamente modificato dall'articolo 25, comma 1, lettera c), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(9) Vedi l'articolo 6-bis del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(10) La sanzione prevista dal presente comma è esclusa dall'adeguamento previsto dal D.M. 17 dicembre 2008 , ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 dello stesso decreto.

(11) Comma inserito dall'articolo 25, comma 1, lettera d), della legge 29 luglio 2010, n. 120. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano a decorrere dal primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data dell'emanazione del decreto di cui al comma 2, articolo 25 della citata legge.

(12) Comma inserito dall'articolo 25, comma 1, lettera d), della legge 29 luglio 2010, n. 120. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano a decorrere dal primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data dell'emanazione del decreto di cui al comma 2, articolo 25 della citata legge.

(13) Comma inserito dall'articolo 25, comma 1 lettera d), della legge 29 luglio 2010, n. 120. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano a decorrere dal primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data dell'emanazione del decreto di cui al comma 2, articolo 25 della citata legge.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Velocità: 1) accertamento

L'omessa contestazione immediata, giustificata nel verbale con riferimento all'art. 201, comma 1 bis, lett. b) e comma 1 ter, c. strad., la violazione di cui infra non è assimilabile a quella dell'eccesso di velocità. Manca, infatti, nel c. strad. e nel Regolamento qualsiasi riferimento alla possibilità di rilevare l'infrazione ex art. 146, comma 3, esclusivamente con apparecchiature fotografiche diversamente dall'art. 142 stesso codice che prevede la possibilità di affidare il controllo dell'osservanza dei limiti di velocità ad apposite apparecchiature. Ne discende che la rilevazione dell'infrazione a mezzo Photored non può prescindere dalla presenza dell'agente di polizia che, proprio per le situazioni che possono verificarsi nei casi concreti, proceda ad una corretta applicazione della norma. (Giudice di pace Bari 10 giugno 2010 n. 5041).

In tema di accertamento delle violazioni dei limiti di velocità a mezzo di apparecchiature elettroniche, è legittima la rilevazione della velocità di un autoveicolo effettuata a mezzo apparecchiature elettronica denominata "telelaser" - apparecchiatura che non rilascia documentazione fotografica dell'avvenuta rilevazione nei confronti di un determinato veicolo, ma che consente unicamente l'accertamento della velocità in un determinato momento, restando affidata alla attestazione dell'organo di polizia stradale addetto alla rilevazione la riferibilità della velocità proprio al veicolo dal medesimo organo individuato - in quanto l'attestazione dell'organo di polizia stradale ben può integrare, con quanto accertato direttamente, la rilevazione elettronica attribuendo la stessa ad uno specifico veicolo, risultando tale attestazione assistita da efficacia probatoria fino a querela di falso, ed essendo suscettibile di prova contraria unicamente il difetto di omologazione o di funzionamento dell'apparecchiatura elettronica. Pertanto in presenza di personale dell'amministrazione competente, la verbalizzazione da questi compiuta è garanzia sufficiente dell'affidabilità della rilevazione; per superarla non sono sufficienti le opinioni espresse da testimoni, il cui apprezzamento, in considerazione dei ridottissimi margini tra la contestazione e la valutazione da essi resa, non può che assurgere a mera opinione personale, priva di valore probatorio tale da superare le risultanze elettroniche e le attestazioni dei verbalizzanti, munite di fede privilegiata con riferimento alle verifiche e all'apparente funzionamento dell'apparecchio e al puntamento del veicolo (nella specie, la Corte ha accolto il ricorso di un Comune contro la decisione del Giudice di pace, che aveva annullato il verbale con il quale si contestava all'automobilista l'eccesso di velocità. Tale sanzione, accertata con apparecchiatura telelaser, era stata contestata attraverso la testimonianza di tre persone che affermavano di aver visto il veicolo passare, a una velocità certamente inferiore a quella rilevata dall'apparecchiatura). (Cassazione civile  sez. II 05 maggio 2010 n. 10924).

In tema di sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per la rilevazione del superamento dei limiti di velocità stabiliti, di cui all'art. 142 c. strad., non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla l. n. 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale relativo alla verifica della taratura, poiché esso attiene alla materia c. D. metrologica, che è diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed appartiene alla competenza di autorità amministrative diverse da quelle legittimate alla rilevazione delle infrazioni al codice della strada. (Cassazione civile  sez. II 24 aprile 2010 n. 9846).

Va disapplicata, ai sensi degli art. 4 e 5 l. 20 marzo 1865 n. 2248, all. E, l'ordinanza di imposizione di un limite di velocità inferiore rispetto a quello previsto dall'art. 142, comma 1, c.strad. su tratto di strada avente caratteristiche extraurbane, qualora tale imposizione esuli da qualsiasi riferimento ai paradigmi contenuti nel predetto art. 142, comma 1, c.strad. in ordine alle esigenze di sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana. (Nella fattispecie il limite di velocità era stato abbassato da 90 Km/h a 70 Km/h con la seguente motivazione: "per non creare confusione per gli utenti della strada"). (Giudice di pace Copparo 17 marzo 2010 n. 943).

In materia di circolazione stradale, la mancanza di particolari limiti di velocità fissati, ai sensi dell'art. 142, comma 2, D.lg. 30 aprile 1992 n. 285, dall'ente proprietario della strada non implica che su di essa non sia imposta alcuna limitazione di velocità, giacché, in tal caso, trovano applicazione i limiti di velocità massimi stabiliti dal comma 1 dello stesso art. 142 e, dunque, ove si tratti di strada in centro abitato, il limite di 50 km/h. (Cassazione civile  sez. II 22 febbraio 2010 n. 4242).

L'accertamento della violazione dell'art. 142, comma 8, del C. D.S. , avvenuto con il c. D.sistema tutor, per le sue caratteristiche funzionali, si basa sulla misurazione della velocità media tenuta da un utente della strada, in un tratto collocato tra due punti determinati, nei quali sono collocati gli strumenti di rilevazione automatica e, quindi, non consente di stabilire con esattezza il luogo preciso di perfezionamento dell'illecito, ricadendo, nella fattispecie in esame, nella competenza per territorio di due giudici di pace. Ebbene, questa incertezza non consente di emettere una sentenza di incompetenza: ai sensi dell'art. 44 del c. p. c. , infatti, il giudice che dichiara la propria incompetenza per territorio deve indicare il giudice competente (e ciò coerentemente con i motivi che affermano la propria incompetenza). (Giudice di pace  Bari 20 gennaio 2010 n. 403).

 

2) limiti

La Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale l.reg. Campania 22 luglio 2009 n. 10, per violazione della competenza esclusiva dello Stato in materia di circolazione stradale. L’art. 2, comma 1, l.reg. Campania 10/2009, non consente l’uso repressivo degli apparecchi di misurazione della velocità, ponendosi con ciò in contrasto con la normativa statale (art. 142, comma 6, d.lg. n. 285 del 1992), secondo cui per la determinazione dell'osservanza dei limiti di velocità sono considerati fonti di prova le risultanze delle apparecchiature debitamente omologate; l’art. 5, comma 2, l.reg. Campania 10/2009, dispone poi che tra la segnalazione e l’autovelox deve esserci una distanza di quattro chilometri, in contrasto con l’art. 142, comma 6 bis, d.lg. n. 285 del 1992, per il quale le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili. Le modalità di impiego sono stabilite dall'art. 2, comma 1, del decreto del Ministro dei trasporti 15 agosto 2007, ai sensi del quale è necessario che non vi siano tra il segnale e il luogo di effettivo rilevamento intersezioni stradali che comporterebbero la ripetizione del messaggio dopo le stesse, e comunque che non vi sia una distanza superiore a quattro chilometri. (Corte costituzionale 24 giugno 2010 n. 223).

In tema di opposizione a sanzione amministrativa irrogata a seguito di violazione dell'art. 142, comma 9, c. strad., non vale ad escludere la responsabilità del conducente l'invocato stato di necessità dovuto all'esigenza di rispettare i tempi di una consultazione medica conseguente ad un malore lamentato da un passeggero, qualora l'opponente non abbia provato - essendone onerato per effetto dell'applicazione delle regole penalistiche sullo stato di necessità, alle quali occorre fare riferimento anche ai fini previsti dall'art. 4 l. n. 689 del 1981 - l'imminente pericolo di vita del passeggero medesimo e l'impossibilità di provvedere diversamente alla salvezza di quest'ultimo. (Cassazione civile sez. II 14 giugno 2010 n. 14286).

In tema di sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità stabiliti, come previsto dall'art. 142 codice della strada, non vanno sottoposte ai controlli previsti dalla l. n. 273/91, istitutiva del sistema nazionale di taratura; tale sistema di controlli, infatti, attiene alla materia così detta metrologica diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed è competenza di autorità amministrative diverse rispetto a quelle pertinenti al caso di specie. (Cassazione civile sez. II 14 dicembre 2009 n. 26211).

 

Sanzioni amministrative

Per ormai consolidato orientamento giurisprudenziale, in tema di rilevazione dell'inosservanza dei limiti di velocità dei veicoli a mezzo di apparecchiature elettroniche, né il codice della strada (art. 142, comma 6) né il relativo regolamento di esecuzione (art. 345 d.P.R. 16/12/1992 n. 495) prevedono che il verbale di accertamento dell'infrazione debba contenere, a pena di nullità, l'attestazione che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l'uso. Per gli apparecchi di rilevazione degli illeciti stradali che funzionano in modalità automatica, cioè senza la presenza ed il diretto controllo dell'operatore di polizia stradale, nelle ipotesi espressamente previste e consentite, tra i quali rientra il Velomatic, richiedono, allo scopo di evitare disfunzioni, e conseguente lesione del diritto di difesa del cittadino attinto dall'azione di accertamento, oltre che l'omologazione, una verifica periodica tendente a valutare la corretta funzionalità delle apparecchiature. (Giudice di pace Bari 19 maggio 2010 n. 4210).

L'obbligo della preventiva segnalazione dell'apparecchio di rilevamento della velocità previsto, in un primo momento, dall'art. 4 del d.l. n. 121 del 2002, conv. nella l. n. 168 del 2002, per i soli dispositivi di controllo remoto senza la presenza diretta dell'operatore di polizia, menzionati nell'art. 201, comma 1 bis, lett. f, c. strad., è stato successivamente esteso, con l'entrata in vigore dell'art. 3 del d.l. n. 117 del 2007, conv. nella l. n. 160 del 2007, a tutti i tipi e modalità di controllo effettuati con apparecchi fissi o mobili installati sulla sede stradale, nei quali, perciò, si ricomprendono ora anche gli apparecchi telelaser gestiti direttamente e nella disponibilità degli organi di polizia. (Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio, ha cassato la sentenza impugnata che aveva annullato il verbale di contestazione per l'omesso assolvimento del suddetto obbligo di preventiva informazione dell'utenza, malgrado il dispositivo utilizzato, tipo telelaser, non rientrasse tra quelli indicati nel citato art. 4 del d.l. n. 121 del 2002 e lo "ius superveniens" di cui all'art. 3 del d.l. n. 117 del 2007 non fosse applicabile al caso esaminato, riferito ad un'infrazione commessa nel 2003). (Cassazione civile sez. II 18 gennaio 2010 n. 656).


 

 

Art. 143

Posizione dei veicoli sulla carreggiata.

1. I veicoli devono circolare sulla parte destra della carreggiata e in prossimità del margine destro della medesima, anche quando la strada è libera.

2. I veicoli sprovvisti di motore e gli animali devono essere tenuti il più vicino possibile al margine destro della carreggiata.

3. La disposizione del comma 2 si applica anche agli altri veicoli quando si incrociano ovvero percorrono una curva o un raccordo convesso, a meno che circolino su strade a due carreggiate separate o su una carreggiata ad almeno due corsie per ogni senso di marcia o su una carreggiata a senso unico di circolazione.

4. Quando una strada è divisa in due carreggiate separate, si deve percorrere quella di destra; quando è divisa in tre carreggiate separate, si deve percorrere quella di destra o quella centrale, salvo diversa segnalazione.

5. Salvo diversa segnalazione, quando una carreggiata è a due o più corsie per senso di marcia, si deve percorrere la corsia più libera a destra; la corsia o le corsie di sinistra sono riservate al sorpasso.

6. Omissis (1).

7. All'interno dei centri abitati, salvo diversa segnalazione, quando una carreggiata è a due o più corsie per senso di marcia, si deve percorrere la corsia libera più a destra; la corsia o le corsie di sinistra sono riservate al sorpasso. Tuttavia i conducenti, qualunque sia l'intensità del traffico, possono impegnare la corsia più opportuna in relazione alla direzione che essi intendono prendere alla successiva intersezione; i conducenti stessi non possono peraltro cambiare corsia se non per predisporsi a svoltare a destra o a sinistra, o per fermarsi, in conformità delle norme che regolano queste manovre, ovvero per effettuare la manovra di sorpasso che in tale ipotesi è consentita anche a destra.

8. Nelle strade con binari tranviari a raso, i veicoli possono procedere sui binari stessi purché, compatibilmente con le esigenze della circolazione, non ostacolino o rallentino la marcia dei tram, salva diversa segnalazione.

9. Nelle strade con doppi binari tranviari a raso, entrambi su di un lato della carreggiata, i veicoli possono marciare a sinistra della zona interessata dai binari, purché rimangano sempre entro la parte della carreggiata relativa al loro senso di circolazione.

10. Ove la fermata dei tram o dei filobus sia corredata da apposita isola salvagente posta a destra dell'asse della strada, i veicoli, salvo diversa segnalazione che imponga il passaggio su un lato determinato, possono transitare indifferentemente a destra o a sinistra del salvagente, purché rimangano entro la parte della carreggiata relativa al loro senso di circolazione e purché non comportino intralcio al movimento dei viaggiatori.

11. Chiunque circola contromano è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 144,00 a Euro 576,00 (2).

12. Chiunque circola contromano in corrispondenza delle curve, dei raccordi convessi o in ogni altro caso di limitata visibilità, ovvero percorre la carreggiata contromano, quando la strada sia divisa in più carreggiate separate, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 281 a euro 1. 123. Dalla violazione prevista dal presente comma consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI. In casi di recidiva la sospensione è da due a sei mesi (2).

13. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (3).

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 71 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360 e successivamente abrogato dall'articolo 10 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 con effetto a decorrere dalla data indicata nell'articolo 19 del medesimo decreto.

(2) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Reati in genere

Per integrare la colpa punibile non è sufficiente la mera violazione di una regola cautelare, sebbene codificata, ma è necessario che la violazione di detta regola abbia determinato il concretizzarsi del rischio che essa mirava a prevenire, la cosiddetta causalità della colpa. (Nella specie, il giudice aveva prosciolto dal reato di omicidio colposo un automobilista il quale aveva investito un motociclista che era scivolato in terra invadendo l'opposta corsia di marcia, ove aveva terminato la propria corsa collidendo contro lo spigolo dell'autoveicolo; secondo la Cassazione, che ha rigettato il ricorso delle parti civili, correttamente era stato ritenuto non rilevante che l'automobilista circolasse "non mantenendo strettamente la destra" e, quindi, in violazione dell'art. 143 c. strad., in quanto la regola cautelare imponente l'obbligo di tenere la destra ha lo scopo di garantire una intercapedine tra i flussi contrapposti di veicoli, onde garantire uno spazio di manovra in caso di percepibili modesti sconfinamenti, mentre, nel caso di specie, il rischio concretizzatosi era stato del tutto imprevedibile e inevitabile, in quanto costituito dallo scivolamento di un corpo, senza alcun controllo, sull'asfalto). (Cassazione penale sez. IV 09 febbraio 2010 n. 18157).


 

 

Art. 144

Circolazione dei veicoli per file parallele.

1. La circolazione per file parallele è ammessa nelle carreggiate ad almeno due corsie per ogni senso di marcia, quando la densità del traffico è tale che i veicoli occupano tutta la parte della carreggiata riservata al loro senso di marcia e si muovono ad una velocità condizionata da quella dei veicoli che precedono, ovvero in tutti i casi in cui gli agenti del traffico la autorizzano. È ammessa, altresì, lungo il tronco stradale adducente a una intersezione controllata da segnali luminosi o manuali; in tal caso, al segnale di via libera, essa deve continuare anche nell'area di manovra dell'intersezione stessa.

2. Nella circolazione per file parallele è consentito ai conducenti di veicoli, esclusi i veicoli non a motore ed i ciclomotori, di non mantenersi presso il margine della carreggiata, pur rimanendo in ogni caso nella corsia prescelta.

3. Il passaggio da una corsia all'altra è consentito, previa la necessaria segnalazione, soltanto quando si debba raggiungere la prima corsia di destra per svoltare a destra, o l'ultima corsia di sinistra per svoltare a sinistra, ovvero per effettuare una riduzione di velocità o una volontaria sospensione della marcia al margine della carreggiata, quando ciò non sia vietato. I conducenti che si trovano nella prima corsia di destra possono, inoltre, spostarsi da detta corsia quando devono superare un veicolo senza motore o comunque assai lento, sempre previa la necessaria segnalazione.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 145

Precedenza.

1. I conducenti, approssimandosi ad una intersezione, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti.

2. Quando due veicoli stanno per impegnare una intersezione, ovvero laddove le loro traiettorie stiano comunque per intersecarsi, si ha l'obbligo di dare la precedenza a chi proviene da destra, salvo diversa segnalazione.

3. Negli attraversamenti di linee ferroviarie e tranviarie i conducenti hanno l'obbligo di dare la precedenza ai veicoli circolanti su rotaie, salvo diversa segnalazione.

4. I conducenti devono dare la precedenza agli altri veicoli nelle intersezioni nelle quali sia così stabilito dall'autorità competente ai sensi dell'art. 37 e la prescrizione sia resa nota con apposito segnale.

5. I conducenti sono tenuti a fermarsi in corrispondenza della striscia di arresto, prima di immettersi nella intersezione, quando sia così stabilito dall'autorità competente ai sensi dell'art. 37 e la prescrizione sia resa nota con apposito segnale.

6. Negli sbocchi su strada da luoghi non soggetti a pubblico passaggio i conducenti hanno l'obbligo di arrestarsi e dare la precedenza a chi circola sulla strada.

7. È vietato impegnare una intersezione o un attraversamento di linee ferroviarie o tranviarie quando il conducente non ha la possibilità di proseguire e sgombrare in breve tempo l'area di manovra in modo da consentire il transito dei veicoli provenienti da altre direzioni.

8. Negli sbocchi su strada di sentieri, tratturi, mulattiere e piste ciclabili è fatto obbligo al conducente di arrestarsi e dare la precedenza a chi circola sulla strada. L'obbligo sussiste anche se le caratteristiche di dette vie variano nell'immediata prossimità dello sbocco sulla strada.

9. I conducenti di veicoli su rotaia devono rispettare i segnali negativi della precedenza.

10. Chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (1).

11. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma 10 per almeno due volte, all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) Comma così modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Condotta di veicoli: precedenza di diritto e di fatto

Con l'introduzione del D.l. 27 giugno 2003, n. 151, conv. nella l. 1 agosto 2003 n. 214, è stato inasprito il regime sanzionatorio per alcune ipotesi di illecito amministrativo, tra cui rientra l'ipotesi in esame e, cioè, la violazione dell'art. 145 c. strad., nel senso che alla commissione di detta infrazione, consegue, per legge, la sospensione della patente, con un provvedimento apposito che ha lo scopo di cristallizzare la sanzione e determinarne la durata, nei limiti minimi e massimi prestabiliti dal legislatore stesso (nella specie, era proposta opposizione avverso l'ordinanza prefettizia con la quale veniva disposta la sospensione della patente di guida, impostando la propria difesa esclusivamente avverso la violazione dell'art. 145, commi 5-10, c. strad., ritenuta non essere oggetto del giudizio, e omettendo di dedurre circa la "sorte" del verbale principale). (Giudice di pace  Bari 20 gennaio 2010 n. 417).


 

 

Art. 146

Violazione della segnaletica stradale.

1. L'utente della strada è tenuto ad osservare i comportamenti imposti dalla segnaletica stradale e dagli agenti del traffico a norma degli articoli da 38 a 43 e delle relative norme del regolamento.

2. Chiunque non osserva i comportamenti indicati dalla segnaletica stradale o nelle relative norme di regolamento, ovvero dagli agenti del traffico, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 36 a Euro 148. Sono fatte salve le particolari sanzioni previste dagli articoli 6 e 7, nonché dall'articolo 191, comma 4 (1).

3. Il conducente del veicolo che prosegue la marcia, nonostante che le segnalazioni del semaforo o dell'agente del traffico vietino la marcia stessa, è soggetto «alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (2).

3-bis. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma 3 per almeno due volte, all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (3).

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 72 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360. Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 e con D.M. 29 dicembre 2006, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(2) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) Comma aggiunto dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Velocità in genere

Nel sistema delle norme sulla circolazione stradale l'apprezzamento della velocità, in funzione dell'esigenza di stabilire se essa debba o meno considerarsi eccessiva, deve essere condotto in relazione alle condizioni dei luoghi, della strada e del traffico che vi si svolge senza che assuma decisivo rilievo persino l'eventuale osservanza dei limiti imposti, in via generale, dal codice della strada (nella specie, la Corte ha confermato la decisione del giudice di pace, che aveva ritenuto sufficiente il termine di quattro secondi di accensione della luce gialle, rigettando l'opposizione al verbale elevato per violazione dell'art. 146 Cds; a detta del giudice, infatti, tale frazione di tempo era da ritenersi sufficiente per permettere all'automobilista di fermarsi in sicurezza al semaforo, in considerazione della velocità da tenere commisurata allo stato dei luoghi). (Cassazione civile sez. II 09 dicembre 2009 n. 25769).


 

 

Art. 147

Comportamento ai passaggi a livello.

1. Gli utenti della strada, approssimandosi ad un passaggio a livello, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti e devono osservare le segnalazioni indicate nell'art. 44 (1).

2. Prima di impegnare un passaggio a livello senza barriere o semibarriere, gli utenti della strada devono assicurarsi, in prossimità delle segnalazioni previste nel regolamento di cui all'art. 44, comma 3, che nessun treno sia in vista e in caso affermativo attraversare rapidamente i binari; in caso contrario devono fermarsi senza impegnarli.

3. Gli utenti della strada non devono attraversare un passaggio a livello quando:

a) siano chiuse o stiano per chiudersi le barriere o le semibarriere;

b) siano in movimento di apertura le semibarriere;

c) siano in funzione i dispositivi di segnalazione luminosa o acustica previsti dall'art. 44, comma 2, e dal regolamento, di cui al comma 3 dello stesso articolo;

d) siano in funzione i mezzi sostitutivi delle barriere o semibarriere previsti dal medesimo articolo.

4. Gli utenti della strada devono sollecitamente sgombrare il passaggio a livello. In caso di arresto forzato del veicolo il conducente deve cercare di portarlo fuori dei binari o, in caso di materiale impossibilità, deve fare tutto quanto gli è possibile per evitare ogni pericolo per le persone, nonché fare in modo che i conducenti dei veicoli su rotaia siano avvisati in tempo utile dell'esistenza del pericolo.

5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (2).

6. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una violazione di cui al comma 5 per almeno due volte, all'ultima violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 73 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 148

Sorpasso (1).

1. Il sorpasso è la manovra mediante la quale un veicolo supera un altro veicolo, un animale o un pedone in movimento o fermi sulla corsia o sulla parte della carreggiata destinata normalmente alla circolazione.

2. Il conducente che intende sorpassare deve preventivamente accertarsi:

a) che la visibilità sia tale da consentire la manovra e che la stessa possa compiersi senza costituire pericolo o intralcio;

b) che il conducente che lo precede nella stessa corsia non abbia segnalato di voler compiere analoga manovra;

c) che nessun conducente che segue sulla stessa carreggiata o semicarreggiata, ovvero sulla corsia immediatamente alla propria sinistra, qualora la carreggiata o semicarreggiata siano suddivise in corsie, abbia iniziato il sorpasso;

d) che la strada sia libera per uno spazio tale da consentire la completa esecuzione del sorpasso, tenuto anche conto della differenza tra la propria velocità e quella dell'utente da sorpassare, nonché della presenza di utenti che sopraggiungono dalla direzione contraria o che precedono l'utente da sorpassare.

3. Il conducente che sorpassa un veicolo o altro utente della strada che lo precede sulla stessa corsia, dopo aver fatto l'apposita segnalazione, deve portarsi sulla sinistra dello stesso, superarlo rapidamente tenendosi da questo ad una adeguata distanza laterale e riportarsi a destra appena possibile, senza creare pericolo o intralcio. Se la carreggiata o semicarreggiata sono suddivise in più corsie, il sorpasso deve essere effettuato sulla corsia immediatamente alla sinistra del veicolo che si intende superare.

4. L'utente che viene sorpassato deve agevolare la manovra e non accelerare. Nelle strade ad una corsia per senso di marcia, lo stesso utente deve tenersi il più vicino possibile al margine destro della carreggiata.

5. Quando la larghezza, il profilo o lo stato della carreggiata, tenuto anche conto della densità della circolazione in senso contrario, non consentono di sorpassare facilmente e senza pericolo un veicolo lento, ingombrante o obbligato a rispettare un limite di velocità, il conducente di quest'ultimo veicolo deve rallentare e, se necessario, mettersi da parte appena possibile, per lasciar passare i veicoli che seguono. Nei centri abitati non sono tenuti all'osservanza di quest'ultima disposizione i conducenti di veicoli in servizio pubblico di linea per trasporto di persone.

6. Sulle carreggiate ad almeno due corsie per ogni senso di marcia il conducente che, dopo aver eseguito un sorpasso, sia indotto a sorpassare un altro veicolo o animale, può rimanere sulla corsia impegnata per il primo sorpasso a condizione che la manovra non sia di intralcio ai veicoli più rapidi che sopraggiungono da tergo.

7. Il sorpasso deve essere effettuato a destra quando il conducente del veicolo che si vuole sorpassare abbia segnalato che intende svoltare a sinistra ovvero, in una carreggiata a senso unico, che intende arrestarsi a sinistra, e abbia iniziato dette manovre.

8. Il sorpasso dei tram, qualora gli stessi non circolino in sede stradale riservata, deve effettuarsi a destra quando la larghezza della carreggiata a destra del binario lo consenta; se si tratta di carreggiata a senso unico di circolazione il sorpasso si può effettuare su ambo i lati.

9. Qualora il tram o il filobus siano fermi in mezzo alla carreggiata per la salita e la discesa dei viaggiatori e non esista un salvagente, il sorpasso a destra è vietato.

10. È vietato il sorpasso in prossimità o in corrispondenza delle curve o dei dossi e in ogni altro caso di scarsa visibilità in tali casi il sorpasso è consentito solo quando la strada è a due carreggiate separate o a carreggiata a senso unico o con almeno due corsie con lo stesso senso di marcia e vi sia tracciata apposita segnaletica orizzontale.

11. È vietato il sorpasso di un veicolo che ne stia sorpassando un altro, nonché il superamento di veicoli fermi o in lento movimento ai passaggi a livello, ai semafori o per altre cause di congestione della circolazione, quando a tal fine sia necessario spostarsi nella parte della carreggiata destinata al senso opposto di marcia.

12. È vietato il sorpasso in prossimità o in corrispondenza delle intersezioni. Esso è, però, consentito:

a) quando il conducente del veicolo che si vuole sorpassare abbia segnalato che intende svoltare a sinistra e abbia iniziato detta manovra;

b) quando avvenga su strada a precedenza, purché a due carreggiate separate o a senso unico o ad almeno due corsie con lo stesso senso di marcia e le corsie siano delimitate dall'apposita segnaletica orizzontale;

c) quando il veicolo che si sorpassa è a due ruote non a motore, sempre che non sia necessario spostarsi sulla parte della carreggiata destinata al senso opposto di marcia;

d) quando la circolazione sia regolata da semafori o da agenti del traffico.

13. È vietato il sorpasso in prossimità o in corrispondenza dei passaggi a livello senza barriere, salvo che la circolazione stradale sia regolata da semafori, nonché il sorpasso di un veicolo che si sia arrestato o abbia rallentato in corrispondenza di un attraversamento pedonale per consentire ai pedoni di attraversare la carreggiata.

14. È vietato il sorpasso ai conducenti di veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 t, oltre che nei casi sopraprevisti, anche nelle strade o tratti di esse in cui il divieto sia imposto dall'apposito segnale.

15. Chiunque sorpassa a destra, eccetto i casi in cui ciò sia consentito, ovvero compia un sorpasso senza osservare le disposizioni dei commi 2, 3 e 8 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 74,00 a Euro 299,00. Alla stessa sanzione soggiace chi viola le disposizioni di cui ai commi 4, 5 e 7. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma 3 per almeno due volte, all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (2).

16. Chiunque non osservi i divieti di sorpasso posti dai commi 9, 10, 11, 12 e 13 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 144,00 a Euro 576,00. Quando non si osservi il divieto di sorpasso di cui al comma 14, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da Euro 295,00 a Euro 1. 179,00. Dalle violazioni di cui al presente comma consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. Quando si tratti del divieto di cui al comma 14, la sospensione della patente è da due a sei mesi. Se le violazioni sono commesse da un conducente in possesso della patente di guida da meno di tre anni, la sospensione della stessa è da tre a sei mesi (2).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 74 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma così modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Sanzione aggiornata dal D.M. 29 dicembre 2006 e dal D.M. 17 dicembre 2008, come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Condotta di veicoli sorpasso

Se il tratto di strada sul quale è avvenuto il sinistro non é percorribile su file parallele, non è conforme al rispetto dell'art. 148 c. strad. la condotta di guida del motociclista, che effettua una manovra di sorpasso mentre il veicolo sorpassando sta per svoltare a sinistra; mentre, il conducente di quest'ultimo, non risultando che si sia assicurato di poter effettuare la detta manovra senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada, tenendo conto della posizione, distanza, direzione di essi (cfr. n. 1 art.154 c.strad.), concorre, così, anch'egli nella causazione del sinistro e il concorso di colpa deve valutarsi nella misura dei 70% a carico del motociclista, ponendo il residuo 30% a carico dell'automobilista. (Giudice di pace Bari sez. II 21 dicembre 2009 n. 9223).


 

 

Art. 149

Distanza di sicurezza tra veicoli.

1. Durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l'arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono.

2. Fuori dei centri abitati, quando sia stabilito un divieto di sorpasso solo per alcune categorie di veicoli, tra tali veicoli deve essere mantenuta una distanza non inferiore a 100 m. Questa disposizione non si osserva nei tratti di strada con due o più corsie per senso di marcia.

3. Quando siano in azione macchine sgombraneve o spargitrici, i veicoli devono procedere con la massima cautela. La distanza di sicurezza rispetto a tali macchine non deve essere comunque inferiore a 20 m. I veicoli che procedono in senso opposto sono tenuti, se necessario, ad arrestarsi al fine di non intralciarne il lavoro.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1).

5. Quando dall'inosservanza delle disposizioni di cui al presente articolo deriva una collisione con grave danno ai veicoli e tale da determinare l'applicazione della revisione di cui all'art. 80, comma 7, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00. Ove il medesimo soggetto, in un periodo di due anni, sia incorso per almeno due volte in una delle violazioni di cui al presente comma, all'ultima violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (1).

6. Se dalla collisione derivano lesioni gravi alle persone, il conducente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00, salva l'applicazione delle sanzioni penali per i delitti di lesioni colpose o di omicidio colposo. Si applicano le disposizioni del capo II, sezioni I e II, del titolo VI (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Scontro di veicoli presunzione di colpa e prova liberatoria tamponamento

In caso di tamponamento a seguito del quale un veicolo urta quello che lo precede, si applica la presunzione di esclusiva responsabilità del tamponante per l'inosservanza della distanza di sicurezza tra autoveicoli, detta distanza deve essere mantenuta allo scopo di garantire l'arresto tempestivo del veicolo evitando così eventuali rischi di collisione con i veicoli che precedono. Detta norma prevale sulla presunzione di colpa nello scontro tra veicoli in base alla quale, sino a prova contraria, si presume che ciascuno dei conducenti abbia concorso in eguale misura a provocare il sinistro. (Tribunale  Nola sez. II 13 agosto 2010).

Sul danneggiato che agisca ai sensi dell'art. 19, comma 1, lett. a) della legge n. 990 del 1969, per ottenere il risarcimento dei danni subiti in occasione di un sinistro stradale cagionato da un veicolo il cui conducente sia rimasto sconosciuto, incombe, comunque, l'onere della prova, rigoroso, circa il profilo di dolo o colpa rinvenibile nella condotta dell'ignoto conducente. La disciplina di cui alla normativa de qua, infatti, trova il suo fondamento, nella responsabilità aquilana dettata in tema di circolazione dei veicoli, con la conseguenza che, lungi dal sostituire o rimpiazzare la tutela ivi prevista, ne ricalca i presupposti, rendendo applicabili, da un lato, le presunzioni di cui all'art. 2054 c.c., e rimanendo ancorata, dall'altro, al rigoroso accertamento dell'elemento soggettivo ispirante l'altrui condotta, al fine preciso di escludere l'attribuzione di un risarcimento che prescinda da valutazioni inerenti la colpa del danneggiante. (Trib. Potenza, 20 luglio 2010).

Le dichiarazioni confessorie rese dal presunto responsabile, siano o meno contenute nel cosiddetto CID non rilevano nel giudizio instaurato ai sensi dell’art. 18 della legge n. 990 del 196: non è infatti possibile, in base ad esse, pervenirsi a decisioni differenziate, in ordine ai rapporti tra responsabile e danneggiato, da un lato, e danneggiato ed assicuratore dall’altro. In particolare, precisato che dichiarazioni confessorie sono solo quelle in cui siano ammessi fatti che, “valutati alla stregua delle regole in materia”, possano portare alla condanna del soggetto che le ha rese (e non quindi le mere assunzioni di responsabilità o di colpa), l’eventuale confessione, contenuta nel modulo di constatazione amichevole del sinistro sottoscritto dal responsabile del danno proprietario del veicolo assicurato e - come tale - litisconsorte necessario, non ha valore di piena prova nemmeno nei confronti del confitente, ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice, in applicazione della regola racchiusa nell’art. 2733, terzo comma, c.c., secondo cui, in caso di litisconsorzio necessario, la capacità probatoria della confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorti è, per l’appunto, affidata alla prudente valutazione del giudice. In base al disposto dell’art. 149, comma 1, C.d.S. (T.U. del d.l. 30 aprile 1992, n. 285), sostanzialmente riproduttivo dell’art. 107 C.d.S. previgente, il conducente deve essere in grado di garantire in ogni caso l’arresto tempestivo del mezzo, evitando collisioni con il veicolo che precede, per cui l’avvenuta collisione pone a suo carico una presunzione de facto di inosservanza della distanza di sicurezza, con conseguente inapplicabilità della presunzione di pari colpa di cui all’art. 2054, comma secondo, c.c., e onere del guidatore di dimostrare che il mancato, tempestivo arresto del mezzo e il successivo impatto sono stati determinati da cause in tutto o in parte a lui non imputabili. (Cassazione civile sez. III 13 luglio 2010 n. 16376).

In tema di tamponamento a catena sull'autostrada, spetta al conducente dimostrare che il mancato tempestivo arresto del veicolo e la collisione sono stati provocati dalla presenza di una chiazza di gasolio sull'asfalto; l'incidente, infatti, pone a carico dell'automobilista una presunzione "de facto" di inosservanza della distanza di sicurezza, escludendo, pertanto, l'applicazione della presunzione di pari colpa di cui dell'art. 2054 c. c. (Cassazione civile  sez. III 31 marzo 2010 n. 7804).

 

Condotta di veicoli in genere

L'obbligo di mantenere la distanza di sicurezza, di cui all'art. 149 C.d.S., è finalizzato ad evitare tamponamenti ed urti con altre parti degli altri veicoli, e non ad evitare gli ostacoli che si possono improvvisamente parare davanti all'automobilista durante la guida, alla cui prevenzione invece sono dettate le regole cautelari riguardanti la velocità e l'attenzione alla presenza di eventuali ostacoli sempre possibili lungo i tragitti stradali. (Fattispecie di omicidio colposo causato dal tamponamento di un auto in panne da parte di un altro veicolo che seguiva, nella quale è stata esclusa la responsabilità del conducente di quest'ultimo, in quanto viaggiava ad una velocità inferiore al limite previsto e la visuale della carreggiata era impedita dalla presenza di altra autovettura, tenuto conto dell'ora notturna e dell'assenza di illuminazione stradale). Rigetta, App. Lecce, 10 marzo 2008. (Cassazione penale sez. IV 02 aprile 2010 n. 19635).

 

Distanza di sicurezza tra veicoli

La ratio del dell'art. 149 comma 1 c. strad. è quella di prevenire, attraverso l'imposizione dell'obbligo di osservare una adeguata distanza rispetto al veicolo che precede, qualsiasi ostacolo o pericolo che risulti in qualsiasi modo ricollegabile (direttamente o indirettamente) alla circolazione del veicolo che precede, commisurata secondo le previsioni dell'art. 348 Reg. Att. c. strad.(nella specie, il sinistro avveniva fra un motociclo, che percorreva la corsia destra e seguiva un'autovettura intenta nella svolta a destra). (Giudice di pace  Bari  sez. VI 29 gennaio 2010 n. 852).

 

Assicurazione della responsabilità civile circolazione stradale risarcimento del danno, rivalsa e azione di regresso

Il nuovo codice delle assicurazioni, secondo il disposto di cui all'art. 149, comma 6, fa derivare in favore del danneggiato la "facoltà alternativa" di esercitare l'azione diretta contro 1'impresa di assicurazione del responsabile civile oppure contro l'impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato, atteso che il legislatore, se avesse voluto indicare una attività "come esclusiva" avrebbe potuto utilizzare, in luogo della forma verbale "può", altri termini ben più pregnanti (ad es. "deve", oppure "è obbligato"), conformemente all'interpretazione offerta dalla sentenza n. 180 del 2009 della Corte costituzionale, e a prescindere dall'avvenuta, o meno, collisione tra i veicoli. (Giudice di pace Bari sez. II 21 dicembre 2009 n. 9223).


 

 

Art. 150

Incrocio tra veicoli nei passaggi ingombrati o su strade di montagna.

1. Quando l'incrocio non sia possibile a causa di lavori, veicoli fermi o altri ostacoli, il conducente, il cui senso di marcia è ostacolato e non può tenersi vicino al margine destro della carreggiata, deve arrestarsi per lasciar passare i veicoli che provengono in senso inverso.

2. Sulle strade di montagna o comunque a forte pendenza, se l'incrocio con altri veicoli è malagevole o impossibile, il conducente che procede in discesa deve arrestarsi e accostarsi quanto più possibile al margine destro della carreggiata o spostarsi sulla piazzola, ove esista. Tuttavia, se il conducente che procede in salita dispone di una piazzola deve arrestarsi su di essa, se la strada è tanto stretta da rendere altrimenti necessaria la manovra di retromarcia.

3. Quando la manovra di retromarcia si rende necessaria, i complessi di veicoli hanno la precedenza rispetto agli altri veicoli; i veicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t rispetto a quelli di massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 t; gli autobus rispetto agli autocarri. Se si tratta di veicoli appartenenti entrambi alla medesima categoria tra quelle suddette, la retromarcia deve essere eseguita dal conducente del veicolo che procede in discesa, a meno che non sia manifestamente più agevole per il conducente del veicolo che procede in salita, in particolare se quest'ultimo si trovi in prossimità di una piazzola.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1).

5. Alla violazione delle disposizioni del presente articolo si applica l'art. 149, commi 5 e 6.

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 151

Definizioni relative alle segnalazioni visive e all'illuminazione dei veicoli a motore e dei rimorchi (1).

1. Ai fini del presente titolo si intende per:

a) proiettore di profondità: il dispositivo che serve ad illuminare in profondità la strada antistante il veicolo;

b) proiettore anabbagliante: il dispositivo che serve ad illuminare la strada antistante il veicolo senza abbagliare;

c) proiettore fendinebbia anteriore: il dispositivo che serve a migliorare l'illuminazione della strada in caso di nebbia, caduta di neve, pioggia o nubi di polvere;

d) proiettore di retromarcia: il dispositivo che serve ad illuminare la strada retrostante al veicolo e ad avvertire gli altri utenti della strada che il veicolo effettua o sta per effettuare la retromarcia;

e) indicatore luminoso di direzione a luci intermittenti: il dispositivo che serve a segnalare agli altri utenti della strada che il conducente intende cambiare direzione verso destra o verso sinistra;

f) segnalazione luminosa di pericolo: il funzionamento simultaneo di tutti gli indicatori luminosi di direzione;

g) dispositivo d'illuminazione della targa posteriore: il dispositivo che serve ad illuminare la targa posteriore;

h) luci di posizione anteriore, posteriore e laterale: i dispositivi che servono a segnalare contemporaneamente la presenza e la larghezza del veicolo viste dalla parte anteriore, posteriore e laterale (2);

i) luce posteriore per nebbia: il dispositivo singolo o doppio che serve a rendere più visibile il veicolo dalla parte posteriore in caso di forte nebbia, di pioggia intensa o di fitta nevicata in atto;

l) luce di sosta: il dispositivo che serve a segnalare la presenza di un veicolo in sosta in un centro abitato. In tal caso sostituisce le luci di posizione;

m) luce d'ingombro: il dispositivo destinato a completare le luci di posizione del veicolo, per segnalare le particolari dimensioni del suo ingombro;

n) luce di arresto: il dispositivo che serve ad indicare agli altri utenti che il conducente aziona il freno di servizio;

o) catadiottro: il dispositivo a luce riflessa destinato a segnalare la presenza del veicolo;

p) pannello retroriflettente e fluorescente: il dispositivo a luce retro-riflessa e fluorescente destinato a segnalare particolari categorie di veicoli (2);

p-bis) strisce retroriflettenti: il dispositivo a luce riflessa destinato a segnalare particolari categorie di veicoli (3);

p-ter) luci di marcia diurna: il dispositivo rivolto verso l'avanti destinato a rendere più facilmente visibile un veicolo durante la circolazione diurna (3);

p-quater) luci d'angolo: le luci usate per fornire illuminazione supplementare a quella parte della strada situata in prossimità dell'angolo anteriore del veicolo dal lato presso il quale esso è in procinto di curvare (3);

p-quinquies) proiettore di svolta: una funzione di illuminazione destinata a fornire una migliore illuminazione in curva, che può essere espletata per mezzo di dispositivi aggiuntivi o mediante modificazione della distribuzione luminosa del proiettore anabbagliante (3);

p-sexies) segnalazione visiva a luce lampeggiante blu: il dispositivo supplementare installato sui motoveicoli e sugli autoveicoli di cui all'articolo 177 (3);

p-septies) segnalazione visiva a luce lampeggiante gialla o arancione: il dispositivo supplementare installato sui veicoli eccezionali o per trasporti in condizioni di eccezionalità, sui mezzi d'opera, sui veicoli adibiti alla rimozione o al soccorso, sui veicoli utilizzati per la raccolta di rifiuti solidi urbani, per la pulizia della strada e la manutenzione della strada, sulle macchine agricole ovvero operatrici, sui veicoli impiegati in servizio di scorta tecnica (3).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 75 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Lettera sostituita dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Lettera aggiunta dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

 

Art. 152

(Segnalazione visiva e illuminazione dei veicoli). (1)(2).

1. I veicoli a motore durante la marcia fuori dei centri abitati ed i ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli, quali definiti rispettivamente dall'articolo 1, paragrafo 2, lettere a), b) e c), e paragrafo 3, lettera b), della direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002, anche durante la marcia nei centri abitati, hanno l'obbligo di usare le luci di posizione, i proiettori anabbaglianti e, se prescritte, le luci della targa e le luci d'ingombro. Fuori dei casi indicati dall'articolo 153, comma 1, in luogo dei dispositivi di cui al periodo precedente possono essere utilizzate, se il veicolo ne è dotato, le luci di marcia diurna.

Fanno eccezione all'obbligo di uso dei predetti dispositivi i veicoli di interesse storico e collezionistico.

2. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 155.

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 76 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360, dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, dall'articolo 11 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, dall'articolo 1 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121, dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e sostituito dall’articolo 26, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 153

Uso dei dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione dei veicoli a motore e dei rimorchi (1).

1. Da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere ed anche di giorno nelle gallerie, in caso di nebbia, di caduta di neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità, durante la marcia dei veicoli a motore e dei veicoli trainati, si devono tenere accese le luci di posizione, le luci della targa e, se prescritte, le luci di ingombro. In aggiunta a tali luci, sui veicoli a motore, si devono tenere accesi anche i proiettori anabbaglianti. Salvo quanto previsto dal comma 3 i proiettori di profondità possono essere utilizzati fuori dei centri abitati quando l'illuminazione esterna manchi o sia insufficiente. Peraltro, durante le brevi interruzioni della marcia connesse con le esigenze della circolazione, devono essere usati i proiettori anabbaglianti (2).

2. I proiettori di profondità non devono essere usati fuori dei casi rispettivamente previsti nel comma 1. Di giorno, in caso di nebbia, fumo, foschia, nevicata in atto, pioggia intensa, i proiettori anabbaglianti e quelli di profondità possono essere sostituiti da proiettori fendinebbia anteriori. Inoltre sui veicoli che trasportano feriti o ammalati gravi si devono tenere accesi i proiettori anabbaglianti di giorno in ogni caso e nelle ore e nei casi indicati dal comma 1, nei centri abitati anche se l'illuminazione pubblica sia sufficiente (3).

3. I conducenti devono spegnere i proiettori di profondità passando a quelli anabbaglianti nei seguenti casi:

a) quando stanno per incrociare altri veicoli, effettuando la commutazione delle luci alla distanza necessaria affinché i conducenti dei veicoli incrociati possano continuare la loro marcia agevolmente e senza pericolo;

b) quando seguono altro veicolo a breve distanza, salvo che l'uso dei proiettori di profondità avvenga brevemente in modo intermittente per segnalare al veicolo che precede l'intenzione di sorpassare;

c) in qualsiasi altra circostanza se vi sia pericolo di abbagliare gli altri utenti della strada ovvero i conducenti dei veicoli circolanti su binari, su corsi d'acqua o su altre strade contigue.

4. È consentito l'uso intermittente dei proiettori di profondità per dare avvertimenti utili al fine di evitare incidenti e per segnalare al veicolo che precede l'intenzione di sorpassare. Tale uso è consentito durante la circolazione notturna e diurna e, in deroga al comma 1, anche all'interno dei centri abitati (3).

5. Nei casi indicati dal comma 1, ad eccezione dei velocipedi e dei ciclomotori a due ruote e dei motocicli, l'uso dei dispositivi di segnalazione visiva è obbligatorio anche durante la fermata o la sosta, a meno che il veicolo sia reso pienamente visibile dall'illuminazione pubblica o venga collocato fuori dalla carreggiata. Tale obbligo sussiste anche se il veicolo si trova sulle corsie di emergenza (3).

6. Nei centri abitati e nelle ore e nei casi indicati nel comma 1, durante la sosta al margine della carreggiata, i veicoli a motore, e loro rimorchi se agganciati, aventi lunghezza non superiore a 6 m e larghezza non superiore a 2 m possono essere segnalati, utilizzando in luogo delle luci di posizione, le luci di sosta poste dalla parte del traffico (3).

7. I conducenti dei veicoli a motore devono azionare la segnalazione luminosa di pericolo:

a) nei casi di ingombro della carreggiata;

b) durante il tempo necessario a collocare e riprendere il segnale mobile di pericolo ove questo sia necessario;

c) quando per avaria il veicolo è costretto a procedere a velocità particolarmente ridotta;

d) quando si verifichino improvvisi rallentamenti o incolonnamenti;

e) in tutti i casi in cui la fermata di emergenza costituisce pericolo anche momentaneo per gli altri utenti della strada.

8. In caso di nebbia con visibilità inferiore a 50 m, di pioggia intensa o di fitta nevicata in atto deve essere usata la luce posteriore per nebbia, qualora il veicolo ne sia dotato.

9. È vietato l'uso di dispositivi o di altre fonti luminose diversi da quelli indicati nell'art. 151.

10. Chiunque viola la disposizione del comma 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (4).

11. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo ovvero usa impropriamente i dispositivi di segnalazione luminosa è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (4).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 77 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma modificato dall'articolo 12 del D.Lgs 15 gennaio 2002, n. 9, successivamente abrogato dall'articolo 1 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121 ed infine sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Veicoli segnalazioni visive e illuminazione

L'art. 153, comma 2, c. strad., nel consentire al conducente di un veicolo a motore, ricorrendo le condizioni ivi indicate, l'utilizzo, di giorno, dei proiettori fendinebbia anteriori al posto di quelli anabbaglianti e di profondità, nulla dispone in ordine all'uso dei suddetti fendinebbia in orario notturno, ossia da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere; ne consegue che in tale periodo - disciplinato dal comma 1 del medesimo art. 153, che non contiene alcuna esclusione di uso dei fari antinebbia - deve ritenersi consentito l'uso dei medesimi unitamente ai proiettori anabbaglianti. (Cassazione civile sez. II 15 gennaio 2010 n. 534).


 

 

Art. 154

Cambiamento di direzione o di corsia o altre manovre.

1. I conducenti che intendono eseguire una manovra per immettersi nel flusso della circolazione, per cambiare direzione o corsia, per invertire il senso di marcia, per fare retromarcia, per voltare a destra o a sinistra, per impegnare un'altra strada, o per immettersi in un luogo non soggetto a pubblico passaggio, ovvero per fermarsi, devono:

a) assicurarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada, tenendo conto della posizione, distanza, direzione di essi;

b) segnalare con sufficiente anticipo la loro intenzione.

2. Le segnalazioni delle manovre devono essere effettuate servendosi degli appositi indicatori luminosi di direzione. Tali segnalazioni devono continuare per tutta la durata della manovra e devono cessare allorché essa è stata completata. Con gli stessi dispositivi deve essere segnalata anche l'intenzione di rallentare per fermarsi. Quando i detti dispositivi manchino, il conducente deve effettuare le segnalazioni a mano, alzando verticalmente il braccio qualora intenda fermarsi e sporgendo, lateralmente, il braccio destro o quello sinistro, qualora intenda voltare (1).

3. I conducenti devono, altresì:

a) per voltare a destra, tenersi il più vicino possibile al margine destro della carreggiata;

b) per voltare a sinistra, anche per immettersi in luogo non soggetto a pubblico passaggio, accostarsi il più possibile all'asse della carreggiata e, qualora si tratti di intersezione, eseguire la svolta in prossimità del centro della intersezione e a sinistra di questo, salvo diversa segnalazione, ovvero quando si trovino su una carreggiata a senso unico di circolazione, tenersi il più possibile sul margine sinistro della carreggiata. In entrambi i casi i conducenti non devono imboccare l'altra strada contromano e devono usare la massima prudenza;

c) nelle manovre di retromarcia e di immissione nel flusso della circolazione, dare la precedenza ai veicoli in marcia normale.

4. È vietato usare impropriamente le segnalazioni di cambiamento di direzione.

5. Nell'esecuzione delle manovre i conducenti non devono eseguire brusche frenate o rallentare improvvisamente.

6. L'inversione del senso di marcia è vietata in prossimità o in corrispondenza delle intersezioni, delle curve e dei dossi.

7. Chiunque viola la disposizione del comma 6 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (2).

8. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (2).

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 78 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 155

Limitazione dei rumori.

1. Durante la circolazione si devono evitare rumori molesti causati sia dal modo di guidare i veicoli, specialmente se a motore, sia dal modo in cui è sistemato il carico e sia da altri atti connessi con la circolazione stessa.

2. Il dispositivo silenziatore, qualora prescritto, deve essere tenuto in buone condizioni di efficienza e non deve essere alterato.

3. Nell'usare apparecchi radiofonici o di riproduzione sonora a bordo dei veicoli non si devono superare i limiti sonori massimi di accettabilità fissati dal regolamento.

4. I dispositivi di allarme acustico antifurto installati sui veicoli devono limitare l'emissione sonora ai tempi massimi previsti dal regolamento e, in ogni caso, non devono superare i limiti massimi di esposizione al rumore fissati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 marzo 1991 (1).

5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (2).

 

(1) Comma modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 79 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 , la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 156

Uso dei dispositivi di segnalazione acustica.

1. Il dispositivo di segnalazione acustica deve essere usato con la massima moderazione e solamente ai fini della sicurezza stradale. La segnalazione deve essere la più breve possibile.

2. Fuori dei centri abitati l'uso del dispositivo di segnalazione acustica è consentito ogni qualvolta le condizioni ambientali o del traffico lo richiedano al fine di evitare incidenti, in particolare durante le manovre di sorpasso. Durante le ore notturne ovvero di giorno, se ne ricorre la necessità, il segnale acustico può essere sostituito da segnali luminosi a breve intermittenza mediante i proiettori di profondità, nei casi in cui ciò non sia vietato.

3. Nei centri abitati le segnalazioni acustiche sono vietate, salvo i casi di effettivo e immediato pericolo. Nelle ore notturne, in luogo delle segnalazioni acustiche, è consentito l'uso dei proiettori di profondità a breve intermittenza.

4. In caso di necessità, i conducenti dei veicoli che trasportano feriti o ammalati gravi sono esentati dall'obbligo di osservare divieti e limitazioni sull'uso dei dispositivi di segnalazione acustica.

5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 157

Arresto, fermata e sosta dei veicoli.

1. Agli effetti delle presenti norme:

a) per arresto si intende l'interruzione della marcia del veicolo dovuta ad esigenze della circolazione;

b) per fermata si intende la temporanea sospensione della marcia anche se in area ove non sia ammessa la sosta, per consentire la salita o la discesa delle persone, ovvero per altre esigenze di brevissima durata. Durante la fermata, che non deve comunque arrecare intralcio alla circolazione, il conducente deve essere presente e pronto a riprendere la marcia;

c) per sosta si intende la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente;

d) per sosta di emergenza si intende l'interruzione della marcia nel caso in cui il veicolo è inutilizzabile per avaria ovvero deve arrestarsi per malessere fisico del conducente o di un passeggero.

2. Salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto dal comma 4, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro. Durante la sosta, il veicolo deve avere il motore spento (1).

3. Fuori dei centri abitati, i veicoli in sosta o in fermata devono essere collocati fuori della carreggiata, ma non sulle piste per velocipedi né, salvo che sia appositamente segnalato, sulle banchine. In caso di impossibilità, la fermata e la sosta devono essere effettuate il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Sulle carreggiate delle strade con precedenza la sosta è vietata.

4. Nelle strade urbane a senso unico di marcia la sosta è consentita anche lungo il margine sinistro della carreggiata, purché rimanga spazio sufficiente al transito almeno di una fila di veicoli e comunque non inferiore a tre metri di larghezza.

5. Nelle zone di sosta all'uopo predisposte i veicoli devono essere collocati nel modo prescritto dalla segnaletica.

6. Nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l'orario in cui la sosta ha avuto inizio. Ove esiste il dispositivo di controllo della durata della sosta è fatto obbligo di porlo in funzione.

7. È fatto divieto a chiunque di aprire le porte di un veicolo, di discendere dallo stesso, nonché di lasciare aperte le porte, senza essersi assicurato che ciò non costituisca pericolo o intralcio per gli altri utenti della strada.

7-bis. È fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta [o la fermata] del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l'impianto di condizionamento d'aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 200 a euro 400 (2).

8. Fatto salvo quanto disposto dal comma 7-bis, chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (3) (4).

 

(1) Comma così modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(2) Comma inserito dall'articolo 3-bis del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e modificato dall’articolo 27, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 e con D.M. 29 dicembre 2006 , la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto. La sanzione prevista dal presente comma è esclusa dall'adeguamento previsto dal D.M. 17 dicembre 2008 , ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 dello stesso decreto.

(4) Comma modificato dall'articolo 3-bis del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Omicidio e lesioni personali colpose

Il proprietario di una vettura parcheggiata in secondo fila con lo sportello aperto risponde a titolo di concorso di colpa per la morte di un motociclistica che, urtando contro la macchina, rovina a terra. (Cassazione penale sez. III 11 novembre 2010 n. 42498).

 

Sanzioni amministrative

A termini dell'art. 157, comma 1, lett. a), c. strad., il requisito della presenza del conducente, pronto a riprendere la marcia, è essenziale per la configurabilità della fermata. Avendo le testimoni escusse (rispettivamente: moglie e figlia dell'opponente, quest'ultima vittima del malore improvviso) dichiarato di trovarsi entrambe a bordo dell'autovettura condotta dal ricorrente, senza altri trasportati, e che i tre occupanti dell'autovettura - compreso, quindi, il conducente e odierno ricorrente - sono entrati tutti insieme all'interno del bar ove alla minore è stata somministrata una bevanda composta da acqua e zucchero, va escluso che si sia trattato di fermata. (Giudice di pace Bari sez. VI 18 ottobre 2010 n. 7933).


 

 

Art. 158

Divieto di fermata e di sosta dei veicoli (1).

1. La fermata e la sosta sono vietate:

a) in corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari di linee ferroviarie o tranviarie o così vicino ad essi da intralciarne la marcia;

b) nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e i portici, salvo diversa segnalazione;

c) sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità;

d) in prossimità e in corrispondenza di segnali stradali verticali e semaforici in modo da occultarne la vista, nonché in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;

e) fuori dei centri abitati, sulla corrispondenza e in prossimità delle aree di intersezione;

f) nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 m dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione;

g) sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime (2);

h) sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.

2. La sosta di un veicolo è inoltre vietata:

a) allo sbocco dei passi carrabili;

b) dovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento di veicoli in sosta;

c) in seconda fila, salvo che si tratti di veicoli a due ruote, due ciclomotori a due ruote o due motocicli;

d) negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 m, nonché negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza;

e) sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite;

f) sulle banchine, salvo diversa segnalazione;

g) negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide di cui all'art. 188 e in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli;

h) nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici;

i) nelle aree pedonali urbane;

l) nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati;

m) negli spazi asserviti ad impianti o attrezzature destinate a servizi di emergenza o di igiene pubblica indicati dalla apposita segnaletica;

n) davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani o contenitori analoghi;

o) limitatamente alle ore di esercizio, in corrispondenza dei distributori di carburante ubicati sulla sede stradale ed in loro prossimità sino a 5 m prima e dopo le installazioni destinate all'erogazione.

3. Nei centri abitati è vietata la sosta dei rimorchi quando siano staccati dal veicolo trainante, salvo diversa segnalazione.

4. Durante la sosta e la fermata il conducente deve adottare le opportune cautele atte a evitare incidenti ed impedire l'uso del veicolo senza il suo consenso.

5. Chiunque viola le disposizioni del comma 1 e delle lettere d), g) e h) del comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 155 per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da euro 78 a euro 311 per i restanti veicoli (3)(5).

6. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 23 a euro 92 per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da euro 38 a euro 155 per i restanti veicoli (4)(6).

7. Le sanzioni di cui al presente articolo si applicano per ciascun giorno di calendario per il quale si protrae la violazione.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 80 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Così corretto in Gazz. Uff. 9 febbraio 1993, n. 32.

(3) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e dall’articolo 27, comma 2, lettera a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(6) Comma modificato dall’articolo 27, comma 2, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Sanzioni amministrative

La violazione, quale quella contestata dell'art. 158, comma 1, comporta la contestuale applicazione dell'art. 159 c. strad., in virtù del quale gli organi di polizia dispongono la rimozione del veicolo nei casi di cui all'art. 158, commi 1, 2 e 3. Detta norma utilizzando il verbo "dispongono", non lascia alcun potere discrezionale all'agente operante allorquando lo stesso rileva la violazione di una delle fattispecie indicate dall'art. 158. Non essendo stata data applicazione anche alla successiva norma, senza alcuna giustificazione, appare confermata, quindi, la carenza di un elemento essenziale del verbale di contestazione in relazione alla fattispecie contestata ex art. 158, comma 1, con specifico riferimento alla mancata applicazione dell'art. 159, c. strad., traducendosi detta circostanza in una carenza di motivazione del verbale opposto. (Giudice di pace Bari 08 giugno 2010 n. 4911).


 

 

Art. 159

Rimozione e blocco dei veicoli (1).

1. Gli organi di polizia, di cui all'art. 12, dispongono la rimozione dei veicoli:

a) nelle strade e nei tratti di esse in cui con ordinanza dell'ente proprietario della strada sia stabilito che la sosta dei veicoli costituisce grave intralcio o pericolo per la circolazione stradale e il segnale di divieto di sosta sia integrato dall'apposito pannello aggiuntivo;

b) nei casi di cui agli articoli 157, comma 4 e 158, commi 1, 2 e 3;

c) in tutti gli altri casi in cui la sosta sia vietata e costituisca pericolo o grave intralcio alla circolazione;

d) quando il veicolo sia lasciato in sosta in violazione alle disposizioni emanate dall'ente proprietario della strada per motivi di manutenzione o pulizia delle strade e del relativo arredo.

2. Gli enti proprietari della strada sono autorizzati a concedere il servizio della rimozione dei veicoli stabilendone le modalità nel rispetto delle norme regolamentari. I veicoli adibiti alla rimozione devono avere le caratteristiche prescritte nel regolamento. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può provvedersi all'aggiornamento delle caratteristiche costruttive funzionali dei veicoli adibiti alla rimozione, in relazione ad esigenze determinate dall'evoluzione della tecnica di realizzazione dei veicoli o di sicurezza della circolazione (2).

3. In alternativa alla rimozione è consentito, anche previo spostamento del veicolo, il blocco dello stesso con attrezzo a chiave applicato alle ruote, senza onere di custodia, le cui caratteristiche tecniche e modalità di applicazione saranno stabilite nel regolamento. L'applicazione di detto attrezzo non è consentita ogni qual volta il veicolo in posizione irregolare costituisca intralcio o pericolo alla circolazione.

4. La rimozione dei veicoli o il blocco degli stessi costituiscono sanzione amministrativa accessoria alle sanzioni amministrative pecuniarie previste per la violazione dei comportamenti di cui al comma 1, ai sensi delle norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

5. Gli organi di polizia possono, altresì, procedere alla rimozione dei veicoli in sosta, ove per il loro stato o per altro fondato motivo si possa ritenere che siano stati abbandonati. Alla rimozione può provvedere anche l'ente proprietario della strada, sentiti preventivamente gli organi di polizia. Si applica in tal caso l'art. 15 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915.

5-bis. Nelle aree portuali e marittime come definite dalla legge 28 gennaio 1994, n. 84 , è autorizzato il sequestro conservativo degli automezzi in sosta vietata che ostacolano la regolare circolazione viaria e ferroviaria o l'operatività delle strutture portuali (3).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 81 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) Comma aggiunto dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

 

Art. 160

Sosta degli animali.

1. Salvo quanto disposto nell'art. 672 del codice penale, nei centri urbani il conducente deve vigilare affinché gli animali in sosta, con o senza attacco, a lui affidati, siano sempre perfettamente assicurati mediante appositi dispositivi o sostegni fissi e legati in modo tale da non arrecare intralcio o pericolo alla circolazione dei veicoli e dei pedoni. Durante le ore notturne gli animali potranno sostare soltanto in luoghi sufficientemente illuminati. Fuori dei centri abitati è vietata la sosta degli animali sulla carreggiata.

2. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 161

Ingombro della carreggiata.

1. Nel caso di ingombro della carreggiata per avaria del veicolo, per caduta del carico o per qualsiasi altra causa, il conducente, al fine di evitare ogni pericolo per il traffico sopraggiungente, deve sollecitamente rendere libero per quanto possibile il transito provvedendo a rimuovere l'ingombro e a spingere il veicolo fuori della carreggiata o, se ciò non è possibile, a collocarlo sul margine destro della carreggiata e parallelamente all'asse di essa.

2. Chiunque non abbia potuto evitare la caduta o lo spargimento di materie viscide, infiammabili o comunque atte a creare pericolo o intralcio alla circolazione deve provvedere immediatamente ad adottare le cautele necessarie per rendere sicura la circolazione e libero il transito.

3. Nei casi previsti dal presente articolo, l'utente deve provvedere a segnalare il pericolo o l'intralcio agli utenti mediante il segnale di cui all'art. 162 o in mancanza con altri mezzi idonei, nonché informare l'ente proprietario della strada od un organo di polizia.

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 , la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 162

Segnalazione di veicolo fermo (1).

1. Fatti salvi gli obblighi di cui all'art. 152, fuori dei centri abitati i veicoli, esclusi i velocipedi, i ciclomotori a due ruote e i motocicli, che per qualsiasi motivo siano fermi sulla carreggiata, di notte quando manchino o siano inefficienti le luci posteriori di posizione o di emergenza e, in ogni caso, anche di giorno, quando non possono essere scorti a sufficiente distanza da coloro che sopraggiungono da tergo, devono essere presegnalati con il segnale mobile di pericolo, di cui i veicoli devono essere dotati. Il segnale deve essere collocato alla distanza prevista dal regolamento.

2. Il segnale mobile di pericolo è di forma triangolare, rivestito di materiale retroriflettente e munito di un apposito sostegno che ne consenta l'appoggio sul piano stradale in posizione pressoché verticale in modo da garantirne la visibilità.

3. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche e le modalità di approvazione del segnale. Il triangolo deve essere conforme al modello approvato e riportare gli estremi dell'approvazione.

4. Qualora il veicolo non sia dotato dell'apposito segnale mobile di pericolo, il conducente deve provvedere in altro modo a presegnalare efficacemente l'ostacolo.

4-bis. Nei casi indicati al comma 1 durante le operazioni di presegnalazione con il segnale mobile di pericolo devono essere utilizzati dispositivi retroriflettenti di protezione individuale per rendere visibile il soggetto che opera. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono stabilite le caratteristiche tecniche e le modalità di approvazione di tali dispositivi (2).

4-ter. A decorrere dal 1° aprile 2004, nei casi indicati al comma 1 è fatto divieto al conducente di scendere dal veicolo e circolare sulla strada senza avere indossato giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità. Tale obbligo sussiste anche se il veicolo si trova sulle corsie di emergenza o sulle piazzole di sosta. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro il 31 ottobre 2003, sono stabilite le caratteristiche dei giubbotti e delle bretelle (3).

5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (4).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 82 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma inserito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Comma inserito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente modificato dall'articolo 5 del D.L. 24 dicembre 2003, n. 355 convertito in legge.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 163

Convogli militari, cortei e simili.

1. È vietato interrompere convogli di veicoli militari, delle forze di polizia o di mezzi di soccorso segnalati come tali; è vietato altresì inserirsi tra i veicoli che compongono tali convogli.

2. È vietato interrompere colonne di truppe o di scolari, cortei e processioni.

3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 164

Sistemazione del carico sui veicoli (1).

1. Il carico dei veicoli deve essere sistemato in modo da evitare la caduta o la dispersione dello stesso; da non diminuire la visibilità al conducente né impedirgli la libertà dei movimenti nella guida; da non compromettere la stabilità del veicolo; da non mascherare dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva né le targhe di riconoscimento e i segnali fatti col braccio.

2. Il carico non deve superare i limiti di sagoma stabiliti dall'art. 61 e non può sporgere longitudinalmente dalla parte anteriore del veicolo; può sporgere longitudinalmente dalla parte posteriore, se costituito da cose indivisibili, fino ai 3/10 della lunghezza del veicolo stesso, purché nei limiti stabiliti dall'art. 61.

3. Fermi restando i limiti massimi di sagoma di cui all'art. 61, comma 1, possono essere trasportate cose che sporgono lateralmente fuori della sagoma del veicolo, purché la sporgenza da ciascuna parte non superi 30 cm di distanza dalle luci di posizione anteriori e posteriori. Pali, sbarre, lastre o carichi simili difficilmente percepibili, collocati orizzontalmente, non possono comunque sporgere lateralmente oltre la sagoma propria del veicolo.

4. Gli accessori mobili non devono sporgere nelle oscillazioni al di fuori della sagoma propria del veicolo e non devono strisciare sul terreno.

5. È vietato trasportare o trainare cose che striscino sul terreno, anche se in parte sostenute da ruote.

6. Se il carico sporge oltre la sagoma propria del veicolo, devono essere adottate tutte le cautele idonee ad evitare pericolo agli altri utenti della strada. In ogni caso la sporgenza longitudinale deve essere segnalata mediante uno o due speciali pannelli quadrangolari, rivestiti di materiale retroriflettente, posti alle estremità della sporgenza in modo da risultare costantemente normali all'asse del veicolo.

7. Nel regolamento sono stabilite le caratteristiche e le modalità di approvazione dei pannelli. Il pannello deve essere conforme al modello approvato e riportare gli estremi dell'approvazione.

8. Chiunque viola le disposizioni dei commi precedenti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (2).

9. Il veicolo non può proseguire il viaggio se il conducente non abbia provveduto a sistemare il carico secondo le modalità stabilite dal presente articolo. Perciò l'organo accertatore, nel caso che trattasi di veicolo a motore, oltre all'applicazione della sanzione di cui al comma 8, procede al ritiro immediato della carta di circolazione e della patente di guida, provvedendo con tutte le cautele che il veicolo sia condotto in luogo idoneo per la detta sistemazione; del ritiro è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. I documenti sono restituiti all'avente diritto allorché il carico sia stato sistemato in conformità delle presenti norme. Le modalità della restituzione sono fissate dal regolamento.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 83 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto. la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 165

Traino di veicoli in avaria.

1. Al di fuori dei casi previsti dall'art. 63, il traino, per incombente situazione di emergenza, di un veicolo da parte di un altro deve avvenire attraverso un solido collegamento tra i veicoli stessi, da effettuarsi mediante aggancio con fune, catena, cavo, barra rigida od altro analogo attrezzo, purché idoneamente segnalati in modo tale da essere avvistati e risultare chiaramente percepibili da parte degli altri utenti della strada.

2. Durante le operazioni di traino il veicolo trainato deve mantenere attivato il dispositivo luminoso a luce intermittente di cui all'art. 151, lettera f), oppure, in mancanza di tale segnalazione, mantenere esposto sul lato rivolto alla circolazione il pannello di cui all'art. 164, comma 6, ovvero il segnale mobile di cui all'art. 162. Il veicolo trainante, ove ne sia munito, deve mantenere attivato l'apposito dispositivo a luce gialla prescritto dal regolamento per i veicoli di soccorso stradale.

3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 166

Trasporto di cose su veicoli a trazione animale.

1. Sui veicoli a trazione animale il trasporto di cose non può superare la massa complessiva a pieno carico indicata nella targa (1).

2. Chiunque circola con un veicolo che supera la massa complessiva a pieno carico indicata nella targa, ove non ricorra alcuna delle ipotesi di violazione di cui all'art. 62, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (2).

 

(1) Così corretto in Gazz. Uff. , 9 febbraio 1993, n. 32 e Gazz. Uff. , 13 febbraio 1993, n. 36.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 167

Trasporti di cose su veicoli a motore e sui rimorchi (1).

1. I veicoli a motore ed i rimorchi non possono superare la massa complessiva indicata sulla carta di circolazione.

2. Chiunque circola con un veicolo la cui massa complessiva a pieno carico risulta essere superiore di oltre il cinque per cento a quella indicata nella carta di circolazione, quando detta massa è superiore a 10 t è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma:

a) da Euro 38,00 a Euro 155,00, se l'eccedenza non supera 1t (6);

b) da Euro 78,00 a Euro 311,00, se l'eccedenza non supera le 2 t (6);

c) da Euro 155 a Euro 624, se l'eccedenza non supera le 3 t (6);

d) da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00, se l'eccedenza supera le 3 t (2).

3. Per i veicoli di massa complessiva a pieno carico non superiore a 10 t, le sanzioni amministrative previste nel comma 2 sono applicabili allorché la eccedenza, superiore al cinque per cento, non superi rispettivamente il dieci, venti, trenta per cento, oppure superi il trenta per cento della massa complessiva.

4. Gli autoveicoli adibiti al trasporto di veicoli di cui all'art. 10, comma 3, lettera d), possono circolare con il loro carico soltanto sulle autostrade o sulle strade con carreggiata non inferiore a 6,50 m e con altezza libera delle opere di sottovia che garantisca un franco minimo rispetto all'intradosso delle opere d'arte non inferiore a 20 cm. I veicoli di cui all'art. 10, comma 3, lettere e) e g), possono circolare con il loro carico sulle strade che abbiano altezza libera delle opere di sottovia che garantisca un franco minimo rispetto all'intradosso delle opere d'arte non inferiore a 30 cm.

5. Chiunque circola con un autotreno o con un autoarticolato la cui massa complessiva a pieno carico risulti superiore di oltre il cinque per cento a quella indicata nella carta di circolazione è soggetto ad un'unica sanzione amministrativa uguale a quella prevista nel comma 2 (3).

6. La sanzione di cui al comma 5 si applica anche nell'ipotesi di eccedenze di massa di uno solo dei veicoli, anche se non ci sia eccedenza di massa nel complesso.

7. Chiunque circola in violazione delle disposizioni di cui al comma 4 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624, ferma restando la responsabilità civile di cui all'art. 2054 del codice civile (2).

8. Agli effetti delle sanzioni amministrative previste dal presente articolo le masse complessive a pieno carico indicate nelle carte di circolazione, nonché i valori numerici ottenuti mediante l'applicazione di qualsiasi percentuale, si devono considerare arrotondati ai cento chilogrammi superiori.

9. Le sanzioni amministrative previste nel presente articolo si applicano sia al conducente che al proprietario del veicolo, nonché al committente, quando si tratta di trasporto eseguito per suo conto esclusivo. L'intestatario della carta di circolazione del veicolo è tenuto a corrispondere agli enti proprietari delle strade percorse l'indennizzo di cui all'art. 10, comma 10, commisurato all'eccedenza rispetto ai limiti di massa di cui all'art. 62.

10. Quando è accertata una eccedenza di massa superiore al dieci per cento della massa complessiva a pieno carico indicata nella carta di circolazione, la continuazione del viaggio è subordinata alla riduzione del carico entro i limiti consentiti.

11. Le sanzioni amministrative previste nel presente articolo sono applicabili anche ai trasporti ed ai veicoli eccezionali, definiti all'art. 10, quando venga superata la massa complessiva massima indicata nell'autorizzazione, limitando in questo caso la franchigia del cinque per cento alle masse massime relative a quel veicolo, ai sensi dell'art. 62. La prosecuzione del viaggio è subordinata al rilascio di una nuova autorizzazione. La franchigia del cinque per cento è prevista anche per i trasporti eccezionali e in tale caso non decade la validità dell'autorizzazione (4).

12. Costituiscono fonti di prova per il controllo del carico le risultanze degli strumenti di pesa in regola con le verifiche di legge e di quelli in dotazione agli organi di polizia, nonché i documenti di accompagnamento previsti da disposizioni di legge. Le spese per l'accertamento sono a carico dei soggetti di cui al comma 9 in solido (5).

13. Ai veicoli immatricolati all'estero si applicano tutte le norme previste dal presente articolo.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 84 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002. con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) Così corretto in Gazz. Uff. , 13 febbraio 1993, n. 36.

(4) Comma modificato dall'articolo 28 della legge 7 dicembre 1999, n. 472.

(5) Così corretto in Gazz. Uff. , 9 febbraio 1993, n. 32.

(6) Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 168

Disciplina del trasporto su strada dei materiali pericolosi (1).

1. Ai fini del trasporto su strada sono considerati materiali pericolosi quelli appartenenti alle classi indicate negli allegati all'accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada di merci pericolose di cui alla legge 12 agosto 1962, n. 1839, e successive modificazioni e integrazioni.

2. La circolazione dei veicoli che trasportano merci pericolose ammesse al trasporto su strada, nonchè le prescrizioni relative all'etichettaggio, all'imballaggio, al carico, allo scarico ed allo stivaggio sui veicoli stradali è regolata dagli allegati all'accordo di cui al comma 1 recepiti nell'ordinamento in conformità alle norme vigenti (2).

3. Le merci pericolose, il cui trasporto internazionale su strada è ammesso dagli accordi internazionali, possono essere trasportate su strada, all'interno dello Stato, alle medesime condizioni stabilite per i predetti trasporti internazionali. Per le merci che presentino pericolo di esplosione e per i gas tossici resta salvo l'obbligo per gli interessati di munirsi delle licenze e dei permessi di trasporto qualora previsti dalle vigenti disposizioni.

4. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell'interno, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico, con decreti previamente notificati alla commissione europea ai fini dell'autorizzazione, può prescrivere, esclusivamente per motivi inerenti alla sicurezza durante il trasporto, disposizioni più rigorose per la disciplina del trasporto nazionale di merci pericolose effettuato da veicoli, purchè non relative alla costruzione degli stessi. Con decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell'interno, dello sviluppo economico e della salute, possono essere altresì classificate merci pericolose, ai fini del trasporto su strada, materie ed oggetti non compresi tra quelli di cui al comma 1, ma che siano ad essi assimilabili. Negli stessi decreti sono indicate le condizioni nel rispetto delle quali le singole merci elencate possono essere ammesse al trasporto; per le merci assimilabili può altresì essere imposto l'obbligo della autorizzazione del singolo trasporto, precisando l'autorità competente, nonchè i criteri e le modalità da seguire. (3).

4-bis. A condizione che non sia pregiudicata la sicurezza, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministeri dell'interno, della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, rilascia autorizzazioni individuali per operazioni di trasporto di merci pericolose sul territorio nazionale che sono proibite o effettuate in condizioni diverse da quelle stabilite dalle disposizioni di cui al comma 2. Le autorizzazioni sono definite e limitate nel tempo e possono essere concesse solo quando ricorrono particolari esigenze di ordine tecnico ovvero di tutela della sicurezza pubblica (4).

5. Per il trasporto delle materie fissili o radioattive si applicano le norme dell'art. 5 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860, modificato dall'art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1965, n. 1704, e successive modifiche.

6. A condizione che non sia pregiudicata la sicurezza e previa notifica alla Commissione europea, ai fini dell'autorizzazione, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministeri dell'interno, della salute, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico, può derogare le condizioni poste dalle norme di cui al comma 2 per:

a) il trasporto nazionale di piccole quantità di merce, purchè non relative a materie a media o alta radioattività;

b) merci pericolose destinate al trasporto locale su brevi distanze (5).

7. Chiunque circola con un veicolo o con un complesso di veicoli adibiti al trasporto di merci pericolose, la cui massa complessiva a pieno carico risulta superiore a quella indicata sulla carta di circolazione, è soggetto alle sanzioni amministrative previste nell'art. 167, comma 2, in misura doppia.

8. Chiunque trasporta merci pericolose senza regolare autorizzazione, quando sia prescritta, ovvero non rispetta le condizioni imposte, a tutela della sicurezza, negli stessi provvedimenti di autorizzazione è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1. 842,00 a Euro 7. 369,008 (6).

8-bis. Alle violazioni di cui al comma 8 conseguono le sanzioni accessorie della sospensione della carta di circolazione e della sospensione della patente di guida per un periodo da due a sei mesi. In caso di reiterazione delle violazioni consegue anche la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (7).

9. Chiunque viola le prescrizioni fissate dal comma 2, ovvero le condizioni di trasporto di cui ai commi 3 e 4, relative all'idoneità tecnica dei veicoli o delle cisterne che trasportano merci pericolose, ai dispositivi di equipaggiamento e protezione dei veicoli, alla presenza o alla corretta sistemazione dei pannelli di segnalazione e alle etichette di pericolo collocate sui veicoli, sulle cisterne, sui contenitori e sui colli che contengono merci pericolose, ovvero che le hanno contenute se non ancora bonificati, alla sosta dei veicoli, alle operazioni di carico, scarico e trasporto in comune delle merci pericolose, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 373,00 a Euro 1. 498. 00. A tali violazioni, qualora riconducibili alle responsabilità del trasportatore, così come definite nell'accordo di cui al comma 1, ovvero del conducente, consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida del conducente e della carta di circolazione del veicolo con il quale è stata commessa la violazione per un periodo da due a sei mesi, a norma del capo I, sezione II, del titolo VI. A chiunque violi le disposizioni del comma 4, primo periodo, si applicano la sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 8, nonchè le disposizioni del periodo precedente (8) (9).

9-bis. Chiunque viola le prescrizioni fissate dal comma 2, ovvero le condizioni di trasporto di cui ai commi 3 e 4, relative ai dispositivi di equipaggiamento e protezione dei conducenti o dell'equipaggio, alla compilazione e tenuta dei documenti di trasporto o delle istruzioni di sicurezza, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 373,00 a Euro 1. 498. 00 (10) (11).

9-ter. Chiunque, fuori dai casi previsti dai commi 8, 9 e 9-bis, viola le prescrizioni fissate dal comma 2, ovvero le condizioni di trasporto di cui ai commi 3 e 4, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (12) (13).

10. Alle violazioni di cui ai precedenti commi si applicano le disposizioni dell'art. 167, comma 9.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 85 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma inizialmente modificato dall'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 e successivamente sostituito dall'articolo 6, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 35.

(3) Comma inizialmente modificato dall'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 e successivamente sostituito dall'articolo 6, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 35.

(4) Comma inserito dall'articolo 6, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 35

(5) Comma inizialmente modificato dall'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 e successivamente sostituito dall'articolo 6, comma 1, lettera d) del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 35.

(6) Comma sostituito dall'articolo 20 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507. Con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(7) Comma aggiunto dall'articolo 20 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507.

(8) Comma inizialmene sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente modificato dall'articolo 6, comma 1, lettere e) e f) del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 35.

(9) Con D.M. 29 dicembre 2006, con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(10) Comma inizialmenteinserito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente modificato dall'articolo 6, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 35.

(11) Con D.M. 29 dicembre 2006, con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(12) Comma inizialmenteinserito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e successivamente modificato dall'articolo 6, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 35.

(13) Con D.M. 29 dicembre 2006, con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 169

Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore (1).

1. In tutti i veicoli il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida.

2. Il numero delle persone che possono prendere posto sui veicoli, esclusi quelli di cui al comma 5, anche in relazione all'ubicazione dei sedili, non può superare quello indicato nella carta di circolazione.

3. Il numero delle persone che possono prendere posto, sedute o in piedi, sugli autoveicoli e filoveicoli destinati a trasporto di persone, escluse le autovetture, nonché il carico complessivo del veicolo non possono superare i corrispondenti valori massimi indicati nella carta di circolazione; tali valori sono fissati dal regolamento in relazione ai tipi ed alle caratteristiche di detti veicoli.

4. Tutti i passeggeri dei veicoli a motore devono prendere posto in modo da non limitare la libertà di movimento del conducente e da non impedirgli la visibilità. Inoltre, su detti veicoli, esclusi i motocicli e i ciclomotori a due ruote, il conducente e il passeggero non devono determinare sporgenze dalla sagoma trasversale del veicolo.

5. Fino all'8 maggio 2009 sulle autovetture e sugli autoveicoli adibiti al trasporto promiscuo di persone e cose è consentito il trasporto in soprannumero sui posti posteriori di due bambini di età inferiore a dieci anni, a condizione che siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici (2).

6. Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell'art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri (3).

7. Chiunque guida veicoli destinati a trasporto di persone, escluse le autovetture, che hanno un numero di persone e un carico complessivo superiore ai valori massimi indicati nella carta di circolazione, ovvero trasporta un numero di persone superiore a quello indicato nella carta di circolazione, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (4).

8. Qualora le violazioni di cui al comma 7 sono commesse adibendo abusivamente il veicolo ad uso di terzi, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00, nonché la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della carta di circolazione da uno a sei mesi, a norma del capo I, sezione II, del titolo VI (4) (5).

9. Qualora le violazioni di cui al comma 7 siano commesse alla guida di una autovettura, il conducente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (3)(4).

10. Chiunque viola le altre disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (3(4)).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 86 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma così sostituito dall’articolo 3 del D.Lgs. 13 marzo 2006, n. 150

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell’ufficio è così modificata.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Così corretto in Gazz. Uff. , 9 febbraio 1993, n. 32.

 

Art. 170

Trasporto di persone e di oggetti sui veicoli a motore a due ruote (1).

1. Sui motocicli e sui ciclomotori a due ruote il conducente deve avere libero uso delle braccia, delle mani e delle gambe, deve stare seduto in posizione corretta e deve reggere il manubrio con ambedue le mani, ovvero con una mano in caso di necessità per le opportune manovre o segnalazioni. Non deve procedere sollevando la ruota anteriore.

1-bis. Sui veicoli di cui al comma 1 è vietato il trasporto di minori di anni cinque (2).

2. Sui ciclomotori è vietato il trasporto di altre persone oltre al conducente, salvo che il posto per il passeggero sia espressamente indicato nel certificato di circolazione e che il conducente abbia un'età superiore a diciotto anni. Con regolamento emanato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabiliti le modalità e i tempi per l'aggiornamento, ai fini del presente comma, della carta di circolazione dei ciclomotori omologati anteriormente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (3).

3. Sui veicoli di cui al comma 1 l'eventuale passeggero deve essere seduto in modo stabile ed equilibrato, nella posizione determinata dalle apposite attrezzature del veicolo (4).

4. È vietato ai conducenti dei veicoli di cui al comma 1 di trainare o farsi trainare da altri veicoli.

5. Sui veicoli di cui al comma 1 è vietato trasportare oggetti che non siano solidamente assicurati, che sporgano lateralmente rispetto all'asse del veicolo o longitudinalmente rispetto alla sagoma di esso oltre i cinquanta centimetri, ovvero impediscano o limitino la visibilità al conducente. Entro i predetti limiti, è consentito il trasporto di animali purché custoditi in apposita gabbia o contenitore.

6. Chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 74,00 a Euro 299,00 (4).

6-bis. Chiunque viola le disposizioni del comma 1-bis è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 148 a Euro 594 (5) (7).

7. Alle violazioni previste dal comma 1 e, se commesse da conducente minorenne, dal comma 2, alla sanzione pecuniaria amministrativa, consegue il fermo amministrativo del veicolo per sessanta giorni, ai sensi del capo I, sezione II del titolo VI; quando, nel corso di un biennio, con un ciclomotore o un motociclo sia stata commessa, per almeno due volte, una delle violazioni previste dai commi 1 e 2, il fermo amministrativo del veicolo è disposto per novanta giorni (6).

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 87 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(3) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, con effetto a decorrere dalla data indicata dall'articolo 7 del medesimo decreto.

(4) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma inserito dall'articolo 2 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(6) Comma sostituito dall'articolo 2, comma 167, del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262.

(7) La sanzione prevista dal presente comma è esclusa dall'adeguamento previsto dal D.M. 17 dicembre 2008 , ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 dello stesso decreto.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Assicurazione della responsabilità civile circolazione stradale in genere

Qualora il trasporto del passeggero sul ciclomotore coinvolto nel sinistro stradale sia avvenuto in violazione dell'art. 170 c. strad., tale circostanza non può essere opposta dall'assicuratore al trasportato danneggiato al fine di rifiutare o ridurre l'importo da pagare a titolo di risarcimento (ex art. 144 comma 2 c. assicur. ), ferma restando la facoltà per l'assicuratore medesimo di agire in rivalsa nei confronti del proprio assicurato. (Tribunale  Ascoli Piceno 22 marzo 2010).


 

 

Art. 171

Uso del casco protettivo per gli utenti di veicoli a due ruote (1).

1. Durante la marcia, ai conducenti e agli eventuali passeggeri di ciclomotori e motoveicoli è fatto obbligo di indossare e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo conforme ai tipi omologati, in conformità con i regolamenti emanati dall'Ufficio europeo per le Nazioni Unite Commissione economica per l'Europa e con la normativa comunitaria. (2).

1-bis. Sono esenti dall'obbligo di cui al comma 1 i conducenti e i passeggeri:

a) di ciclomotori e motoveicoli a tre o a quattro ruote dotati di carrozzeria chiusa;

b) di ciclomotori e motocicli a due o a tre ruote dotati di cellula di sicurezza a prova di crash, nonché di sistemi di ritenuta e di dispositivi atti a garantire l'utilizzo del veicolo in condizioni di sicurezza, secondo le disposizioni del regolamento (3).

2. Chiunque viola le presenti norme è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 74,00 a Euro 299,00. Quando il mancato uso del casco riguarda un minore trasportato, della violazione risponde il conducente (4).

3. Alla sanzione pecuniaria amministrativa prevista dal comma 2 consegue il fermo amministrativo del veicolo per sessanta giorni ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI. Quando, nel corso di un biennio, con un ciclomotore o un motociclo sia stata commessa, per almeno due volte, una delle violazioni previste dal comma 1, il fermo del veicolo è disposto per novanta giorni. La custodia del veicolo è affidata al proprietario dello stesso (5) (7).

4. Chiunque importa o produce per la commercializzazione sul territorio nazionale e chi commercializza caschi protettivi per motocicli, motocarrozzette o ciclomotori di tipo non omologato è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 779,00 a Euro 3. 119,00 (6).

5. I caschi di cui al comma 4, ancorché utilizzati, sono soggetti al sequestro ed alla relativa confisca, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 88 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma modificato dall'articolo 33 della legge 7 dicembre 1999, n. 472 , dall'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e, da ultimo, modificato dall’articolo 28, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 28, comma 2, le disposizioni di cui al presente comma si applicano a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della Legge 120/2010.

(3) Comma aggiunto dall'articolo 33 della legge 7 dicembre 1999, n. 472 e successsivamente sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(6) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(7) Comma sostituito dall'articolo 2, comma 168, del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262.

 

Art. 172

(Uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini).

1. Il conducente e i passeggeri dei veicoli della categoria L6e, dotati di carrozzeria chiusa, di cui all'articolo 1, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002, e dei veicoli delle categorie Ml, N1, N2 e N3, di cui all'articolo 47, comma 2, del presente codice, muniti di cintura di sicurezza, hanno l'obbligo di utilizzarle in qualsiasi situazione di marcia. I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie (1).

2. Il conducente del veicolo è tenuto ad assicurarsi della persistente efficienza dei dispositivi di cui al comma 1.

3. Sui veicoli delle categorie M1, N1, N2 ed N3 sprovvisti di sistemi di ritenuta:

a) i bambini di età fino a tre anni non possono viaggiare;

b) i bambini di età superiore ai tre anni possono occupare un sedile anteriore solo se la loro statura supera 1,50 m.

4. I bambini di statura non superiore a 1,50 m, quando viaggiano negli autoveicoli per il trasporto di persone in servizio pubblico di piazza o negli autoveicoli adibiti al noleggio con conducente, possono non essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, a condizione che non occupino un sedile anteriore e siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici.

5. I bambini non possono essere trasportati utilizzando un seggiolino di sicurezza rivolto all'indietro su un sedile passeggeri protetto da airbag frontale, a meno che l'airbag medesimo non sia stato disattivato anche in maniera automatica adeguata.

6. Tutti gli occupanti, di età superiore a tre anni, dei veicoli in circolazione delle categorie M2 ed M3 devono utilizzare, quando sono seduti, i sistemi di sicurezza di cui i veicoli stessi sono provvisti. I bambini devono essere assicurati con sistemi di ritenuta per bambini, eventualmente presenti sui veicoli delle categorie M2 ed M3, solo se di tipo omologato secondo quanto previsto al comma 1.

7. I passeggeri dei veicoli delle categorie M2 ed M3 devono essere informati dell'obbligo di utilizzare le cinture di sicurezza, quando sono seduti ed il veicolo è in movimento, mediante cartelli o pittogrammi, conformi al modello figurante nell'allegato alla direttiva 2003/20/CE , apposti in modo ben visibile su ogni sedile.

Inoltre, la suddetta informazione può essere fornita dal conducente, dal bigliettaio, dalla persona designata come capogruppo o mediante sistemi audiovisivi quale il video.

8. Sono esentati dall'obbligo di uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini:

a) gli appartenenti alle forze di polizia e ai corpi di polizia municipale e provinciale nell'espletamento di un servizio di emergenza;

b) i conducenti e gli addetti dei veicoli del servizio antincendio e sanitario in caso di intervento di emergenza;

b-bis) i conducenti dei veicoli con allestimenti specifici per la raccolta e per il trasporto di rifiuti e dei veicoli ad uso speciale, quando sono impiegati in attività di igiene ambientale nell'ambito dei centri abitati, comprese le zone industriali e artigianali (5).

c) gli appartenenti ai servizi di vigilanza privati regolarmente riconosciuti che effettuano scorte;

d) gli istruttori di guida quando esplicano le funzioni previste dall'articolo 122, comma 2;

e) le persone che risultino, sulla base di certificazione rilasciata dalla unità sanitaria locale o dalle competenti autorità di altro Stato membro delle Comunità europee, affette da patologie particolari o che presentino condizioni fisiche che costituiscono controindicazione specifica all'uso dei dispositivi di ritenuta. Tale certificazione deve indicare la durata di validità, deve recare il simbolo previsto nell'articolo 5 della direttiva 91/671/CEE e deve essere esibita su richiesta degli organi di polizia di cui all'articolo 12;

f) le donne in stato di gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all'uso delle cinture di sicurezza;

g) i passeggeri dei veicoli M2 ed M3 autorizzati al trasporto di passeggeri in piedi ed adibiti al trasporto locale e che circolano in zona urbana;

h) gli appartenenti alle forze armate nell'espletamento di attività istituzionali nelle situazioni di emergenza.

9. Fino all'8 maggio 2009, sono esentati dall'obbligo di cui al comma 1 i bambini di età inferiore ad anni dieci trasportati in soprannumero sui posti posteriori delle autovetture e degli autoveicoli adibiti al trasporto promiscuo di persone e cose, di cui dell'articolo 169, comma 5, a condizione che siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici.

10. Chiunque non fa uso dei dispositivi di ritenuta, cioè delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 70,00 euro a 285,00 euro. Quando il mancato uso riguarda il minore, della violazione risponde il conducente ovvero, se presente sul veicolo al momento del fatto, chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso. Quando il conducente sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al presente comma per almeno due volte, all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (2).

11. Chiunque, pur facendo uso dei dispositivi di ritenuta, ne altera od ostacola il normale funzionamento degli stessi è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 36,00 euro a 148,00 euro (3).

12. Chiunque importa o produce per la commercializzazione sul territorio nazionale e chi commercializza dispositivi di ritenuta di tipo non omologato è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 716,00 euro a 2. 867,00 euro.

13. I dispositivi di ritenuta di cui al comma 12, ancorché installati sui veicoli, sono soggetti al sequestro ed alla relativa confisca, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (4).

 

(1) Comma modificato dall’articolo 28, comma 3, della legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 28, comma 7, le disposizioni di cui al presente comma entrano in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della Legge 120/2010 nella Gazzetta Ufficiale.

(2) Con D.M. 29 dicembre 2006, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) La sanzione amministrativa è stata aggiornata dal D.M. 29 dicembre 2006 e dal D.M. 29 dicembre 2006.

(4) Articolo modificato dall’articolo 89 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360, dall’articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 , dal D.M. 24 dicembre 2002, dal D.M. 22 dicembre 2004 , dall’articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 ed infine così sostituito dall'articolo 1 del D.Lgs. 13 marzo 2006, n. 150.

(5) Lettera inserita dall’articolo 28, comma 4, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Ingiunzione: opposizione

Nel giudizio di opposizione ad ordinanza ingiunzione relativo al pagamento di una sanzione amministrativa qualunque circostanza che l’agente accertatore attesta essere avvenuta in sua presenza è assistita da fede privilegiata. Ne consegue che il trasgressore è tenuto, se vuole confutare quanto attestato dal pubblico ufficiale, a proporre querela di falso. (Cassazione civile sez. II 11 settembre 2010 n. 19416).

 

Sanzioni amministrative

Nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa per violazione all'art. 172, commi 2 e 3, c. strad. (per avere il conducente del veicolo fatto uso durante la guida del telefono cellulare, non a viva voce e non dotato di auricolare), è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l'atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile contraddittorietà oggettiva, mentre è riservata al giudizio di querela di falso, nel quale non sussistono limiti di prova e che è diretto anche a verificare la correttezza dell'operato del pubblico ufficiale, la proposizione e l'esame di ogni questione concernente l'alterazione nel verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti e dell'effettivo svolgersi dei fatti. (Nella fattispecie, la Corte ha ritenuto assistita da fede privilegiata l'indicazione nel verbale dell'uso durante la guida del telefono cellulare, non a viva voce e non dotato di auricolare). (Cassazione civile sez. II 11 settembre 2010 n. 19416).

 

Circostanze aggravanti speciali per violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale

In caso di sinistro stradale, risponde di omicidio colposo per la morte di una persona trasportata il conducente che non imponga e verifichi l'uso delle cinture di sicurezza nell'autoveicolo, essendo suo obbligo effettuare tale controllo anche nei confronti di passeggeri adulti. (Cassazione penale sez. IV 14 gennaio 2010 n. 3585).


 

 

Art. 173

Uso di lenti o di determinati apparecchi durante la guida (1).

1. Il titolare di patente di guida o di certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori al quale, in sede di rilascio o rinnovo della patente o del certificato stessi, sia stato prescritto di integrare le proprie deficienze organiche e minorazioni anatomiche o funzionali per mezzo di lenti o di determinati apparecchi, ha l'obbligo di usarli durante la guida (2).

2. È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all'articolo 138, comma 11, e di polizia, nonché per i conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade ed al trasporto di persone in conto terzi. È consentito l'uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, purché il conducente abbia adeguate capacità uditive da entrambe le orecchie, che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani (3).

3. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 74,00 a Euro 299,00 (4).

3-bis. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 148 a Euro 594. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un'ulteriore violazione nel corso di un biennio (5) (6).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 90 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma sostituito dall’articolo 29, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 29, comma 2, le disposizioni di cui al presente comma entrano in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della Legge 120/2010 nella Gazzetta Ufficiale.

(3) Comma modificato dall'articolo 2 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121.

(4) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e dall'articolo 4 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma inserito dall'articolo 4 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(6) La sanzione prevista dal presente comma è esclusa dall'adeguamento previsto dal D.M. 17 dicembre 2008 , ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 dello stesso decreto.

 

GIURISPRUDENZA

 

Sanzioni amministrative

L'uso del telefono cellulare durante la guida non è giustificato, a meno che non risulti integrato lo stato di necessità, configurabile ogni qualvolta sussista l'immediatezza dell'esigenza di evitare a sé o ad altri il pericolo di un danno grave alla persona. Non configura tale fattispecie un colloquio telefonico intrattenuto da un avvocato con un collega di un'altra città sulla situazione di un cliente detenuto, atteso che il professionista ben potrebbe rispondere alla pur urgente chiamata non durante la guida, con pericolo per sé e per gli altri utenti della strada, ma dopo essersi fermato. (Cassazione civile sez. II 16 giugno 2010 n. 14556).

 

Ingiunzione: opposizione

Nel giudizio di opposizione ad ordinanza ingiunzione relativo al pagamento di una sanzione amministrativa è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l'atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile contraddittorietà oggettiva, mentre è riservata al giudizio di querela di falso, nel quale non sussistono limiti di prova e che è diretto anche a verificare la correttezza dell'operato del pubblico ufficiale, la proposizione e l'esame di ogni questione concernente l'alterazione nel verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti e dell'effettivo svolgersi dei fatti (fattispecie avente ad oggetto l’uso di un cellulare durante la guida). (Cassazione civile sez. II 11 gennaio 2010 n. 232).

 

Art. 174

(Durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone o di cose).

1. La durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone o di cose e i relativi controlli sono disciplinati dalle norme previste dal regolamento (CE) n. 561/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006.

2. I registri di servizio, gli estratti del registro e le copie dell'orario di servizio di cui al regolamento (CE) n. 561/2006 devono essere esibiti, per il controllo, al personale cui sono stati affidati i servizi di polizia stradale ai sensi dell'articolo 12 del presente codice. I registri di servizio di cui al citato regolamento (CE), conservati dall'impresa, devono essere esibiti, per il controllo, anche ai funzionari del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici e agli ispettori della direzione provinciale del lavoro.

3. Le violazioni delle disposizioni di cui al presente articolo possono essere sempre accertate attraverso le risultanze o le registrazioni dei dispositivi di controllo installati sui veicoli, nonchè attraverso i documenti di cui al comma 2.

4. Il conducente che supera la durata dei periodi di guida prescritti dal regolamento (CE) n. 561/2006 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 152. Si applica la sanzione da euro 200 a euro 800 al conducente che non osserva le disposizioni relative ai periodi di riposo giornaliero di cui al citato regolamento (CE).

5. Quando le violazioni di cui al comma 4 hanno durata superiore al 10 per cento rispetto al limite giornaliero massimo di durata dei periodi di guida prescritto dal regolamento (CE) n. 561/2006, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 300 a euro 1. 200. Si applica la sanzione da euro 350 a euro 1. 400 se la violazione di durata superiore al 10 per cento riguarda il tempo minimo di riposo prescritto dal citato regolamento.

6. Quando le violazioni di cui al comma 4 hanno durata superiore al 20 per cento rispetto al limite giornaliero massimo di durata dei periodi di guida, ovvero minimo del tempo di riposo, prescritti dal regolamento (CE) n. 561/2006 si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1. 600.

7. Il conducente che non rispetta per oltre il 10 per cento il limite massimo di durata dei periodi di guida settimanale prescritti dal regolamento (CE) n. 561/2006 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una sommà da euro 250 a euro 1. 000.

Il conducente che non rispetta per oltre il 10 per cento il limite minimo dei periodi di riposo settimanale prescritti dal predetto regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 350 a euro 1. 400. Se i limiti di cui ai periodi precedenti non sono rispettati per oltre il 20 per cento, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1. 600.

8. Il conducente che durante la guida non rispetta le disposizioni relative alle interruzioni di cui al regolamento (CE) n. 561/ 2006 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 620.

9. Il conducente che è sprovvisto dell'estratto del registro di servizio o della copia dell'orario di servizio di cui al regolamento (CE) n. 561/2006 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una sommà da euro 307 a euro 1. 228. La stessa sanzione si applica a chiunque non ha con sè o tiene in modo incompleto o alterato l'estratto del registro di servizio o copia dell'orario di servizio, fatta salva l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge penale ove il fatto costituisca reato.

10. Le sanzioni di cui ai commi 4, 5, 6, 7, 8 e 9 si applicano anche agli altri membri dell'equipaggio che non osservano le prescrizioni previste dal regolamento (CE) n. 561/ 2006.

11. Nei casi previsti dai commi 4, 5, 6 e 7 l'organo accertatore, oltre all'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, provvede al ritiro temporaneo dei documenti di guida, intima al conducente del veicolo di non proseguire il viaggio se non dopo aver effettuato i prescritti periodi di interruzione o di riposo e dispone che, con le cautele necessarie, il veicolo sia condotto in un luogo idoneo per la sosta, ove deve permanere per il periodo necessario; del ritiro dei documenti di guida e dell'intimazione è fatta menzione nel verbale di contestazione. Nel verbale è indicato anche il comando o l'ufficio da cui dipende l'organo accertatore, presso il quale, completati le interruzioni o i riposi prescritti, il conducente è autorizzato a recarsi per ottenere la restituzione dei documenti in precedenza ritirati; a tale fine il conducente deve seguire il percorso stradale espressamente indicato nel medesimo verbale. Il comando o l'ufficio restituiscono la patente e la carta di circolazione del veicolo dopo avere constatato che il viaggio può essere ripreso nel rispetto delle condizioni prescritte dal presente articolo. Chiunque circola durante il periodo in cui gli è stato intimato di non proseguire il viaggio è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1. 769 a euro 7. 078, nonchè con il ritiro immediato della patente di guida.

12. Per le violazioni della normativa comunitaria sui tempi di guida, di interruzione e di riposo commesse in un altro Stato membro dell'Unione europea, se accertate in Italia dagli organi di cui all'articolo 12, si applicano le sanzioni previste dalla normativa italiana vigente in materia, salvo che la contestazione non sia già avvenuta in un altro Stato membro; a tale fine, per l'esercizio dei ricorsi previsti dagli articoli 203 e 204-bis, il luogo della commessa violazione si considera quello dove è stato operato l'accertamento in Italia.

13. Per le violazioni delle norme di cui al presente articolo, l'impresa da cui dipende il lavoratore al quale la violazione si riferisce è obbligata in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta.

14. L'impresa che nell'esecuzione dei trasporti non osserva le disposizioni contenute nel regolamento (CE) n. 561/2006, ovvero non tiene i documenti prescritti o li tiene scaduti, incompleti o alterati, è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 307 a euro 1. 228 per ciascun dipendente cui la violazione si riferisce, fatta salva l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge penale ove il fatto costituisca reato.

15. Nel caso di ripetute inadempienze, tenuto conto anche della loro entità e frequenza, l'impresa che effettua il trasporto di persone ovvero di cose in conto proprio ai sensi dell'articolo 83 incorre nella sospensione, per un periodo da uno a tre mesi, del titolo abilitativo o dell'autorizzazione al trasporto riguardante il veicolo cui le infrazioni si riferiscono se, a seguito di diffida rivoltaledall'autorità competente a regolarizzare in un congruo termine la sua posizione, non vi abbia provveduto.

16. Qualora l'impresa di cui al comma 15, malgrado il provvedimento adottato a suo carico, continui a dimostrare una costante recidività nel commettere infrazioni, anche nell'eventuale esercizio di altri servizi di trasporto, essa incorre nella decadenza o nella revoca del provvedimento che la abilita o la autorizza al trasporto cui le ripetute infrazioni maggiormente si riferiscono.

17. La sospensione, la decadenza o la revoca di cui al presente articolo sono disposte dall'autorità che ha rilasciato il titolo che abilita al trasporto. I provvedimenti di revoca e di decadenza sono atti definitivi.

18. Quando le ripetute inadempienze di cui ai commi 15 e 16 del presente articolo sono commesse con veicoli adibiti al trasporto di persone o di cose in conto terzi, si applicano le disposizioni del comma 6 dell'articolo 5 del decreto legislativo 22 dicembre 2000, n. 395.

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, dal D.M. 29 dicembre 2006, dal D.M. 17 dicembre 2008 e sostituito dall’articolo 30, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006, con D.M. 17 dicembre 2008 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 175

Condizioni e limitazioni della circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali (1).

1. Le norme del presente articolo e dell'art. 176 si applicano ai veicoli ammessi a circolare sulle autostrade, sulle strade extraurbane principali e su altre strade, individuate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, su proposta dell'ente proprietario, e da indicare con apposita segnaletica d'inizio e fine (2).

2. È vietata la circolazione dei seguenti veicoli sulle autostrade e sulle strade di cui al comma 1:

a) velocipedi, ciclomotori, motocicli di cilindrata inferiore a 150 cc se a motore termico e motocarrozzette di cilindrata inferiore a 250 cc se a motore termico;

b) altri motoveicoli di massa a vuoto fino a 400 kg o di massa complessiva fino a 1300 kg;

c) veicoli non muniti di pneumatici;

d) macchine agricole e macchine operatrici;

e) veicoli con carico disordinato e non solidamente assicurato o sporgente oltre i limiti consentiti;

f) veicoli a tenuta non stagna e con carico scoperto, se trasportano materie suscettibili di dispersione;

g) veicoli il cui carico o dimensioni superino i limiti previsti dagli articoli 61 e 62, ad eccezione dei casi previsti dall'art. 10;

h) veicoli le cui condizioni di uso, equipaggiamento e gommatura possono costituire pericolo per la circolazione;

i) veicoli con carico non opportunamente sistemato e fissato.

3. Le esclusioni di cui al comma 2 non si applicano ai veicoli appartenenti agli enti proprietari o concessionari dell'autostrada o da essi autorizzati. L'esclusione di cui al comma 2, lettera d), relativamente alle macchine operatrici-gru come individuate dalla carta di circolazione, non si applica sulle strade extraurbane principali.

4. Nel regolamento sono fissati i limiti minimi di velocità per l'ammissione alla circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali di determinate categorie di veicoli.

5. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, fermi restando i poteri di ordinanza degli enti proprietari di cui all'art. 6, possono essere escluse dal transito su talune autostrade, o tratti di esse, anche altre determinate categorie di veicoli o trasporti, qualora le esigenze della circolazione lo richiedano. Ove si tratti di autoveicoli destinati a servizi pubblici di linea, il provvedimento è adottato di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti mentre per quelli appartenenti alle Forze armate il concerto è realizzato con il Ministro della difesa (2).

6. È vietata la circolazione di pedoni e animali, eccezion fatta per le aree di servizio e le aree di sosta. In tali aree gli animali possono circolare solo se debitamente custoditi. Lungo le corsie di emergenza è consentito il transito dei pedoni solo per raggiungere i punti per le richieste di soccorso.

7. Sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli, sulle aree di servizio o di parcheggio e in ogni altra pertinenza autostradale è vietato:

a) trainare veicoli che non siano rimorchi;

b) richiedere o concedere passaggi;

c) svolgere attività commerciali o di propaganda sotto qualsiasi forma; esse sono consentite nelle aree di servizio o di parcheggio se autorizzate dall'ente proprietario;

d) campeggiare, salvo che nelle aree all'uopo destinate e per il periodo stabilito dall'ente proprietario o concessionario.

8. Nelle zone attigue alle autostrade o con esse confinanti è vietato, anche a chi sia munito di licenza o di autorizzazione, svolgere attività di propaganda sotto qualsiasi forma ovvero attività commerciali con offerta di vendita agli utenti delle autostrade stesse.

9. Nelle aree di servizio e di parcheggio, nonché in ogni altra pertinenza autostradale è vietato lasciare in sosta il veicolo per un tempo superiore alle ventiquattro ore, ad eccezione che nei parcheggi riservati agli alberghi esistenti nell'ambito autostradale o in altre aree analogamente attrezzate.

10. Decorso il termine indicato al comma 9, il veicolo può essere rimosso coattivamente; si applicano le disposizioni di cui all'art. 159.

11. Gli organi di polizia stradale provvedono alla rimozione dei veicoli in sosta che per il loro stato o per altro fondato motivo possano ritenersi abbandonati, nonché al loro trasporto in uno dei centri di raccolta autorizzati a norma dell'art. 15 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915. Per tali operazioni i predetti organi di polizia possono incaricare l'ente proprietario.

12. Il soccorso stradale e la rimozione dei veicoli sono consentiti solo agli enti e alle imprese autorizzati, anche preventivamente, dall'ente proprietario. Sono esentati dall'autorizzazione le Forze armate e di polizia.

13. Chiunque viola le disposizioni del comma 2, lettere e) ed f), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00 (3).

14. Chiunque viola le disposizioni del comma 7, lettere a), b) e d), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00, salvo l'applicazione delle norme della legge 28 marzo 1991, n. 112 (3).

15. Chiunque viola le disposizioni dei commi 7, lettera c), e 8 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 370 a Euro 1. 485. Dalla detta violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo del veicolo per giorni sessanta, secondo le disposizioni di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (3).

16. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 36 a Euro 148. Se la violazione riguarda le disposizioni di cui al comma 6 la sanzione è da Euro 23,00 a Euro 92,00 (3).

17. Accertate le violazioni di cui ai commi 2 e 4, gli organi di polizia impongono ai conducenti di abbandonare con i veicoli stessi l'autostrada, dando la necessaria assistenza per il detto abbandono. Nelle ipotesi di cui al comma 2, lettere e) ed f), la norma si applica solo nel caso in cui non sia possibile riportare il carico nelle condizioni previste dalle presenti norme.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 91 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006, D.M. 17 dicembre 2008 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 176

Comportamenti durante la circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali (1).

1. Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle strade di cui all'art. 175, comma 1, è vietato:

a) invertire il senso di marcia e attraversare lo spartitraffico, anche all'altezza dei varchi, nonché percorrere la carreggiata o parte di essa nel senso di marcia opposto a quello consentito;

b) effettuare la retromarcia, anche sulle corsie per la sosta di emergenza, fatta eccezione per le manovre necessarie nelle aree di servizio o di parcheggio;

c) circolare sulle corsie per la sosta di emergenza se non per arrestarsi o riprendere la marcia;

d) circolare sulle corsie di variazione di velocità se non per entrare o uscire dalla carreggiata.

2. È fatto obbligo:

a) di impegnare la corsia di accelerazione per immettersi sulla corsia di marcia, nonché di dare la precedenza ai veicoli in circolazione su quest'ultima corsia;

b) di impegnare tempestivamente, per uscire dalla carreggiata, la corsia di destra, immettendosi quindi nell'apposita corsia di decelerazione sin dal suo inizio;

c) di segnalare tempestivamente nei modi indicati nell'art. 154 il cambiamento di corsia.

3. In occasione di arresto della circolazione per ingorghi o comunque per formazione di code, qualora la corsia per la sosta di emergenza manchi o sia occupata da veicoli in sosta di emergenza o non sia sufficiente alla circolazione dei veicoli di polizia e di soccorso, i veicoli che occupano la prima corsia di destra devono essere disposti il più vicino possibile alla striscia di sinistra.

4. In caso di ingorgo è consentito transitare sulla corsia per la sosta di emergenza al solo fine di uscire dall'autostrada a partire dal cartello di preavviso di uscita posto a cinquecento metri dallo svincolo.

5. Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli è vietato sostare o solo fermarsi, fuorché in situazioni d'emergenza dovute a malessere degli occupanti del veicolo o ad inefficienza del veicolo medesimo; in tali casi, il veicolo deve essere portato nel più breve tempo possibile sulla corsia per la sosta di emergenza o, mancando questa, sulla prima piazzola nel senso di marcia, evitando comunque qualsiasi ingombro delle corsie di scorrimento.

6. La sosta d'emergenza non deve eccedere il tempo strettamente necessario per superare l'emergenza stessa e non deve, comunque, protrarsi oltre le tre ore. Decorso tale termine il veicolo può essere rimosso coattivamente e si applicano le disposizioni di cui all'art. 175, comma 10.

7. Fermo restando il disposto dell'art. 162, durante la sosta e la fermata di notte, in caso di visibilità limitata, devono sempre essere tenute accese le luci di posizione, nonché gli altri dispositivi prescritti dall'art. 153, comma 5.

8. Qualora la natura del guasto renda impossibile spostare il veicolo sulla corsia per la sosta di emergenza o sulla piazzola d'emergenza, oppure allorché il veicolo sia costretto a fermarsi su tratti privi di tali appositi spazi, deve essere collocato, posteriormente al veicolo e alla distanza di almeno 100 m dallo stesso, l'apposito segnale mobile. Lo stesso obbligo incombe al conducente durante la sosta sulla banchina di emergenza, di notte o in ogni altro caso di limitata visibilità, qualora siano inefficienti le luci di posizione.

9. Nelle autostrade con carreggiate a tre o più corsie, salvo diversa segnalazione, è vietato ai conducenti di veicoli adibiti al trasporto merci, la cui massa a pieno carico supera le 5 t, ed ai conducenti di veicoli o complessi veicolari di lunghezza totale superiore ai 7 m di impegnare altre corsie all'infuori delle due più vicine al bordo destro della carreggiata.

10. Fermo restando quanto disposto dall'art. 144 per la marcia per file parallele è vietato affiancarsi ad altro veicolo nella stessa corsia.

11. Sulle autostrade per il cui uso sia dovuto il pagamento di un pedaggio, i conducenti, ove previsto e segnalato, devono arrestarsi in corrispondenza delle apposite barriere, eventualmente incolonnandosi secondo le indicazioni date dalle segnalazioni esistenti o dal personale addetto e corrispondere il pedaggio secondo le modalità e le tariffe vigenti.

11-bis. Al pagamento del pedaggio di cui al comma 11, quando esso è dovuto, e degli oneri di accertamento dello stesso, sono obbligati solidalmente sia il conducente sia il proprietario del veicolo, come stabilito dall'articolo 196 (2).

12. I conducenti dei veicoli adibiti ai servizi dell'autostrada, purché muniti di specifica autorizzazione dell'ente proprietario, sono esentati, quando sussistano effettive esigenze di servizio, dall'osservanza delle norme del presente articolo relative al divieto di effettuare:

a) la manovra di inversione del senso di marcia;

b) la marcia, la retromarcia e la sosta in banchina di emergenza;

c) il traino dei veicoli in avaria. Sono esonerati dall'osservanza del divieto di attraversare i varchi in contromano in prossimità delle stazioni di uscita o di entrata in autostrada i veicoli e/o trasporti eccezionali purché muniti di autorizzazione dell'ente proprietario della strada (3).

13. I conducenti di cui al comma 12, nell'effettuare le manovre, che devono essere eseguite con la massima prudenza e cautela, devono tenere in funzione sui veicoli il dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce gialla lampeggiante.

14. Sono esonerati dall'osservanza del divieto di effettuare le manovre di cui al comma 12 anche i conducenti degli autoveicoli e motoveicoli adibiti a servizi di polizia, antincendio e delle autoambulanze, che tengano in funzione il dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce blu lampeggiante.

15. Il personale in servizio sulle autostrade e loro pertinenze è esonerato, in caso di effettive esigenze di servizio e con l'adozione di opportune cautele, dall'osservanza del divieto di circolazione per i pedoni.

16. Per l'utente di autostrada a pedaggio sprovvisto del titolo di entrata, o che impegni gli impianti di controllo in maniera impropria rispetto al titolo in suo possesso, il pedaggio da corrispondere è calcolato dalla più lontana stazione di entrata per la classe del suo veicolo. All'utente è data la facoltà di prova in ordine alla stazione di entrata.

17. Chiunque transita senza fermarsi in corrispondenza delle stazioni, creando pericolo per la circolazione, nonché per la sicurezza individuale e collettiva, ovvero ponga in essere qualsiasi atto al fine di eludere in tutto o in parte il pagamento del pedaggio, è soggetto, salvo che il fatto costituisca reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00 (4).

18. Parimenti il conducente che circola sulle autostrade con veicolo non in regola con la revisione prevista dall'art. 80, ovvero che non l'abbia superata con esito favorevole, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624. È sempre disposto il fermo amministrativo del veicolo che verrà restituito al conducente, proprietario o legittimo detentore, ovvero a persona delegata dal proprietario, solo dopo la prenotazione per la visita di revisione. Si applicano le norme dell'art. 214 (4).

19. Chiunque viola le disposizioni del comma 1, lettera a), quando il fatto sia commesso sulle carreggiate, sulle rampe o sugli svincoli, è punito con la sanzione amministrativa da Euro 1. 842,00 a Euro 7. 369,00 (5).

20. Chiunque viola le disposizioni del comma 1, lettere b), c) e d), e dei commi 6 e 7 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00 (4).

21. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (4).

22. Alle violazioni di cui al comma 19 consegue la sanzione accessoria della revoca della patente di guida e del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi. In caso di reiterazione delle violazioni, in luogo del fermo amministrativo, consegue la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. Quando si tratti di violazione delle disposizioni del comma 1, lettere c) e d), alla sanzione amministrativa pecuniaria consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da due a sei mesi (6).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 92 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma inserito dall'articolo 80 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

(3) Comma sostituito dall'articolo 28 della legge 7 dicembre 1999, n. 472.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma modificato dall'articolo 20 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507. Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(6) Comma modificato dall'articolo 20 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507 e dall’articolo 30, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

Art. 177

Circolazione degli autoveicoli e dei motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio, di protezione civile e delle autoambulanze (1) (2).

1. L'uso del dispositivo acustico supplementare di allarme e, qualora i veicoli ne siano muniti, anche del dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu è consentito ai conducenti degli autoveicoli e motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio e di protezione civile come individuati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti su proposta del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a quelli del corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, nonché agli organismi equivalenti, esistenti in Valle d'Aosta e nelle province autonome di Trento e Bolzano, a quelli delle autoambulanze e veicoli assimilati adibiti al trasporto di plasma ed organi, solo per l'espletamento di servizi urgenti di istituto. I predetti veicoli assimilati devono avere ottenuto il riconoscimento di idoneità al servizio da parte del Dipartimento per i trasporti terrestri. L'uso dei predetti dispositivi è altresì consentito ai conducenti delle autoambulanze, dei mezzi di soccorso anche per il recupero degli animali o di vigilanza zoofila, nell'espletamento dei servizi urgenti di istituto, individuati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Con il medesimo decreto sono disciplinate le condizioni alle quali il trasporto di un animale in gravi condizioni di salute può essere considerato in stato di necessità, anche se effettuato da privati, nonchè la documentazione che deve essere esibita, eventualmente successivamente all'atto di controllo da parte delle autorità di polizia stradale di cui all'articolo 12, comma 1. Agli incroci regolati, gli agenti del traffico provvederanno a concedere immediatamente la via libera ai veicoli suddetti (3).

2. I conducenti dei veicoli di cui al comma 1, nell'espletamento di servizi urgenti di istituto, qualora usino congiuntamente il dispositivo acustico supplementare di allarme e quello di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu, non sono tenuti a osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere, ad eccezione delle segnalazioni degli agenti del traffico e nel rispetto comunque delle regole di comune prudenza e diligenza.

3. Chiunque si trovi sulla strada percorsa dai veicoli di cui al comma 1, o sulle strade adiacenti in prossimità degli sbocchi sulla prima, appena udito il segnale acustico supplementare di allarme, ha l'obbligo di lasciare libero il passo e, se necessario, di fermarsi. È vietato seguire da presso tali veicoli avvantaggiandosi nella progressione di marcia.

4. Chiunque, al di fuori dei casi di cui al comma 1, fa uso dei dispositivi supplementari ivi indicati è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (4).

5. Chiunque viola le disposizioni del comma 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (3) (4) (5).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 93 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Per le modifiche al presente articolo vedi l'articolo 8, comma 5, del D.L. 6 novembre 2008, n. 172.

(3) Comma modificato dall'articolo 17, comma 28 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, dall'articolo 8, comma 5, del D.L. 6 novembre 2008, n. 172 e dall'articolo 31comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell’ufficio è così modificata.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 ,D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Vedi, anche, l'articolo 5-bis del D.L. 6 maggio 2002, n. 83.

 

Art. 178

(Documenti di viaggio per trasporti professionali con veicoli non muniti di cronotachigrafo).

1. La durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone o di cose non muniti dei dispositivi di controllo di cui all'articolo 179 è disciplinata dalle disposizioni dell'accordo europeo relativo alle prestazioni lavorative degli equipaggi dei veicoli addetti ai trasporti internazionali su strada (AETR), concluso a Ginevra il 1° luglio 1970, reso esecutivo dalla legge 6 marzo 1976, n. 112. Al rispetto delle disposizioni dello stesso accordo sono tenuti i conducenti dei veicoli di cui al paragrafo 3 dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 561/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006.

2. I registri di servizio, i libretti individuali, gli estratti del registro di servizio e le copie dell'orario di servizio di cui all'accordo indicato al comma 1 del presente articolo devono essere esibiti, per il controllo, agli organi di polizia stradale di cui all'articolo 12. I libretti individuali conservati dall'impresa e i registri di servizio devono essere esibiti, per il controllo, anche ai funzionari del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici.

3. Le violazioni delle disposizioni di cui al presente articolo possono essere sempre accertate attraverso le risultanze o le registrazioni dei dispositivi di controllo installati sui veicoli, nonchè attraverso i documenti di cui al comma 2.

4. Il conducente che supera la durata dei periodi di guida prescritti dall'accordo di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 152. Si applica la sanzione da euro 200 a euro 800 al conducente che non osserva le disposizioni relative ai periodi di riposo giornaliero.

5. Quando le violazioni di cui al comma 4 hanno durata superiore al 10 per cento rispetto al limite giornaliero massimo di durata dei periodi di guida prescritto dalle disposizioni dell'accordo di cui al comma 1, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 300 a euro 1. 200. Si applica la sanzione da euro 350 a euro 1. 400 se la violazione di durata superiore al 10 per cento riguarda il tempo minimo di riposo prescritto dal citato accordo.

6. Quando le violazioni di cui al comma 4 hanno durata superiore al 20 per cento rispetto al limite giornaliero massimo di durata dei periodi di guida, ovvero minimo del tempo di riposo, prescritti dall'accordo di cui al comma 1, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1. 600.

7. Il conducente che non rispetta per oltre il 10 per cento il limite massimo di durata dei periodi di guida settimanale prescritti dall'accordo di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 250 a euro 1. 000.

Il conducente che non rispetta per oltre il 10 per cento il limite minimo dei periodi di riposo settimanale prescritti dal predetto accordo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 350 a euro 1. 400. Se i limiti di durata di cui ai periodi precedenti non sono rispettati per oltre il 20 per cento, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1. 600.

8. Il conducente che, durante la guida, non rispetta le disposizioni relative alle interruzioni previste dall'accordo di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 250 a euro 1. 000.

9. Il conducente che è sprovvisto del libretto individuale di controllo, dell'estratto del registro di servizio o della copia dell'orario di servizio previsti dall'accordo di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 307 a euro 1. 228. La stessa sanzione si applica a chiunque non ha con sè o tiene in modo incompleto o alterato il libretto individuale di controllo, l'estratto del registro di servizio o copia dell'orario di servizio, fatta salva l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge penale ove il fatto costituisca reato.

10. Le sanzioni di cui ai commi 4, 5, 6, 7, 8 e 9 si applicano anche agli altri membri dell'equipaggio che non osservano le prescrizioni previste dall'accordo di cui al comma 1.

11. Nei casi previsti dai commi 4, 5, 6 e 7 del presente articolo si applicano le disposizioni di cui al comma 11 dell'articolo 174.

12. Per le violazioni delle norme di cui al presente articolo, l'impresa da cui dipende il lavoratore al quale la violazione si riferisce è obbligata in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta.

13. L'impresa che nell'esecuzione dei trasporti non osserva le disposizioni contenute nell'accordo di cui al comma 1, ovvero non tiene i documenti prescritti o li tiene scaduti, incompleti o alterati, è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 307 a euro 1. 228 per ciascun dipendente cui la violazione si riferisce, fatta salva l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge penale ove il fatto costituisca reato.

14. In caso di ripetute inadempienze si applicano le disposizioni di cui ai commi 15, 16, 17 e 18 dell'articolo 174. Quando le ripetute violazioni sono commesse alla guida di veicoli immatricolati in Stati non facenti parte dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, la sospensione, la decadenza o la revoca di cui ai medesimi commi 15, 16, 17 e 18 dell'articolo 174 si applicano all'autorizzazione o al diverso titolo, comunque denominato, che consente di effettuare trasporti internazionali.

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151 e sostituito dall’articolo 30, comma 3, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(2) Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto. Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 179

Cronotachigrafo e limitatore di velocità (1) (2).

1. Nei casi previsti dal regolamento (CEE) n. 3821/85 e successive modificazioni, i veicoli devono circolare provvisti di cronotachigrafo, con le caratteristiche e le modalità d'impiego stabilite nel regolamento stesso. Nei casi e con le modalità previste dalle direttive comunitarie, i veicoli devono essere dotati altresì di limitatore di velocità (3).

2. Chiunque circola con un autoveicolo non munito di cronotachigrafo, nei casi in cui esso è previsto, ovvero circola con autoveicolo munito di un cronotachigrafo avente caratteristiche non rispondenti a quelle fissate nel regolamento o non funzionante, oppure non inserisce il foglio di registrazione o la scheda del conducente, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 779,00 a Euro 3. 119,00. La sanzione amministrativa pecuniaria è raddoppiata nel caso che l'infrazione riguardi la manomissione dei sigilli o l'alterazione del cronotachigrafo (4)(8).

2-bis. Chiunque circola con un autoveicolo non munito di limitatore di velocità ovvero circola con un autoveicolo munito di un limitatore di velocità avente caratteristiche non rispondenti a quelle fissate o non funzionante, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 870. 00 a Euro 3. 481,00. La sanzione amministrativa pecuniaria è raddoppiata nel caso in cui l'infrazione riguardi l'alterazione del limitatore di velocità (5).

3. Il titolare della licenza o dell'autorizzazione al trasporto di cose o di persone che mette in circolazione un veicolo sprovvisto di limitatore di velocità o di cronotachigrafo e dei relativi fogli di registrazione, ovvero con limitatore di velocità o cronotachigrafo manomesso oppure non funzionante, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 749,00 a Euro 2. 996,00 (3) (4).

4. Qualora siano accertate nel corso di un anno tre violazioni alle norme di cui al comma 3, l'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri applica la sanzione accessoria della sospensione della licenza o autorizzazione, relativa al veicolo con il quale le violazioni sono state commesse, per la durata di un anno. La sospensione si cumula alle sanzioni pecuniarie previste (6).

5. Se il conducente del veicolo o il datore di lavoro e il titolare della licenza o dell'autorizzazione al trasporto di cose su strada sono la stessa persona, le sanzioni previste sono applicate una sola volta nella misura stabilita per la sanzione più grave.

6. Per le violazioni di cui al comma 3, le violazioni accertate devono essere comunicate all'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri presso il quale il veicolo risulta immatricolato (6).

6-bis. Quando si abbia fondato motivo di ritenere che il cronotachigrafo o il limitatore di velocità siano alterati, manomessi ovvero comunque non funzionanti, gli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, anche scortando il veicolo o facendolo trainare in condizioni di sicurezza presso la più vicina officina autorizzata per l'installazione o riparazione, possono disporre che sia effettuato l'accertamento della funzionalità dei dispositivi stessi. Le spese per l'accertamento ed il ripristino della funzionalità del limitatore di velocità o del cronotachigrafo sono in ogni caso a carico del proprietario del veicolo o del titolare della licenza o dell'autorizzazione al trasporto di cose o di persone in solido (5).

7. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni previste dai commi precedenti, il funzionario o l'agente che ha accertato la circolazione di veicolo con limitatore di velocità o cronotachigrafo mancante, manomesso o non funzionante diffida il conducente con annotazione sul verbale a regolarizzare la strumentazione entro un termine di dieci giorni. Qualora il conducente ed il titolare della licenza od autorizzazione non siano la stessa persona, il predetto termine decorre dalla data di ricezione della notifica del verbale, da effettuare al più presto (7).

8. Decorso inutilmente il termine di dieci giorni dalla diffida di cui al comma 7, durante i quali trova applicazione l'articolo 16 del regolamento (CEE) n. 3821/85 , è disposto, in caso di circolazione del veicolo, il fermo amministrativo dello stesso. Il veicolo verrà restituito dopo un mese al proprietario o all'intestatario della carta di circolazione.

8-bis. In caso di incidente con danno a persone o a cose, il comando dal quale dipende l'agente accertatore segnala il fatto all'autorità competente, che dispone la verifica presso la sede del titolare della licenza o dell'autorizzazione al trasporto o dell'iscrizione all'albo degli autotrasportatori di cose per l'esame dei dati sui tempi di guida e di riposo relativi all'anno in corso (9)

9. Alle violazioni di cui ai commi 2 e 2-bis consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da quindici giorni a tre mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. Nel caso in cui la violazione relativa al comma 2-bis riguardi l'alterazione del limitatore di velocità, alla sanzione amministrativa pecuniaria consegue la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente secondo le norme del capo I, sezione II del titolo VI (7).

10. Gli articoli 15, 16 e 20 della legge 13 novembre 1978, n. 727, sono abrogati. Per le restanti norme della legge 13 novembre 1978, n. 727, e successive modificazioni, si applicano le disposizioni del titolo VI. Nel caso di accertamento di violazioni alle disposizioni di cui ai commi 2 e 3, il verbale deve essere inviato all'ufficio metrico provinciale per le necessarie verifiche del ripristino della regolarità di funzionamento dell'apparecchio cronotachigrafo.

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 94 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Rubrica sostituita dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma inserito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 29 dicembre 2006e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(6) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione dell'ufficio è così modificata.

(7) Comma così modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(8) Comma modificato dall'articolo 30, comma 4, lettera a) della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(9) Comma inserito dall’articolo 30, comma 4, lettera b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

GIURISPRUDENZA

 

Circolazione stradale

La violazione dell’art. 179 C.d.S. ricorre in tre diverse fattispecie, considerate dal legislatore equivalenti per la idoneità di ciascuna ad escludere il controllo costante della registrazione automatica «della velocità e del percorso» che il Regolamento comunitario 3821 del 1985, di cui la norma costituisce attuazione, ha inteso perseguire onde «contribuire notevolmente alla sicurezza della circolazione e alla guida razionale del veicolo». Le ipotesi previste sono: la mancanza del cronotachigrafo (nei casi in cui lo stesso è previsto), la presenza a bordo di un cronotachigrafo avente caratteristiche non rispondenti a quelle fissate nel regolamento o non funzionante, oppure il mancato inserimento del foglio di registrazione. Emerge chiaramente che il conducente può utilizzare diversi veicoli soggetti a registrazione, ma sempre utilizzando la propria scheda di registrazione, mentre non è consentita la diversa ipotesi di guida del medesimo veicolo da parte di diversi conducenti che utilizzino un’unica scheda di registrazione. Pertanto l’utilizzo di un foglio di registrazione appartenente ad altro conducente integra proprio la fattispecie del mancato inserimento del foglio di registrazione, dovendo tale prescrizione essere intesa come volta a vietare sia il mancato utilizzo del foglio di registrazione proprio del conducente, sia il caso della utilizzazione di un foglio di registrazione di altro conducente. (Cassazione civile sez. II 15 giugno 2010 n. 14440).

 

Art. 180

Possesso dei documenti di circolazione e di guida (1).

1. Per poter circolare con veicoli a motore il conducente deve avere con sé i seguenti documenti:

a) la carta di circolazione o il certificato di idoneità tecnica alla circolazione del veicolo;

b) la patente di guida valida per la corrispondente categoria del veicolo;

c) l'autorizzazione per l'esercitazione alla guida per la corrispondente categoria del veicolo in luogo della patente di guida di cui alla lettera b), nonché un documento personale di riconoscimento;

d) il certificato di assicurazione obbligatoria.

2. La persona che funge da istruttore durante le esercitazioni di guida deve avere con sé la patente di guida prescritta; se trattasi di istruttore di scuola guida deve aver con sé anche l'attestato di qualifica professionale di cui all'art. 123, comma 7.

3. Il conducente deve, altresì, avere con sé l'autorizzazione o la licenza quando il veicolo è impiegato in uno degli usi previsti dall'art. 82.

4. Quando l'autoveicolo sia adibito ad uso diverso da quello risultante dalla carta di circolazione, ovvero quando il veicolo sia in circolazione di prova, il conducente deve avere con sé la relativa autorizzazione. Per i veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto di persone e per quelli adibiti a locazione senza conducente la carta di circolazione può essere sostituita da fotocopia autenticata dallo stesso proprietario con sottoscrizione del medesimo (2) (3).

5. Il conducente deve avere con sè il certificato di abilitazione professionale, la carta di qualificazione del conducente e il certificato di idoneità, quando prescritti (6).

6. Il conducente di ciclomotore deve avere con sè il certificato di circolazione del veicolo, il certificato di idoneità alla guida ove previsto e un documento di riconoscimento (4).

7. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00. Quando si tratta di ciclomotori la sanzione è da Euro 23,00 a Euro 92,00 (5).

8. Chiunque senza giustificato motivo non ottempera all'invito dell'autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell'invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell'accertamento delle violazioni amministrative previste dal presente codice, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 389,00 a Euro 1. 559,00. Alla violazione di cui al presente comma consegue l'applicazione, da parte dell'ufficio dal quale dipende l'organo accertatore, della sanzione prevista per la mancanza del documento da presentare, con decorrenza dei termini per la notificazione dal giorno successivo a quello stabilito per la presentazione dei documenti (2) (5).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 95 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) La Corte Costituzionale, con sentenza 23 luglio 2010, n. 280 (in Gazz. Uff. , 28 luglio, n. 30), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma, come integrato dall'articolo 3, comma 17, del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni ad codice della strada), convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214, nella parte in cui non estende a tutti i veicoli delle aziende fornitrici di servizi pubblici essenziali, ai sensi dell'art. 1 della legge n. 146 del 1990, la facoltà di tenere a bordo dei veicoli, in luogo dell'originale, una fotocopia della carta di circolazione, autenticata dal proprietario del veicolo, con sottoscrizione del medesimo.

(4) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003 n. 151, con effetto a decorrere dalla data indicata dall'articolo 7, comma 8 del medesimo decreto.

(5) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006, con D.M. 17 dicembre 2008 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(6) Comma sostituito dall’articolo 32, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

GIURISPRUDENZA

 

Rifiuti

La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell'art. 180, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, nella parte in cui non estende a tutti i veicoli delle aziende fornitrici di servizi pubblici essenziali, ai sensi dell'art. 1 della legge n. 146 del 1990, la facoltà di tenere a bordo dei veicoli, in luogo dell'originale, una fotocopia della carta di circolazione, autenticata dal proprietario del veicolo, con sottoscrizione del medesimo. Tale facoltà, che trova fondamento in una esigenza di semplificazione nella gestione del servizio, limitata ai soli veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto di persone e a quelli adibiti a locazione senza conducente, è, dunque, in contrasto con il principio di ragionevolezza di cui all'art. 3 della Costituzione, nella parte in cui non è estesa a tutti i veicoli delle aziende fornitrici di servizi pubblici essenziali, quale deve definirsi l’attività di raccolta e di smaltimento dei rifiuti urbani. (Corte costituzionale 23 luglio 2010 n. 280).

 

Sanzioni amministrative

Ex art. 180, comma 8, c. strad., per quanto concerne l'ufficio di presentazione, dal tenore letterale della norma si evince che, l'obbligo di esibizione è ottemperato, quale che sia l'ufficio di polizia nazionale a cui si presenta il trasgressore. L'omissione di trasmettere la documentazione di specie all'ufficio dal quale dipende l'organo accertatore, non può ricadere su di un cittadino che ha ottemperato al disposto normativo. (Giudice di pace Bari sez. VI 19 novembre 2010 n. 8835).

 

Ammissione alla circolazione carta di circolazione

La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell'art. 180, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, nella parte in cui non estende a tutti i veicoli delle aziende fornitrici di servizi pubblici essenziali, ai sensi dell'art. 1 della legge n. 146 del 1990, la facoltà di tenere a bordo dei veicoli, in luogo dell'originale, una fotocopia della carta di circolazione, autenticata dal proprietario del veicolo, con sottoscrizione del medesimo. Tale facoltà, che trova fondamento in una esigenza di semplificazione nella gestione del servizio, limitata ai soli veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto di persone e a quelli adibiti a locazione senza conducente, è, dunque, in contrasto con il principio di ragionevolezza di cui all'art. 3 della Costituzione, nella parte in cui non è estesa a tutti i veicoli delle aziende fornitrici di servizi pubblici essenziali, quale deve definirsi l’attività di raccolta e di smaltimento dei rifiuti urbani. (Corte costituzionale 23 luglio 2010 n. 280).

 

Art. 181

Esposizione dei contrassegni per la circolazione.

1. È fatto obbligo di esporre sugli autoveicoli e motoveicoli, esclusi i motocicli, nella parte anteriore o sul vetro parabrezza, il contrassegno attestante il pagamento della tassa automobilistica e quello relativo all'assicurazione obbligatoria (1).

2. I conducenti di motocicli e ciclomotori sono esonerati dall'obbligo di cui al comma 1 purché abbiano con sé i contrassegni stessi (1).

3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00. Si applica la disposizione del comma 8 dell'art. 180 (2).

 

(1) Per la modifica alla presente disposizione vedi articolo 17, comma 24 della legge 27 dicembre 1997, n. 449.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

GIURISPRUDENZA

 

Sanzioni amministrative

L'obbligo di esposizione sugli autoveicoli del contrassegno relativo all'assicurazione obbligatoria di cui all'art. 181, comma 1, c. strad., è rivolto indistintamente a chiunque ponga in circolazione l'autoveicolo - sia o meno anche il proprietario dello stesso - con la conseguenza che laddove, come nella specie, la violazione del comma 1 dell'art. 181 c. strad. sia stata contestata al conducente che non sia anche proprietario del veicolo, è inevitabile e del tutto coerente che lo stesso conducente sia anche il destinatario dell'ordine di esibizione del contrassegno assicurativo mancante, essendo egli l'autore materiale dell'omessa esposizione. (Giudice di pace Bari sez. VI 19 novembre 2010 n. 8856).

 

Art. 182

Circolazione dei velocipedi (1).

1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell'altro.

2. I ciclisti devono avere libero l'uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio almeno con una mano; essi devono essere in grado in ogni momento di vedere liberamente davanti a sé, ai due lati e compiere con la massima libertà, prontezza e facilità le manovre necessarie.

3. Ai ciclisti è vietato trainare veicoli, salvo nei casi consentiti dalle presenti norme, condurre animali e farsi trainare da altro veicolo.

4. I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza.

5. È vietato trasportare altre persone sul velocipede a meno che lo stesso non sia appositamente costruito e attrezzato. È consentito tuttavia al conducente maggiorenne il trasporto di un bambino fino a otto anni di età, opportunamente assicurato con le attrezzature, di cui all'articolo 68, comma 5.

6. I velocipedi appositamente costruiti ed omologati per il trasporto di altre persone oltre al conducente devono essere condotti, se a più di due ruote simmetriche, solo da quest'ultimo.

7. Sui veicoli di cui al comma 6 non si possono trasportare più di quattro persone adulte compresi i conducenti; è consentito anche il trasporto contemporaneo di due bambini fino a dieci anni di età.

8. Per il trasporto di oggetti e di animali si applica l'art. 170.

9. I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento.

9-bis. Il conducente di velocipede che circola fuori dai centri abitati da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere e il conducente di velocipede che circola nelle gallerie hanno l'obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità, di cui al comma 4-ter dell'articolo 162 (2).

10. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00. La sanzione è da Euro 38,00 a Euro 155,00 quando si tratta di velocipedi di cui al comma 6 (3).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 96 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma inserito dall’articolo 28, comma 5, della legge 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell'articolo 28, comma 6, le disposizioni di cui al presente comma si applicano a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della Legge 120/2010.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006, con D.M. 17 dicembre 2008e con D.M. 17 dicembre 2008 , la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 183

Circolazione dei veicoli a trazione animale.

1. Ogni veicolo a trazione animale deve essere guidato da un conducente che non deve mai abbandonare la guida durante la marcia e deve avere costantemente il controllo degli animali.

2. Un veicolo adibito al trasporto di persone o di cose non può essere trainato da più di due animali se a due ruote o da più di quattro se a quattro ruote. Fanno eccezione i trasporti funebri.

3. I veicoli adibiti al trasporto di cose, quando devono superare forti pendenze o per altre comprovate necessità, possono essere trainati da un numero di animali superiore a quello indicato nel comma 2 previa autorizzazione dell'ente proprietario della strada. Nei centri abitati l'autorizzazione è rilasciata in ogni caso dal sindaco.

4. I veicoli trainati da più di tre animali devono avere due conducenti.

5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (1).

 

(1) ConD.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

 

Art. 184

Circolazione degli animali, degli armenti e delle greggi (1).

1. Per ogni due animali da tiro, quando non siano attaccati ad un veicolo, da soma o da sella, e per ogni animale indomito o pericoloso occorre almeno un conducente, il quale deve avere costantemente il controllo dei medesimi e condurli in modo da evitare intralcio e pericolo per la circolazione.

2. La disposizione del comma 1 si applica anche agli altri animali isolati o in piccoli gruppi, a meno che la strada attraversi una zona destinata al pascolo, segnalata con gli appositi segnali di pericolo.

3. Nelle ore e nei casi previsti dall'art. 152, ad eccezione per le strade sufficientemente illuminate o interne ai centri abitati, i conducenti devono tenere acceso un dispositivo di segnalazione che proietti in orizzontale luce arancione in tutte le direzioni, esposto in modo che risulti visibile sia dalla parte anteriore che dalla parte posteriore.

4. A tergo dei veicoli a trazione animale possono essere legati non più di due animali senza obbligo di conducente e delle luci di cui al comma 3. Tuttavia nei casi previsti dall'art. 152 tali animali non dovranno ostacolare la visibilità delle luci previste per il veicolo a cui sono legati.

5. Gli armenti, le greggi e qualsiasi altre moltitudini di animali quando circolano su strada devono essere condotti da un guardiano fino al numero di cinquanta e da non meno di due per un numero superiore.

6. I guardiani devono regolare il transito degli animali in modo che resti libera sulla sinistra almeno la metà della carreggiata. Sono, altresì, tenuti a frazionare e separare i gruppi di animali superiori al numero di cinquanta ad opportuni intervalli al fine di assicurare la regolarità della circolazione.

7. Le moltitudini di animali di cui al comma 5 non possono sostare sulle strade e, di notte, devono essere precedute da un guardiano e seguite da un altro; ambedue devono tenere acceso un dispositivo di segnalazione che proietti in orizzontale luce arancione in tutte le direzioni, esposto in modo che risulti visibile sia dalla parte anteriore che da quella posteriore.

8. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (2).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 97 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

 

Art. 185

Circolazione e sosta delle auto-caravan (1).

1. I veicoli di cui all'art. 54, comma 1, lettera m), ai fini della circolazione stradale in genere ed agli effetti dei divieti e limitazioni previsti neg

li articoli 6 e 7, sono soggetti alla stessa disciplina prevista per gli altri veicoli.

2. La sosta delle auto-caravan, dove consentita, sulla sede stradale non costituisce campeggio, attendamento e simili se l'autoveicolo non poggia sul suolo salvo che con le ruote, non emette deflussi propri, salvo quelli del propulsore meccanico, e non occupa comunque la sede stradale in misura eccedente l'ingombro proprio dell'autoveicolo medesimo.

3. Nel caso di sosta o parcheggio a pagamento, alle auto-caravan si applicano tariffe maggiorate del 50% rispetto a quelle praticate per le autovetture in analoghi parcheggi della zona.

4. È vietato lo scarico dei residui organici e delle acque chiare e luride su strade ed aree pubbliche al di fuori di appositi impianti di smaltimento igienico-sanitario.

5. Il divieto di cui al comma 4 è esteso anche agli altri autoveicoli dotati di appositi impianti interni di raccolta.

6. Chiunque viola le disposizioni dei commi 4 e 5 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (2).

7. Nel regolamento sono stabiliti i criteri per la realizzazione, lungo le strade e autostrade, nelle aree attrezzate riservate alla sosta e al parcheggio delle auto-caravan e nei campeggi, di impianti igienico-sanitari atti ad accogliere i residui organici e le acque chiare e luride, raccolti negli appositi impianti interni di detti veicoli, le tariffe per l'uso degli impianti igienico-sanitari, nonché i criteri per l'istituzione da parte dei comuni di analoghe aree attrezzate nell'ambito dei rispettivi territori e l'apposito segnale stradale col quale deve essere indicato ogni impianto.

8. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio sono determinate le caratteristiche dei liquidi e delle sostanze chimiche impiegati nel trattamento dei residui organici e delle acque chiare e luride fatti defluire negli impianti igienico-sanitari di cui al comma 4 (3).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall’articolo 98 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

 

 

Art. 186

Guida sotto l'influenza dell'alcool (1).

1. È vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche.

2. Chiunque guida in stato di ebbrezza è punito, ove il fatto non costituisca più grave reato:

a) con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2. 000, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l). All'accertamento della violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi (20);

b) con l'ammenda da euro 800 a euro 3. 200 e l'arresto fino a sei mesi, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno ;

c) con l'ammenda da euro 1. 500 a euro 6. 000, l'arresto da sei mesi ad un anno, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata. La patente di guida è sempre revocata, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI, in caso di recidiva nel biennio. Con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti, anche se è stata applicata la sospensione condizionale della pena, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Ai fini del sequestro si applicano le disposizioni di cui all'articolo 224-ter (2) (3) (4).

2-bis. Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le sanzioni di cui al comma 2 del presente articolo e al comma 3 dell'articolo 186-bis sono raddoppiate ed è disposto il fermo amministrativo del veicolo per centottanta giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea all'illecito. Qualora per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/1), fatto salvo quanto previsto dal quinto e sesto periodo della lettera c) del comma 2 del presente articolo, la patente di guida è sempre revocata ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. È fatta salva in ogni caso l'applicazione dell'articolo 222 (5) (6).

2-ter. Competente a giudicare dei reati di cui al presente articolo è il tribunale in composizione monocratica (7).

2-quater. Le disposizioni relative alle sanzioni accessorie di cui ai commi 2 e 2-bis si applicano anche in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti (8).

2-quinquies. Salvo che non sia disposto il sequestro ai sensi del comma 2, il veicolo, qualora non possa essere guidato da altra persona idonea, può essere fatto trasportare fino al luogo indicato dall'interessato o fino alla più vicina autorimessa e lasciato in consegna al proprietario o al gestore di essa con le normali garanzie per la custodia. Le spese per il recupero ed il trasporto sono interamente a carico del trasgressore (9).

2-sexies. L'ammenda prevista dal comma 2 è aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore 22 e prima delle ore 7 (10).

2-septies. Le circostanze attenuanti concorrenti con l'aggravante di cui al comma 2-sexies non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a questa. Le diminuzioni di pena si operano sulla quantità della stessa risultante dall'aumento conseguente alla predetta aggravante (11).

2-octies. Una quota pari al venti per cento dell'ammenda irrogata con la sentenza di condanna che ha ritenuto sussistente l'aggravante di cui al comma 2-sexies è destinata ad alimentare il Fondo contro l'incidentalità notturna di cui all'articolo 6-bis del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, e successive modificazioni (12).

3. Al fine di acquisire elementi utili per motivare l'obbligo di sottoposizione agli accertamenti di cui al comma 4, gli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, secondo le direttive fornite dal Ministero dell'interno, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l'integrità fisica, possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili.

4. Quando gli accertamenti qualitativi di cui al comma 3 hanno dato esito positivo, in ogni caso d'incidente ovvero quando si abbia altrimenti motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di alterazione psicofisica derivante dall'influenza dell'alcool, gli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, anche accompagnandolo presso il più vicino ufficio o comando, hanno la facoltà di effettuare l'accertamento con strumenti e procedure determinati dal regolamento.

5. Per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, l'accertamento del tasso alcoolemico viene effettuato, su richiesta degli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, da parte delle strutture sanitarie di base o di quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge. Copia della certificazione di cui al periodo precedente deve essere tempestivamente trasmessa, a cura dell'organo di polizia che ha proceduto agli accertamenti, al prefetto del luogo della commessa violazione per gli eventuali provvedimenti di competenza. Si applicano le disposizioni del comma 5-bis dell'articolo 187 (13).

6. Qualora dall'accertamento di cui ai commi 4 o 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcoolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), l'interessato è considerato in stato di ebbrezza ai fini dell'applicazione delle sanzioni di cui al comma 2 (14).

7. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, in caso di rifiuto dell'accertamento di cui ai commi 3, 4 o 5, il conducente è punito con le pene di cui al comma 2, lettera c). La condanna per il reato di cui al periodo che precede comporta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei mesi a due anni e della confisca del veicolo con le stesse modalità e procedure previste dal comma 2, lettera c), salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione. Con l'ordinanza con la quale è disposta la sospensione della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica secondo le disposizioni del comma 8. Se il fatto è commesso da soggetto già condannato nei due anni precedenti per il medesimo reato, è sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (15) (16).

8. Con l'ordinanza con la quale viene disposta la sospensione della patente ai sensi dei commi 2 e 2-bis, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell'articolo 119, comma 4, che deve avvenire nel termine di sessanta giorni. Qualora il conducente non vi si sottoponga entro il termine fissato, il prefetto può disporre, in via cautelare, la sospensione della patente di guida fino all'esito della visita medica (17).

9. Qualora dall'accertamento di cui ai commi 4 e 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, ferma restando l'applicazione delle sanzioni di cui ai commi 2 e 2-bis, il prefetto, in via cautelare, dispone la sospensione della patente fino all'esito della visita medica di cui al comma 8 (18) (19).

9-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 2-bis del presente articolo, la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi è opposizione da parte dell'imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all'articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalità ivi previste e consistente nella prestazione di un'attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell'educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze. Con il decreto penale o con la sentenza il giudice incarica l'ufficio locale di esecuzione penale ovvero gli organi di cui all'articolo 59 del decreto legislativo n. 274 del 2000 di verificare l'effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità. In deroga a quanto previsto dall'articolo 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità. In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato. La decisione è ricorribile in cassazione. Il ricorso non sospende l'esecuzione a meno che il giudice che ha emesso la decisione disponga diversamente. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice che procede o il giudice dell'esecuzione, a richiesta del pubblico ministero o di ufficio, con le formalità di cui all'articolo 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dei motivi, della entità e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente e della confisca. Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena per non più di una volta (21).

 

(1) Articolo modificato dall'articolo 6 della legge 30 marzo 2001, n. 125 e dall'articolo 13 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 e successivamente sostituito dall'articolo 5 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(2) Lettera modificata dall'articolo 3, comma 45, della legge 15 luglio 2009, n. 94 e dall’articolo 33, comma 1, lett. a), punto 2), della legge 29 luglio 2010, n. 120. Vedi l'articolo 4 del D.lgs. 28 agosto 2000, n. 274.

(3) Comma sostituito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e modificato dall’articolo 4, comma 1 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92.

(4) La Corte Costituzionale, con sentenza 4 giugno 2010, n. 196 (in Gazz. Uff. , 9 giugno, n. 23), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della presente lettera, limitatamente alle parole «ai sensi dell'articolo 240, secondo comma, del codice penale».

(5) Comma inserito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(6) Comma sostituito dall'articolo 4, comma 1 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92 e dall’articolo 33, comma 1, lett. b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(7) Comma inserito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(8) Comma inserito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(9) Comma inserito dall'articolo 4, comma 1 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92.

(10) Comma inserito dall'articolo 3, comma 55, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94.

(11) Comma inserito dall'articolo 3, comma 55, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94.

(12) Comma inserito dall'articolo 3, comma 55, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94.

(13) Comma modificato dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e dall’articolo 33, comma 1, lett. c), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(14) Vedi l'articolo 4 del D.lgs. 28 agosto 2000, n. 274.

(15) Comma sostituito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e modificato dall’articolo 4, comma 1 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92.

(16) Comma modificato dall'articolo 4, comma 1 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92.

(17) Comma modificato dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(18) Comma sostituito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e modificato dall’articolo 4, comma 1 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92.

(19) Vedi l'articolo 6-bis del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(20) Lettera modificata dall’articolo 33, comma 1, lett. a), punto 1), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(21) Comma aggiunto dall’articolo 33, comma 1, lett. d), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Reati stato di ebbrezza o ubriachezza o da stupefacenti

Il vecchio sequestro del veicolo per guida alterata può essere confermato anche successivamente alla riforma introdotta con la l. n. 120/2010, che ha mutato la qualificazione giuridica della conseguente confisca. Infatti, in mancanza di disposizioni transitorie, è da considerare che essi furono legittimamente imposti secondo le regole sostanziali e procedimentali all'epoca vigenti; la loro perdurante legittimità, però, non può più essere delibata alla stregua di quei presupposti, ed in particolare alla stregua del disposto dell'art. 321, 2° c., c.p.p., dovendosi invece verificare la sussistenza o meno dei presupposti che legittimano ora la confisca amministrativa. La novella normativa, infatti, non ha abrogato l'istituto del sequestro prodromico alla confisca, ma ha solo modificato la sua qualificazione giuridica. (Cassazione penale sez. IV 04 novembre 2010 n. 40523).

Il conducente trovato al volante lievemente alterato dall'alcol prima dell'entrata in vigore della riforma stradale di cui alla l. n. 120/10, che ha depenalizzato questo comportamento, non può più essere sottoposto ad alcuna punizione. In mancanza di disposizioni transitorie, infatti, anche in materia di sanzioni amministrative vige il principio dell'irretroattività della norma. (Cassazione penale sez. IV 28 settembre 2010 n. 38692).

L'imputato deve essere assolto ex art. 530 comma 2 c.p.p. per guida in stato di ebbrezza qualora dall'istruttoria dibattimentale emerga una discordanza fra gli esiti analitici e le testimonianze rese in giudizio, assumendo valore dirimente il referto del pronto soccorso che descrive l'imputato come soggetto con pupille normoreagenti alla luce, cosciente e collaborante, condizione del tutto incompatibile con un tasso alcolemico elevato che comporterebbe uno stato di forte alterazione psicofisica. (Tribunale La Spezia 22 settembre 2010 n. 821).

A seguito della riforma introdotta con l. n. 120/10, la confisca del veicolo per guida alterata ha assunto la qualifica di misura sanzionatoria di carattere amministrativo. Il venir meno della natura penale della confisca comporta l'applicazione dell'art. 2, comma 4 del codice penale, con la conseguenza che, ai casi di consumazione del reato avvenuti prima dell'entrata in vigore della nuova legge, si applicherà la nuova e più favorevole disciplina che ha trasformato una sanzione penale in una di carattere amministrativo. In tema di guida in stato di ebbrezza, spetta, in forza del richiamo all’art. 224 ter c. strad. operato dall’art. 186 (come modificato dall’art. 33 l. n. 120 del 2010), all’autorità amministrativa e non al giudice penale disporre il sequestro del veicolo ai fini della confisca dello stesso. (Fattispecie di annullamento senza rinvio dell’ordinanza di sequestro preventivo disposta a norma dell’art. 321, comma 2, c.p.p., dal giudice penale anteriormente all’entrata in vigore della suddetta modifica). (Cassazione penale sez. IV 22 settembre 2010 n. 38570).

A seguito delle modifiche introdotte dall'art. 33 l. 29 luglio 2010 n. 120 agli art. 186 e 187 c. strad., la confisca del veicolo, ivi prevista come obbligatoria, ha assunto natura di sanzione amministrativa accessoria, e non più penale: ne deriva che, in vista della confisca, deve ormai escludersi che possa procedersi al sequestro preventivo del veicolo ai sensi dell'art. 321, comma 2, c.p.p., giacché, in base a quanto disposto dall'art. 224 ter c. strad., il sequestro ai fini della confisca del veicolo deve essere operato esclusivamente dall'autorità amministrativa. (Cassazione penale sez. IV 22 settembre 2010 n. 38570).

A seguito dell'intervenuta depenalizzazione dell'ipotesi meno grave di guida in stato di ebbrezza (art. 186, comma 2, lett. a), c. strad.: tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro), avvenuta con l’art. 33, comma 4, l. 29 luglio 2010 n. 120, il giudice, nel prosciogliere l’imputato perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, non deve trasmettere gli atti al prefetto: ciò in considerazione del principio di legalità-irretroattività operante sia per gli illeciti penali (art. 2 c.p.), sia per gli illeciti amministrativi (art. 1 l. 24 novembre 1981 n. 689, richiamato dall'art. 194 c. strad.) e tenuto conto che tale principio non è stato espressamente derogato dal legislatore come, invece, è avvenuto, nella stessa materia della circolazione stradale, in occasione della depenalizzazione del rifiuto a sottoporsi all'esame alcolimetrico introdotta con il d.l. n. 117 del 2007, conv. dalla l. n. 160 del 2007, allorquando l’art. 7 della citata normativa ebbe appunto a prevedere un’esplicita deroga al principio di irretroattività. (Cassazione penale sez. IV 17 settembre 2010 n. 36788).

In applicazione del principio del "favor rei", ove il tasso alcolemico è pari a 0,89 g/l, si applicano retroattivamente le più favorevoli disposizioni di cui alla lett. a), dell'art. 186, comma 2, c.d.s, come modificato ad opera dell'art. 5, comma 1, lett. a) d.l. 117/07, conv. con modificazioni nella l. 160/07, nella parte in cui prevedono la sola pena dell'ammenda qualora il tasso alcolemico superi il rapporto di 0,5 g/l ma non superi quello di 0,8 g/l in quanto il testo di legge non indica espressamente il secondo decimale, per cui la "seconda fascia sanzionatoria" viene in considerazione solo a partire dal tasso alcolemico di 0,9 g/l (e non a partire da quello di 0,81 g/l). (Tribunale  Alessandria 19 luglio 2010).

 

NOTA

Non si rinvengono precedenti analoghi. Diversamente, il favor rei , pur non legato alla successione di norme penali nel tempo, ha rilievo nell'applicazione di sanzioni conseguenti alla guida in stato di ebbrezza: cfr. Cass., sez. IV, 19 novembre 2009, n. 47101, P., in Guida dir. , 2010, f. 7, 82 («non è illogica, né contra legem , in quanto ispirata al principio del favor rei , la decisione con la quale il giudice, a fronte dell'esito ambivalente delle due prove del test alcolemico (la prima aveva dato il risultato di 0,80 grammi per litro, la seconda quello di 0,85 grammi per litro), abbia ritenuto applicabile la fattispecie contravvenzionale meno grave di cui alla lett. a) del comma 2 dell'art. 186 c. strad., benché l'esito di una delle prove dell'alcooltest avesse dato un risultato (appunto, 0,85 grammi per litro) superiore (anche se di poco) al limite (0,80 grammi per litro) al di sopra del quale il fatto avrebbe dovuto inquadrarsi nella più grave fattispecie di cui alla lettera b) dello stesso art. 186 comma 2»). Non mancano, ovviamente, altri e diversi casi di successione delle norme penali con riferimento alla mutevole disciplina dei reati derivanti dalla circolazione stradale, per i quali Cass., sez. IV, 18 marzo 2004, n. 23613, V., in Cass. pen. , 2005, 2986 ha ovviamente precisato che, l'art. 2 comma 3 c.p. prende in considerazione tutti i mutamenti legislativi intervenuti, stabilendo che deve applicarsi la legge le cui disposizioni sono più favorevoli al reo; pertanto una volta che sia entrata in vigore una legge più favorevole, questa deve essere sempre applicata anche se, successivamente, il legislatore ritenga di modificarla in senso meno favorevole.

 

Ai fini della confisca del veicolo (nella specie autovettura), in caso di guida in stato di ebbrezza, non può considerarsi estranea al reato la persona, diversa dal conducente e proprietaria di esso, che sia presente sul mezzo come passeggera. (Fattispecie in tema di sequestro preventivo). Annulla con rinvio, Trib. lib. Ascoli Piceno, 23 aprile 2009. (Cassazione penale sez. IV 14 luglio 2010 n. 34687).

Nel reato di guida in stato di ebbrezza, assumono rilievo, ai fini del superamento dei valori di soglia individuati dall’art. 186, comma 2, lett. a), b) e c) c.strad., anche i centigrammi di litro. (Nella specie, caratterizzata dall’accertamento di un tasso alcolemico pari a 1,56 g/l, si è ritenuto superato il valore di 1,5 g/l con conseguente integrazione della fattispecie di cui all’art. 186, comma 2, lett. c). (Cassazione penale sez. IV 07 luglio 2010 n. 32055).

In tema di guida in stato di ebbrezza, ai fini del superamento delle soglie di punibilità stabilite dall'art. 186, comma secondo, lett. a), b) e c), cod. strada, assumono rilievo anche i valori centesimali. (Nella specie, in presenza del rilievo di un tasso alcoolemico pari ad 1,56, la Corte ha ritenuto che ricorresse la fattispecie di cui alla lettera c) della suddetta norma). Rigetta, Trib. lib. Padova, 29 febbraio 2009. (Cassazione penale sez. IV 07 luglio 2010 n. 32055).

Lo stato di ebbrezza del conducente dei veicolo può essere accertato e provato con qualsiasi mezzo, e non necessariamente né unicamente attraverso la strumentazione e la procedura indicate nell'articolo 379 del regolamento di attuazione ed esecuzione del codice stradale (D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495) e successive modificazioni) (cosiddetto "etilometro"): infatti, per il principio del libero convincimento e non essendo prevista espressamente una "prova legale", il giudice ben può desumere lo stato di alterazione psicofisica, derivante dall'assunzione dell'alcool, da qualsiasi elemento sintomatico dell'ebbrezza (tra cui l'ammissione del conducente, l'alterazione della deambulazione, la difficoltà di movimento, l'eloquio sconnesso, l'alito vinoso, e così via); così come, del resto, può anche disattendere l'esito fornito dall'etilometro. (Trib. Napoli Sez. IV, 01 luglio 2010).

La pena da irrogare per il reato di guida in stato di ebbrezza non può essere mai inferiore ai cinque giorni. Sebbene l'art. 186 commi 2 e 2 bis c. strad. non preveda per il reato contravvenzionale un limite minimo dell'arresto, l'art. 25 comma 1 c.p. prescrive in cinque giorni il minimo edittale assoluto per la pena dell'arresto. Tale limite, proprio perché assoluto, non può essere mai valicato in riduzione, neanche con la concessione delle attenuanti. (Cassazione penale sez. IV 24 giugno 2010 n. 37587).

Nel caso in cui il conducente postosi alla guida in stato di ebbrezza abbia provocato un incidente stradale, è prevista la confisca obbligatoria del veicolo soltanto ove risulti accertato un tasso alcolemico superiore a g/l 1,5; se il predetto tasso risulti inferiore, può essere disposto unicamente il fermo amministrativo. Rigetta, Trib. lib. Pordenone, 08 gennaio 2010. (Cassazione penale sez. IV 10 giugno 2010 n. 32021).

È soggetto al raddoppio delle sanzioni unitamente al fermo amministrativo del veicolo il conducente che, moderatamente alterato dall’alcol, provochi un sinistro stradale. La confisca obbligatoria dell’autoveicolo è infatti disposta soltanto nelle ipotesi che il tasso alcolemico sia superiore a 1,5 g/l. (Cassazione penale sez. IV 10 giugno 2010 n. 32021).

La pena accessoria della sospensione della patente, che consegue alla condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza, non può essere inflitta al soggetto che non ha mai conseguita la patente. (Tribunale Napoli sez. IV 09 giugno 2010 n. 7895).

La confisca del veicolo prevista in caso di condanna per la contravvenzione di rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolimetrici, così come per quella di guida in stato di ebbrezza, non è una misura di sicurezza patrimoniale, bensì una sanzione penale accessoria. Ne consegue che la misura ablativa non può essere disposta in relazione agli illeciti commessi prima della sua introduzione. Rigetta, Gip Trib. Orvieto, 13/10/2008. (Cassazione penale sez. IV 08 giugno 2010 n. 23968).

La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell'articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, limitatamente alle parole ai sensi dell'articolo 240, secondo comma, del codice penale, dalle quali soltanto deriva l’applicazione retroattiva dell'istituto della confisca. La Corte ritiene che la confisca del veicolo abbia una funzione sanzionatoria e meramente repressiva e non invece preventiva, sulla base della duplice considerazione che tale misura è applicabile anche quando il veicolo dovesse risultare incidentato e temporaneamente inutilizzabile e che la sua operatività non impedisce in sé l’impiego di altri mezzi da parte dell'imputato, dunque un rischio di recidiva. Tale risoluzione, rende inoltre compatibile con l’art. 7 della CEDU e quindi con l’art. 117, primo comma, Cost. il novellato testo dell'art. 186, comma 2, lettera c), del codice della strada. La Corte Costituzionale dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 200 e 236 c. p. e dell'art. 187, comma 1, ultimo periodo, del D.lgs. n. 285 del 1992, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 117 Cost. , dal G. i. p. del Tribunale ordinario di Lecce. (Corte costituzionale 04 giugno 2010 n. 196).

In tema di sanzioni connesse alla guida in stato di ebbrezza, il provvedimento di sospensione della patente di guida che il Prefetto adotta nel caso di cui all'art. 186, comma 9, cod. strada, sino all'esito della visita medica del conducente prevista dal precedente comma, ha natura cautelare, essendo adottato sulla base del mero riscontro di un tasso alcolico superiore a quello prescritto, e, quale presupposto per la sua emissione, non è affatto richiesta l'esistenza di un accertamento giudiziale definitivo; ne consegue che il ricorso proponibile dinanzi al giudice di pace in sede civile non può che riguardare la sussistenza o meno delle condizioni legittimanti l'applicazione della suddetta misura cautelare, e non anche la verifica dell'esistenza della condotta oggetto di accertamento in ambito penale. (Cassazione civile sez. II 26 maggio 2010 n. 12898).

Qualora il prefetto disponga la sospensione della patente di guida in presenza di un tasso alcolemico superiore a quello di 1,5 grammi per litro, sino all'esito della visita medica contestualmente disposta, si è in presenza di un provvedimento che non presuppone affatto che vi sia stato un accertamento in sede penale del reato di guida in stato di ebbrezza e che viene adottato dall'amministrazione sulla base del mero riscontro dell'esistenza di un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro. Avverso un tale provvedimento è ammesso il ricorso al giudice di pace ma un tale ricorso non può che avere a oggetto la sussistenza delle condizioni legittimanti l'applicazione della misura cautelare, in particolare, quelle di cui all'art. 186, comma 9, c. strad. (Nella specie il giudice di pace aveva accolto il ricorso per essere stato il provvedimento di sospensione adottato in assenza dell'accertamento della violazione principale contestata e in particolare della guida in stato di ebbrezza. La Suprema Corte - in applicazione del principio di cui sopra - ha cassato la sentenza, evidenziando che non è ragione di invalidità del provvedimento amministrativo che aveva disposto la sospensione il fatto che lo stesso non contenesse un esplicito riferimento al comma 9 dell'art. 186 c. strad., essendo in proposito sufficiente a individuare la natura del potere esercitato il riferimento alle risultanze dell'accertamento del tasso alcolemico, nel senso che, una volta enunciato nel provvedimento che il detto tasso è superiore a 1,5 grammi per litro la sospensione disposta in via cautelare sino all'esito della visita medica contestualmente disposta non può trovare fondamento altro che nel citato art. 186, comma 9). (Cassazione civile sez. II 26 maggio 2010 n. 12898).

Il legislatore, nel prevedere la sospensione della patente di guida nei casi di guida sotto l'influenza dell'alcool e in stato di alterazione psicofìsica per uso di sostanze stupefacenti, si riferisce a tutti i documenti che abilitano alla conduzione di veicoli e, quindi, anche al certificato di idoneità alla guida di ciclomotori allorquando la violazione sia stata commessa a bordo di veicolo richiedente per la guida il conseguimento di siffatta abilitazione. (Nella specie, la Corte ne ha dedotto che legittimamente era stata disposta la sospensione del cosiddetto patentino che abilitava l'imputato alla guida del ciclomotore che questi conduceva al momento del fatto). (Cassazione penale sez. IV 06 maggio 2010 n. 27343).

La sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida prevista per alcune violazioni del codice della strada non può essere applicata a colui che le abbia commesse conducendo veicoli per la cui guida non sia richiesta alcuna abilitazione (sezione Un., 30 gennaio 2002, F.). (Nella specie, la Corte ha annullato, limitatamente al disposto provvedimento di sospensione della patente di guida, la sentenza di patteggiamento per i reati di guida in stato di ebbrezza alcolica e di rifiuto di sottoporsi all'accertamento del tasso alcolemico commessi dall'imputato alla guida di un ciclomotore di 50 c.c., non richiedente il conseguimento, per la guida, di patente). (Cassazione penale sez. IV 30 aprile 2010 n. 19646).

L’art. 186 del Codice della strada prevede, in caso di guida in stato di ebbrezza, la confisca obbligatoria del veicolo, tranne che esso appartenga a persona estranea al reato. La confisca del veicolo ha un contenuto afflittivo che trascende le tipiche finalità della misura di sicurezza e impone di applicare nella materia i principi dell'ordinamento penale ed in particolare quello di legalità e quello di personalità della responsabilità penale. Ne discende che la sanzione può colpire solo l’autore del reato e non soggetti diversi; e che la responsabilità dell'ente per le condotte illecite dei soggetti che in esso operano può essere configurata solo in presenza di tutti i presupposti sostanziali e processuali previsti dalla legge. (Cassazione penale  sez. IV 29 aprile 2010 n. 20093).

Ai fini dell'accertamento della condotta che integra la contravvenzione di cui all'art. 186 D.lg. n. 285 del 1992) è irrilevante la circostanza che l'autovettura non fosse in movimento bensì ferma a motore acceso poiché tale condizione è idonea a integrare la condotta di guida in stato di ebbrezza ed a legittimare l'accertamento delle condizioni di ebbrezza in quanto l'azione del conducente è potenzialmente atta a porre in moto il veicolo. (Tribunale  La Spezia  sez. riesame 23 aprile 2010).

In tema di guida in stato di ebbrezza con tasso alcoolemico non rilevato per rifiuto del conducente di sottoporsi all'esame, poiché il fatto è stato commesso nel novembre 2006, la norma più favorevole applicabile al caso in esame è quella dell'art. 186 comma 2 lett. A) c. strad. che è stata introdotta dalla l. n. 160 del 2007 ed oggetto di successive modificazioni, punibile con la sola pena dell'ammenda da Euro 500,00 ad Euro 2000,00. Nel caso in esame il giudice restituiva nel termine l'imputato per richiedere l'oblazione, nonostante l'apertura del dibattimento, ai sensi dell'art 141 disp. att. c. p. p. (così come interpretato da Cassazione Sezioni Unite 2 Marzo 2006 n. 7645 ed ex art. 162 c. p. (secondo la lettura prospettata dalla Corte costituzionale nella sentenza 29 Ottobre 1987 n. 357). (Tribunale  Roma  sez. VIII 07 aprile 2010 n. 26132).

In tema di guida in stato di ebbrezza, nel caso di accertamento di due diversi valori di tasso alcolemico, di cui uno al di sotto e l'altro al di sopra di ciascuna soglia penalmente rilevante prevista dall'art. 186, comma 2, c.strad., il giudice potrà liberamente apprezzare le relative misurazioni, e potrà ritenere integrato il reato (o comunque la fattispecie più grave) purché dimostri, con motivazione esauriente e logica, che la misurazione del tasso alcoolemico più elevato (fra i due) sia idonea da sola, o in combinazione con altri elementi di riscontro emersi dal processo, a provare il superamento di una certa soglia. (Tribunale Camerino 30 marzo 2010).

Può essere oggetto di sequestro preventivo qualsiasi bene a chiunque appartenente, e quindi anche a persona estranea al reato, purché esso sia, sebbene indirettamente, collegato al reato e, ove lasciato nella libera disponibilità, idoneo a costituire pericolo di aggravamento o di protrazione delle conseguenze del reato ovvero di agevolazione della commissione di ulteriori fatti penalmente rilevanti. È importante, quindi, per disporre la misura cautelare reale che, indipendentemente dall'appartenenza del bene a soggetto estraneo al reato, si accerti la disponibilità dello stesso da parte dell'indagato e la sua necessaria strumentalità rispetto al reato per il quale si procede. Sicché, in tema di guida in stato di ebbrezza, deve ritenersi legittimo il sequestro per intero di un veicolo con il quale è stato commesso reato in vista della confisca della quota appartenente all'indagato; in caso di successiva confisca, il terzo estraneo al reato potrà rivalersi "pro quota" sul prezzo ricavabile dalla vendita del bene (in applicazione dei suesposti principi, la Corte ha ritenuto legittimo il sequestro preventivo, per guida in stato di ebbrezza, dell'auto in leasing anche se utilizzata da altri soci dell'impresa). (Cassazione penale sez. IV 25 marzo 2010 n. 24291).

In tema di revoca della patente per il reato di guida in stato di alterazione da stupefacenti, ai fini della realizzazione della condizione di "recidiva nel biennio", rileva la data del passaggio in giudicato della sentenza relativa al fatto-reato precedente a quello per cui si procede, e non la data di commissione dello stesso. Rigetta, Gip Trib. Como, 20/05/2009. (Cassazione penale sez. IV 24 marzo 2010 n. 15657).

La confisca obbligatoria del veicolo, introdotta, con il cosiddetto decreto sicurezza di cui al d.l. 23 maggio 2008 n. 92, conv. dalla l. 24 luglio 2008 n. 125, in caso di sentenza di condanna o di patteggiamento nelle ipotesi più gravi di guida in stato di ebbrezza (art. 186, comma 2, lett. c), c. strad.: tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro), non è applicabile retroattivamente, in ragione della natura sanzionatoria e repressiva che caratterizza tale misura ablativa (cfr. C. cost., sent. 4 giugno 2010 n. 196; sez. un. 25 febbraio 2010, Proc. Rep. trib. Pordenone in proc. C.). (Cassazione penale sez. IV 18 marzo 2010 n. 25533).

In tema di successione di leggi penali che hanno regolato il rifiuto di sottoporsi al test alcolemico di cui al comma 4 dell'art. 186 c.strad., l'applicazione retroattiva della legge più favorevole, ovvero quella che aveva depenalizzato tale reato, permane anche se, successivamente, la stessa venga modificata in senso meno favorevole, reintroducendo il reato suddetto di cui al comma 7 dell'art. 186 c.strad. (Tribunale Pisa 16 marzo 2010 n. 272).

Il legislatore, nel costruire la fattispecie contravvenzionale prevista dall'art. 186 c. strad.(D.lg. 30 aprile 1992 n. 285), con la novella riformatrice di cui al D.l. 3 agosto 2007 n. 117, conv. dalla l. 2 ottobre 2007 n. 160, ha inteso introdurre un differenziato trattamento sanzionatorio a seconda del valore del tasso alcolemico riscontrato e ciò ha fatto attraverso la costruzione di tre distinte fattispecie di reato (previste rispettivamente dalle lett. a), b) e c) del comma 2 del citato art. 186, rispetto alle quali l'indicazione delle singole soglie alcolemiche con riferimento a una sola cifra decimale non significa affatto l'irrilevanza della seconda (vale a dire dei centesimi di grammo/litro). Una diversa interpretazione sarebbe infatti contraddittoria rispetto alla intenzione del legislatore, sottesa all'intervento riformatore, di arginare il fenomeno della guida in stato di alterazione correlata all'assunzione smodata di alcolici, e finirebbe, in modo altrettanto contraddittorio, con l'innalzare i valori-soglia di un decimo di grammo/litro per ciascuna delle fattispecie incriminatrici di cui alle lett. a), b) e c) (da queste premesse, la Corte, accogliendo il ricorso del p. m. , ha annullato la decisione con la quale il giudice aveva invece sostenuto l'irrilevanza dei centesimi di litro e, per l'effetto, aveva ritenuto che il valore alcolemico di 1,51 grammi/litro non avesse superato la soglia di 1,5 grammi/litro stabilita per la configurabilità della fattispecie incriminatrice più grave di cui alla lett. c), dell'art. 186). (Cassazione penale  sez. IV 04 marzo 2010 n. 12904).

In tema di guida in stato di ebbrezza, il sequestro preventivo del veicolo, con il quale è stato commesso il reato di cui all'art. 186 c. strada, in vista della confisca della quota appartenente all'indagato, deve necessariamente riguardare il bene nella sua infrazionabile interezza. Ne consegue che non è consentito disporre il sequestro parziale del bene, concedendone tuttavia l'uso per l'intero al comproprietario non indagato. Annulla senza rinvio, Trib. lib. Pordenone, 26 maggio 2009. (Cassazione penale sez. IV 04 marzo 2010 n. 16154).

Il rifiuto, penalmente sanzionato, di sottoporsi agli accertamenti per la verifica dello stato di ebbrezza alcolica previsto dall’art. 186, comma 7, c. strad., è riferibile anche agli accertamenti degli organi di polizia a mezzo di strumenti portatili (cosiddetto “etilometro”) di cui al comma 3. (Cassazione penale  sez. IV 02 marzo 2010 n. 11845).

In tema di guida in stato di ebbrezza, è legittimo il sequestro dell'auto anche se ha più proprietari; il regime di comproprietà del veicolo, infatti, non preclude la possibilità di confisca pro-quota (nella specie, la Corte ha respinto il ricorso di una coppia, comproprietaria di una macchina, che aveva contestato il sequestro preventivo del veicolo deciso nell'ambito di un procedimento penale a carico del terzo proprietario, sorpreso ubriaco al volante). (Cassazione penale sez. IV 02 marzo 2010 n. 24288).

È ammissibile il sequestro preventivo finalizzato alla confisca obbligatoria avente a oggetto, nella sua interezza, il veicolo condotto da persona chiamata a rispondere del reato di guida in stato di ebbrezza pur nel caso in cui si tratti di veicolo in comproprietà. Piuttosto, la successiva confisca riguarderà solo la "quota" appartenente all'indagato/imputato (si veda l'art. 33 l. 29 luglio 2010 n. 120). (Cassazione penale sez. IV 02 marzo 2010 n. 24288).

La confisca del veicolo prevista in caso di condanna per la contravvenzione di rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolimetrici, così come per quella di guida in stato di ebbrezza, non è una misura di sicurezza patrimoniale, bensì una sanzione penale accessoria. (In motivazione la Corte ha chiarito che pertanto la misura ablativa non può essere disposta in relazione agli illeciti commessi prima della sua introduzione). Annulla con rinvio, Trib. Pordenone, 9 aprile, 2009. (Cassazione penale sez. un. 25 febbraio 2010 n. 23428).

In tema di guida in stato di ebbrezza, le tre fasce contravvenzionali di cui all'art. 186, c. strad. integrano fattispecie autonome di reato, destinate, pertanto, a non subire, come tali, il "gioco" del giudizio di bilanciamento tra opposte circostanze che potrebbe vanificare l'applicazione del più rigoroso trattamento sanzionatorio introdotto per le violazioni di maggiore entità. Le ipotesi incriminatrici previste rispettivamente dalle lett. a), b) e c) del comma 2 dell'art. 186 c. strad., integrano fattispecie autonome di reato: si tratta di disposizioni in ordine crescente di gravità, modellata sul tasso alcolemico accertato, che sono caratterizzate, tra loro, da un rapporto di reciproca alternatività e, quindi, di incompatibilità. (Cassazione penale  sez. IV 11 febbraio 2010 n. 10686).

Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all'art. 186 c. strad. (D.lg. 30 aprile 1992 n. 285), anche a seguito della novella riformatrice di cui al D.l. 3 agosto 2007 n. 117, conv. dalla l. 2 ottobre 2007 n. 160, che, sostituendo il comma 2 della suddetta norma incriminatrice, ha solo determinato un differenziato trattamento sanzionatorio a seconda del valore del tasso alcolemico riscontrato attraverso la costruzione di tre distinte fattispecie di reato, il giudice può pur sempre formare il suo libero convincimento in base a elementi probatori acquisiti diversi dall'esito dell'alcooltest, ai sensi dei principi generali in materia di prova (principio del libero convincimento, assenza di prove legali, necessità che la prova non dipenda dalla discrezionale volontà della parte interessata). Peraltro, la possibilità per il giudice di avvalersi, ai fini dell'affermazione della sussistenza dello stato di ebbrezza, delle sole circostanze sintomatiche riferite dagli agenti accertatori sarà il più delle volte da circoscriversi alla sola fattispecie meno grave, quella di cui al comma 2, lett. a), dell'art. 186. (Cassazione penale  sez. IV 11 febbraio 2010 n. 10686).

In tema di guida in stato di ebbrezza, le tre fasce contravvenzionali di cui all'art. 186, c. strad. integrano fattispecie autonome di reato, destinate, pertanto, a non subire, come tali, il "gioco" del giudizio di bilanciamento tra opposte circostanze che potrebbe vanificare l'applicazione del più rigoroso trattamento sanzionatorio introdotto per le violazioni di maggiore entità. (Cassazione penale sez. IV 11 febbraio 2010 n. 10686).

La macchina guidata da chi è in stato di ebbrezza può essere oggetto di sequestro preventivo anche se è in leasing e, quindi, non è di proprietà del conducente. La misura cautelare reale, infatti, è da considerarsi legittima perché il guidatore, sebbene non proprietario, ha comunque la disponibilità del veicolo in forza del contratto di leasing. È legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di un veicolo il cui conducente,sorpreso alla guida in stato di ebbrezza, ne abbia la disponibilità in forza di un contratto di "leasing". (Nell'affermare tale principio, la Corte ha chiarito che la società di leasing, per riottenere la materiale disponibilità del veicolo, deve dimostrare che il contratto è cessato e che, conseguentemente, è sorto il suo diritto alla restituzione). Dichiara inammissibile, Trib. lib. Fermo, 25 Giugno 2009. (Cassazione penale  sez. IV 11 febbraio 2010 n. 10688).

Ai fini del reato di guida in stato di ebbrezza, rientra nella nozione di guida la condotta di chi si trovi all'interno del veicolo (nella specie, in stato di alterazione, nell'atto di dormire con le mani e la testa poste sul volante) quando sia accertato che egli abbia, in precedenza, deliberatamente movimentato il mezzo in area pubblica o quantomeno destinata al pubblico. (Nella specie la movimentazione è stata desunta dalla posizione dell'autovettura, rinvenuta con motore e luci accesi, in zona della città diversa da quella di residenza del conducente). Dichiara inammissibile, Trib. Monza, 15 aprile 2008. (Cassazione penale  sez. VII 20 gennaio 2010 n. 10476).

In tema di guida in stato di ebbrezza, qualora il risultato delle due rilevazioni effettuate con l'etilometro sia per entrambe pari a 0,89 g/l, per il principio del "favor rei", il secondo decimale non deve essere tenuto conto e la fattispecie fatta ricadere nell'ipotesi sanzionata dall'art. 186, comma 2, lett. a), c. strad., con conseguente possibilità di avanzare istanza di oblazione. (Tribunale Monza 20 gennaio 2010).

La riduzione della capacità di guida, costituente il fatto illecito che il legislatore intende sanzionare mediante gli art. 186 e 187 c. strad., non può essere desunta sulla sola base dei risultati degli esami urinari; invero, come espresso dalla stessa scienza farmacologica, al di là di un problema di falsi positivi che può presentare un esame di tal genere, potendo anche lo stato di stress psico-fisico del soggetto portare all'alterazione dei valori a causa di tossine che entrano in circolazione, in ogni caso la positività urinaria alle sostanze stupefacenti non permette di documentare l'attualità dell'uso delle stesse e, conseguentemente, un'alterazione psicofisica da loro assunzione da cui scaturisca la riduzione della prestazione alla guida; tali tipi di indagine, infatti, poiché effettuabili in tempi brevi, sono da considerarsi unicamente alla stregua di "rilevatori preliminari" i cui risultati, di conseguenza, per fondare un giudizio di colpevolezza, devono essere confermati da ulteriori e diversi accertamenti. (Tribunale Bologna 07 gennaio 2010 n. 26).

In applicazione della disciplina del concorso apparente di norme, la condotta di guida in stato di ebbrezza di cui all'art. 186, comma 2, lett. c), c. strad. resta assorbita nel delitto di omicidio colposo aggravato di cui all'art. 589, comma 3, n. 1, c.p., disposizione, quest'ultima, inserita dal d.l. 23 maggio 2008, n. 92, conv. in l. 24 luglio 2008, n. 125, che commina la pena della reclusione da tre a dieci anni per l'autore di un omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale qualora l'agente versi in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'art. 186, comma 2, lett. c) d.lg. 30 aprile 1992, n. 285 e succ. modificazioni. (Tribunale Ferrara 16 dicembre 2009 n. 70).

Il conducente indagato per il reato di guida in stato di ebbrezza alcolica cui sia stato sequestrato il veicolo ai fini di confisca ex art. 186 c. strad., non può ricorrere avverso il sequestro adducendo la titolarità della proprietà del veicolo in capo a una società. La confisca del veicolo prevista dall'art. 186 comma 2 lett. c) c. strad. ha natura "obbligatoria", come risulta sia dalla terminologia utilizzata ("è sempre disposta"), sia dal richiamo al comma 2 dell'art. 240 c.p., e da ciò deriva che, nel caso di sequestro preventivo disposto ai sensi dell'art. 321 c.p.p. ai fini della successiva confisca, l'esistenza del "periculum", cui l'emissione di tale misura cautelare reale è subordinata, è presunta per legge e non deve essere accertata caso per caso, e deriva altresì che non può essere disposta la restituzione del veicolo prima della sentenza definitiva, a meno che non vengano meno i presupposti per ritenere esistente il "fumus". (Cassazione penale sez. IV 16 dicembre 2009 n. 1861).

Lo stato di ebbrezza, rilevante ai sensi dell'art. 186 codice della strada può essere accertato con qualsiasi mezzo e, in particolare, in via indiziaria dai sintomi riferiti dagli agenti di polizia giudiziaria e dalla condotta di guida. (Tribunale Rovereto 10 dicembre 2009 n. 365).

Ai fini della configurazione del reato di guida in stato di ebbrezza (pur dopo le modifiche apportate all'art. 186 c. strad. dall'art. 4, comma 1, lett. d) d.l. n. 92 del 2008, conv. con modificazioni in l. n. 125 del 2008), lo stato di ebbrezza può essere accertato dal giudice, sulla base delle sole circostanze sintomatiche riferite dagli agenti accertatori, ma unicamente con riguardo alla fattispecie meno grave di cui all'art. 186, comma 2, lett. a), c. strad. Rigetta, Trib. Melfi, 16/04/2009. Cassazione penale sez. IV 04 dicembre 2009 n. 48026).

 

Efficacia della legge penale nel tempo successione di leggi penali legge più favorevole

In tema di successione di leggi penali che hanno regolato il rifiuto di sottoporsi al test alcolemico di cui al comma 4 dell'art. 186 c. strad., l'applicazione retroattiva della legge più favorevole, ovvero quella che aveva depenalizzato tale reato, permane anche se, successivamente, la stessa venga modificata in senso meno favorevole, reintroducendo il reato suddetto di cui al comma 7 dell'art. 186 c. strad.(Tribunale  Pisa 16 marzo 2010 n. 272).

 

Reati in genere

Il disposto dell'art. 186 c. strad., anche nella formulazione novellata dalla l. n. 120 del 2010, non risulta modificato nella parte in cui impone la confisca obbligatoria del veicolo con il quale è stato commesso il reato (salvo che appartenga a persona estranea al reato). Tale confisca deve continuare ad intendersi quale sanzione penale accessoria. (Tribunale Brescia sez. riesame 23 settembre 2010).

Il reato di rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolimetrici di cui all'art. 186, comma settimo, C. D.S. , reintrodotto a seguito del D.L. 23 maggio 2008, n. 92, conv. nella L. n. 125 del 2008, è integrato anche dal rifiuto di sottoporsi agli accertamenti effettuati dalla polizia stradale a mezzo degli strumenti portatili (cosiddetto "etilometro") di cui al comma terzo della suddetta disposizione normativa. (Cassazione penale  sez. IV 02 marzo 2010 n. 11845).

Il conducente indagato per il reato di guida in stato di ebbrezza alcolica cui sia stato sequestrato il veicolo ai fini di confisca ex art. 186 c. strad., non può ricorrere avverso il sequestro adducendo la titolarità della proprietà del veicolo in capo a una società. La confisca del veicolo prevista dall'art. 186, comma 2, lett. e) c. strad. ha natura "obbligatoria", come risulta sia dalla terminologia utilizzata ("è sempre disposta"), sia dal richiamo al comma 2 dell'art. 240 c.p., e da ciò deriva che, nel caso di sequestro preventivo disposto ai sensi dell'art. 321 c.p.p. ai fini della successiva confisca, l'esistenza del "periculum", cui l'emissione di tale misura cautelare reale è subordinata, è presunta per legge e non deve essere accertata caso per caso, e deriva altresì che non può essere disposta la restituzione del veicolo prima della sentenza definitiva, a meno che non vengano meno i presupposti per ritenere esistente il "fumus". (Cassazione penale sez. IV 16 dicembre 2009 n. 1860).

 

Regolamenti comunali e ordinanze

È legittimo il sequestro dello scooter per guida in stato di ebbrezza anche se il conducente è una persona diversa dal proprietario; infatti, ciò che rileva ai fini della misura cautelare è l'effettiva signoria sul bene e non la sua formale intestazione (nella specie, la Corte ha respinto il ricorso di una donna sessantottenne contro l'ordinanza che convalidava il sequestro dello scooter di sua proprietà, sequestrato al figlio che - alla guida del mezzo - era stato trovato in evidente stato di ebbrezza alcolica). (Cassazione penale  sez. IV 26 febbraio 2010 n. 20610).

 

Sequestro preventivo

In relazione al sequestro preventivo del veicolo di cui il trasgressore risulti proprietario finalizzato alla confisca obbligatoria prevista dall'art. 186, commi 2, lett. c), e 7 c. strad. (rispettivamente, per le ipotesi di più elevato livello alcolemico e di rifiuto di sottoporsi all'accertamento alcolimetrico), il "periculum in mora" deve ritenersi "in re ipsa", stante la finalità della misura cautelare che è quella di rendere in concreto possibile la successiva confisca in caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta (si veda art. 33 l. 29 luglio 2010 n. 120). (Cassazione penale sez. IV 09 giugno 2010 n. 24593).

In relazione al sequestro preventivo del veicolo di cui il trasgressore risulti proprietario finalizzato alla confisca obbligatoria prevista dall'art. 186, commi 2, lett. c), e 7 c. strad. (rispettivamente, per le ipotesi di più elevato livello alcolemico e di rifiuto di sottoporsi all'accertamento alcolimetrico), risulta evidente che, fino all'esito del giudizio, e sempre che sussista il fumus del reato, non può essere disposta la restituzione del veicolo stesso, posto che, a voler ritenere consentita tale restituzione, potrebbe verificarsi una situazione di impossibilità della successiva confisca della res, in caso di condanna o di applicazione della pena, non potendo certo escludersi che il soggetto interessato, una volta ottenuta la restituzione del veicolo, ceda poi a terzi, nelle more del giudizio e prima della sentenza di condanna o di applicazione della pena, il veicolo stesso; e ciò anche perché in materia non è neppure prevista la confisca «per equivalente» (si veda art. 33 l. 29 luglio 2010 n. 120). (Cassazione penale sez. IV 09 giugno 2010 n. 24593).

La macchina guidata da chi è in stato di ebbrezza può essere oggetto di sequestro preventivo anche se è in leasing e, quindi, non è di proprietà del conducente. La misura cautelare reale, infatti, è da considerarsi legittima perché il guidatore, sebbene non proprietario, ha comunque la disponibilità del veicolo in forza del contratto di leasing. (Cassazione penale sez. IV 11 febbraio 2010 n. 10688).

Non può essere sottoposta a sequestro preventivo l'auto di proprietà del padre del giovane colto alla guida della stessa in stato di ubriachezza, anche se il genitore è a conoscenza di vecchi precedenti dello stesso tipo a carico del figlio. La conoscenza di vecchi precedenti (risalenti a sei anni prima dell'episodio incriminato) non vale ad escludere la buona fede del padre, perché non è ragionevolmente esigibile che l'uomo si rifiuti di prestare l'autovettura al figlio, in assenza di più recenti e attuali comportamenti in base a cui prevedere l'ulteriore commissione di reati come quello per cui si procede. Infatti, in assenza di più recenti trasgressioni, non può essere formulato alcun addebito di negligenza al titolare della macchina al fine di legittimare il sequestro, dovendosi escludere per il genitore (titolare dell'auto) un giudizio di rimproverabilità per omessa sorveglianza sul comportamento dell'indagato (figlio). (Cassazione penale sez. VI 07 gennaio 2010 n. 11791).

Può essere adottato il sequestro preventivo a fini di confisca del veicolo guidato da soggetto chiamato a rispondere della contravvenzione di guida sotto l'influenza dell'alcool, pur quando il veicolo appartenga a persona diversa dal trasgressore, quando a carico di quest'ultimo sussistano profili di negligenza nell'affidamento del veicolo. (Nella specie, peraltro, la Corte ha rigettato il ricorso del procuratore della Repubblica avverso la decisione del tribunale del riesame che aveva revocato il provvedimento di sequestro preventivo disposto dal g.i.p. sul veicolo appartenente al padre dell'indagato argomentando la sussistenza di profili di negligenza del proprietario derivanti dal fatto che egli era informato di precedenti condotte anomale tenute dal figlio; secondo la Corte, infatti, il tribunale del riesame, ponendosi in linea con il principio affermato in massima, aveva peraltro spiegato in modo convincente e insindacabile le ragioni per le quali non poteva formalizzarsi un giudizio di "rimproverabilità" a carico del padre per omessa sorveglianza sul comportamento del figlio, per non essere ragionevolmente "esigibile" il rifiuto di prestare l'autovettura a fronte di un precedente specifico ormai risalente nel tempo e nell'assenza di più recenti e attuali comportamenti in base a cui prevedere il rischio di recidiva specifica). (Cassazione penale sez. VI 07 gennaio 2010 n. 11791).

In tema di sequestro preventivo ai fini della confisca obbligatoria del veicolo guidato dal trasgressore nelle ipotesi più gravi di guida in stato di ebbrezza (art. 186, comma 2, lett. c), c. strad.: tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro) e nell'ipotesi di guida in stato di alterazione psicofisica derivante dall'assunzione di sostanze stupefacenti (art. 187 c. strad.), compete pur sempre al giudice penale, ai sensi dell'art. 2 c.p.p., affrontare e risolvere, incidentalmente e senza alcuna efficacia vincolante in nessun altro processo, la questione della dedotta proprietà del veicolo in capo a persona estranea al reato, che escluderebbe l'applicabilità della misura ablativa (per l'effetto, da queste premesse, la Corte ha ritenuto che correttamente il giudice del riesame aveva respinto la richiesta di dissequestro del veicolo presentata deducendo che questo era stato, nelle more del procedimento, venduto a terzi: e ciò avendo il tribunale del riesame argomentato in modo convincente che trattavasi di vendita strumentale alla sottrazione del bene alla misura cautelare, tenuto conto che questa era avvenuta, in epoca successiva alla commissione del reato di guida sotto l'influenza dell'alcool, appena il giorno prima dell'esecuzione del sequestro preventivo, e in favore di un soggetto (un concessionario di autovetture), il quale, a supporto e dimostrazione dell'acquisto, non aveva prodotto alcuna documentazione, neppure fiscale). (Cassazione penale sez. IV 22 dicembre 2009 n. 10458).

 

Investigazioni della polizia giudiziaria accertamenti urgenti

I verbali compiuti dalla polizia giudiziaria ex art. 354 c.p.p., tra i quali rientra anche l'accertamento strumentale dello stato di ebbrezza del conducente alla guida dell'autovettura, "non sono soggetti all'obbligo del deposito al difensore ex art. 366 c.p.p., trattandosi di atti urgenti e indifferibili ai quali il difensore ha diritto di assistere ma senza preventivo avviso e per l'effettuazione, a differenza di quanto stabilito dall'art. 365 c.p.p. per gli atti di perquisizione e sequestro compiuti dal P.M., non è prevista neppure la designazione di un difensore d'ufficio, ma solo l'avvertimento ex art. 114 disp. att. c.p.p. della facoltà di potersi fare assistere da un difensore." (Tribunale Roma sez. I 14 gennaio 2010 n. 538).

 

Appartenenti ad associazioni mafiose (nei confronti di) confisca

In tema di confisca, non integra la nozione di "appartenenza a persona estranea al reato" la mera intestazione a terzi del bene mobile utilizzato per realizzare il reato stesso, quando precisi elementi di fatto consentano di ritenere che l'intestazione sia del tutto fittizia e che in realtà sia l'autore dell'illecito ad avere la sostanziale disponibilità del bene. In una tale prospettiva, il giudice, nel valutare la ricorrenza dell'"altruità" del veicolo, deve essere rigoroso e accertare, specie quando l'alienazione del bene sia avvenuta dopo l'accertamento del reato, se l'alienazione stessa sia effettiva ovvero se essa nasconda un'intestazione fittizia. (Cassazione penale sez. IV 14 gennaio 2010 n. 11230).

 

Sanzioni amministrative

È inammissibile l'opposizione proposta davanti al giudice di pace avverso un provvedimento di accertamento della violazione dell'art. 186, comma 2, c. strad. per guida in stato di ebbrezza, atteso che la prevista sospensione della patente non é sanzione amministrativa pecuniaria. (Giudice di pace Bari sez. III 19 dicembre 2009 n. 9154).

Ai sensi dell'art. 14 l. n. 689/81, è richiesto che vi sia una necessaria correlazione tra il fatto che viene contestato ed il fatto assunto a base della sanzione irrogata.Laddove manchi tale correlazione e vi sia, al contrario, una divergenza, è ravvisabile una violazione di legge proprio dell'art. 14 (in applicazione del suesposto principio, la Corte ha annullato il provvedimento di sospensione della patente di guida emesse nei confronti del ricorrente, a cui era stata contestata la violazione dell'art. 186, c. strad. - consistente nella guida di autoveicolo in stato di ebbrezza - ed era poi stata irrogata una sanzione in base all'art. 223 dello stesso codice). (Cassazione civile sez. II 19 ottobre 2010 n. 21447).

 

Conducente di veicoli patente di abilitazione alla guida: sospensione e revoca

È manifestamente inammissibile, per omessa motivazione sulla rilevanza, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 186, comma 2, cod. strada (d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285) e dell'art. 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689, impugnati, in riferimento agli artt. 1, 3, 4 e 97 Cost., nella parte in cui non prevedono che il giudice dell'opposizione all'ordinanza-ingiunzione, con la quale il prefetto irroga la sanzione cautelare della sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza, possa regolare l'esecuzione della misura con modalità tali da non ostacolare il lavoro del condannato. Infatti, prescindendo da ogni considerazione in merito alla fondatezza della questione, l'atto di promovimento è privo di qualsiasi descrizione del fatto da cui possa rilevarsi se sussistano le esigenze lavorative conclamate dall'opponente nel giudizio principale e se, per soddisfare le stesse, sia indispensabile il possesso della patente di guida. (Corte costituzionale 21 luglio 2010 n. 260).

È illegittimo il decreto penale che ometta di applicare, contestualmente alla pena per guida in stato d'ebbrezza, la sanzione accessoria amministrativa della sospensione della patente di guida che consegue di diritto alla condanna. Annulla in parte con rinvio, Trib. Latina, 27 gennaio 2009. (Cassazione penale sez. IV 03 giugno 2010 n. 34653).

 

Circolazione stradale

La sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida deve essere applicata, anche in caso di patteggiamento della pena, pur quando la condotta di guida sotto l'influenza dell'alcool o in stato di alterazione fisica per uso di sostanze stupefacenti sia stata posta in essere con l'uso di un ciclomotore per la cui circolazione non è richiesta la patente, bensì il possesso di un certificato di idoneità alla guida. Annulla c. rinvio, Trib. A. Piceno s.d. S.B. del Tronto, 26/03/2009. (Cassazione penale sez. IV 06 maggio 2010 n. 27343).

 

Ricorso ammissibilità e inammissibilità

È inammissibile il ricorso per cassazione proposto dall'imputato avverso il decreto penale di condanna, né l'impugnazione proposta può essere convertita nell'opposizione di cui all'art. 461 cod. proc. pen., non avendo quest'ultima le connotazioni di mezzo di gravame. (Fattispecie in tema di ricorso presentato avverso la statuizione della confisca contenuta nel decreto penale di condanna per il reato di cui all'art. 186 c.d.s.). Dichiara inammissibile, Gip Trib. Ferrara, 01/04/2009. (Cassazione penale sez. IV 24 febbraio 2010 n. 14514).

 

Sentenza di proscioglimento estinzione del reato oblazione

Non è abnorme il provvedimento con il quale il Tribunale monocratico, dopo avere ammesso l'imputato all'oblazione, revochi il provvedimento ammissivo, rilevando che in relazione al reato sussistente (nella specie: contravvenzione punita con le pene congiunte dell'arresto e dell'ammenda) l'oblazione non è ammissibile. (Fattispecie nella quale la somma non era ancora stata versata). Dichiara inammissibile, Trib. Udine s. dist. C. Del Friuli, 07/04/2009. (Cassazione penale sez. IV 03 dicembre 2009 n. 1553).


 

 

 

Art. 186 bis

(Guida sotto l'influenza dell'alcool per conducenti di età inferiore a ventuno anni, per i neo-patentati e per chi esercita professionalmente l'attività di trasporto di persone o di cose).

1. È vietato guidare dopo aver assunto bevande alcoliche e sotto l'influenza di queste per:

a) i conducenti di età inferiore a ventuno anni e i conducenti nei primi tre anni dal conseguimento della patente di guida di categoria B;

b) i conducenti che esercitano l'attività di trasporto di persone, di cui agli articoli 85, 86 e 87;

c) i conducenti che esercitano l'attività di trasporto di cose, di cui agli articoli 88, 89 e 90;

d) i conducenti di autoveicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, di autoveicoli trainanti un rimorchio che comporti una massa complessiva totale a pieno carico dei due veicoli superiore a 3,5 t, di autobus e di altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di postia sedere, escluso quello del conducente, è superiore a otto, nonchè di autoarticolati e di autosnodati.

2. I conducenti di cui al comma 1 che guidino dopo aver assunto bevande alcoliche e sotto l'influenza di queste sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 624, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a O (zero) e non superiore a 0,5 grammi per litro (gli). Nel caso in cui il conducente, nelle condizioni di cui al periodo precedente, provochi un incidente, le sanzioni di cui al medesimo periodo sono raddoppiate.

3. Per i conducenti di cui al comma 1 del presente articolo, ove incorrano negli illeciti di cui all'articolo 186, comma 2, lettera a), le sanzioni ivi previste sono aumentate di un terzo; ove incorrano negli illeciti di cui all'articolo 186, comma 2, lettere b) e c), le sanzioni ivi previste sono aumentate da un terzo alla metà.

4. Le circostanze attenuanti concorrenti con le aggravanti di cui al comma 3 non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste. Le diminuzioni di pena si operano sulla quantità della stessa risultante dall'aumento conseguente alla predetta aggravante.

5. La patente di guida è sempre revocata, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l) per i conducenti di cui alla lettera d) del comma 1, ovvero in caso di recidiva nel triennio per gli altri conducenti di cui al medesimo comma. È fatta salva l'applicazione delle disposizioni di cui al quinto e al sesto periodo della lettera c) del comma 2 dell'articolo 186.

6. Si applicano le disposizioni di cui ai commi da 3 a 6, 8 e 9 dell'articolo 186. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, in caso di rifiuto dell'accertamento di cui ai commi 3, 4 o 5 dell'articolo 186, il conducente è punito con le pene previste dal comma 2, lettera c), del medesimo articolo, aumentate da un terzo alla metà. La condanna per il reato di cui al periodo precedente comporta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei mesi a due anni e della confisca del veicolo con le stesse modalità e procedure previste dal citato articolo 186, comma 2, lettera c), salvo che il veicolo appartenga a persona estranea al reato. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata. Con l'ordinanza con la quale è disposta la sospensione della patente di guida, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica secondo le disposizioni del comma 8 del citato articolo 186. Se il fatto è commesso da soggetto già condannato nei due anni precedenti per il medesimo reato, è sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI.

7. Il conducente di età inferiore a diciotto anni, per il quale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a O (zero) e non superiore a 0,5 grammi per litro (g/1), non può conseguire la patente di guida di categoria B prima del compimento del diciannovesimo anno di età. Il conducente di età inferiore a diciotto anni, per il quale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), non può conseguire la patente di guida di categoria B prima del compimento del ventunesimo anno di età». Il conducente di età inferiore a diciotto anni, per il quale sia stato accertatoun valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), non può conseguire la patente di guida di categoria B prima del compimento del ventunesimo anno di età.

 

(1) Articolo inserito dall'articolo 33, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 

 

Art. 187

Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti (1)

1. Chiunque guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l'ammenda da euro 1. 500 a euro 6. 000 e l'arresto da sei mesi ad un anno. All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente è raddoppiata. Per i conducenti di cui al comma 1 dell'articolo 186-bis, le sanzioni di cui al primo e al secondo periodo del presente comma sono aumentate da un terzo alla metà. Si applicano le disposizioni del comma 4 dell'articolo 186-bis. La patente di guida è sempre revocata, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI, quando il reato è commesso da uno dei conducenti di cui alla lettera d) del citato comma 1 dell'articolo 186-bis, ovvero in caso di recidiva nel triennio. Con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena a richiesta delle parti, anche se è stata applicata la sospensione condizionale della pena, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Ai fini del sequestro si applicano le disposizioni di cui all'articolo 224-ter (2).

1-bis. Se il conducente in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope provoca un incidente stradale, le pene di cui al comma 1 sono raddoppiate e, fatto salvo quanto previsto dal settimo e dall'ottavo periodo del comma 1, la patente di guida è sempre revocata ai sensi del capo H, sezione H, del titolo VI. È fatta salva in ogni caso l'applicazione dell'articolo 222 (3).

1-ter. Competente a giudicare dei reati di cui al presente articolo è il tribunale in composizione monocratica. Si applicano le disposizioni dell’articolo 186, comma 2-quater (4).

1-quater. L'ammenda prevista dal comma 1 è aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore 22 e prima delle ore 7. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 186, commi 2-septies e 2-octies (5).

2. Al fine di acquisire elementi utili per motivare l'obbligo di sottoposizione agli accertamenti di cui al comma 3, gli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, secondo le direttive fornite dal Ministero dell'interno, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l'integrità fisica, possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili.

2-bis. Quando gli accertamenti di cui al comma 2 forniscono esito positivo ovvero quando si ha altrimenti ragionevole motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi sotto l'effetto conseguente all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, i conducenti, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l'integrità fisica, possono essere sottoposti ad accertamenti clinico-tossicologici e strumentali ovvero analitici su campioni di mucosa del cavo orale prelevati a cura di personale sanitario ausiliario delle forze di polizia. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell'interno, della giustizia e della salute, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri ? Dipartimento per le politiche antidroga e il Consiglio superiore di sanità, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono stabilite le modalità, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, di effettuazione degli accertamenti di cui al periodo precedente e le caratteristiche degli strumenti da impiegare negli accertamenti medesimi. Ove necessario a garantire la neutralità finanziaria di cui al precedente periodo, il medesimo decreto può prevedere che gli accertamenti di cui al presente comma siano effettuati, anzichè su campioni di mucosa del cavo orale, su campioni di fluido del cavo orale (12).

3. Nei casi previsti dal comma 2-bis, qualora non sia possibile effettuare il prelievo a cura del personale sanitario ausiliario delle forze di polizia ovvero qualora il conducente rifiuti di sottoporsi a tale prelievo, gli agenti di polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, fatti salvi gli ulteriori obblighi previsti dalla legge, accompagnano il conducente presso strutture sanitarie fisse o mobili afferenti ai suddetti organi di polizia stradale ovvero presso le strutture sanitarie pubbliche o presso quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate, per il prelievo di campioni di liquidi biologici ai fini dell'effettuazione degli esami necessari ad accertare la presenza di sostanze stupefacenti o psicotrope. Le medesime disposizioni si applicano in caso di incidenti, compatibilmente con le attività di rilevamento e di soccorso (13).

4. Le strutture sanitarie di cui al comma 3, su richiesta degli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, effettuano altresì gli accertamenti sui conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, ai fini indicati dal comma 3; essi possono contestualmente riguardare anche il tasso alcoolemico previsto nell'articolo 186 (6).

5. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge. [I fondi necessari per l'espletamento degli accertamenti conseguenti ad incidenti stradali sono reperiti nell'ambito dei fondi destinati al Piano nazionale della sicurezza stradale di cui all'articolo 32 della legge 17 maggio 1999, n. 144]. Copia del referto sanitario positivo deve essere tempestivamente trasmessa, a cura dell'organo di Polizia che ha proceduto agli accertamenti, al prefetto del luogo della commessa violazione per gli eventuali provvedimenti di competenza (7).

5-bis. Qualora l'esito degli accertamenti di cui ai commi 3, 4 e 5 non sia immediatamente disponibile e gli accertamenti di cui al comma 2 abbiano dato esito positivo, se ricorrono fondati motivi per ritenere che il conducente si trovi in stato di alterazione psico-fisica dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, gli organi di polizia stradale possono disporre il ritiro della patente di guida fino all'esito degli accertamenti e, comunque, per un periodo non superiore a dieci giorni. Si applicano le disposizioni dell’articolo 216 in quanto compatibili. La patente ritirata è depositata presso l'ufficio o il comando da cui dipende l'organo accertatore (8).

6. Il prefetto, sulla base dell'esito degli accertamenti analitici di cui al comma 2-bis, ovvero della certificazione rilasciata dai centri di cui al comma 3, ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell'articolo 119 e dispone la sospensione, in via cautelare, della patente fino all'esito dell'esame di revisione che deve avvenire nel termine e con le modalità indicate dal regolamento (14).

[ 7. Chiunque guida in condizioni di alterazione fisica e psichica correlata con l'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, ove il fatto non costituisca più grave reato, è punito con le sanzioni dell'articolo 186, comma 2. Si applicano le disposizioni del comma 2, ultimo periodo, dell'articolo 186. ] (9)

8. Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di rifiuto dell'accertamento di cui ai commi 2, 2-bis, 3 o 4, il conducente è soggetto alle sanzioni di cui all'articolo 186, comma 7. Con l'ordinanza con la quale è disposta la sospensione della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell’articolo 119 (10) (11).

8-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 1-bis del presente articolo, la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi è opposizione da parte dell'imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all'articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalità ivi previste e consistente nella prestazione di un'attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell'educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, nonché nella partecipazione ad un programma terapeutico e socio-riabilitativo del soggetto tossicodipendente come definito ai sensi degli articoli 121 e 122 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309. Con il decreto penale o con la sentenza il giudice incarica l'ufficio locale di esecuzione penale ovvero gli organi di cui all'articolo 59 del decreto legislativo n. 274 del 2000 di verificare l'effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità. In deroga a quanto previsto dall'articolo 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità. In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato. La decisione è ricorribile in cassazione. Il ricorso non sospende l'esecuzione a meno che il giudice che ha emesso la decisione disponga diversamente. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice che procede o il giudice dell'esecuzione, a richiesta del pubblico ministero o di ufficio, con le formalità di cui all'articolo 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dei motivi, della entità e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente e della confisca. Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena per non più di una volta (15).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 99 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360 dall'articolo 14 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 e successivamente sostituito dall'articolo 6 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(2) Comma sostituito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117, modificato dall’articolo 4, comma 2 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92, dall'articolo 3, comma 46, della legge 15 luglio 2009, n. 94 e dall’articolo 33, comma 3, lett. a), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(3) Comma inserito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e successivamente modificato dall’articolo 4, comma 2-bis del D.L. 23 maggio 2008 n. 92 e dall’articolo 33, comma 3, lett. b), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(4) Comma inserito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(5) Comma inserito dall'articolo 3, comma 55, lettera b), della legge 15 luglio 2009, n. 94.

(6) Vedi articolo 4 del D.lgs. 28 agosto 2000, n. 274.

(7) Vedi articolo 4 del D.lgs. 28 agosto 2000, n. 274. Comma modificato dall’articolo 33, comma 3, lett. e), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(8) Comma inserito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(9) Comma abrogato dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(10) Comma sostituito dall'articolo 5 del D.L. 3 agosto 2007 n. 117 e modificato dall'articolo 33, comma 3, lett. g), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(11) Vedi l'articolo 6-bis del D.L. 3 agosto 2007 n. 117.

(12 ) Comma inserito dall'articolo 33, comma 3, lett. c), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(13 ) Comma sostituito dall'articolo 33, comma 3, lett. d), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(14 ) Comma modificato dall'articolo 33, comma 3, lett. f), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(15 ) Comma aggiunto dall'articolo 33, comma 3, lett. h), della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Reati stato di ebbrezza o ubriachezza o da stupefacenti

La Corte Costituzionale dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 200 e 236 c.p. e dell'art. 187, comma 1, ultimo periodo, del d.lgs. n. 285 del 1992, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 117 Cost., dal G.i.p. del Tribunale ordinario di Lecce. (Corte costituzionale 04 giugno 2010 n. 196).

La fattispecie incriminatrice prevista dall'art. 187 c. strad. risulta integrata dalla concorrenza di due elementi: l'uno, lo stato di alterazione, capace di compromettere le normali condizioni psicofisiche indispensabili nello svolgimento della guida e concretizzante di per sé una condotta di pericolo per la sicurezza della circolazione stradale; l'altro, l'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, idonee a causare lo stato di alterazione psicofisica. Mentre il primo elemento è obiettivamente rilevabile dagli operanti, potendo per esso valere indici sintomatici, l'altro richiede un accertamento per il quale non è sufficiente la mera osservazione o la descrizione di una determinata sintomatologia, ma è necessario il riscontro di idonee analisi di laboratorio. (Da queste premesse, in una vicenda in cui le analisi sui campioni di liquidi biologici eseguite presso una struttura sanitaria aveva fatto accertare la presenza di metadone con una concentrazione ben superiore a quella di riferimento, secondo la Corte erroneamente il giudice, nel pervenire a sentenza di non doversi procedere, aveva trascurato di considerare, per la dimostrazione dello stato di alterazione, gli elementi offerti dagli operanti che, in occasione del coinvolgimento del prevenuto in un incidente stradale, ne avevano riferito l'aggressività, segnalando altresì come il medesimo fosse stato segnalato in terapia farmacologica per crisi depressive; non essendo del resto necessaria, secondo il giudice di legittimità, a riscontro di tale stato di alterazione, neppure una visita medica integrativa dell'esame di laboratorio). (Cassazione penale sez. IV 20 aprile 2010 n. 31966).

Con riferimento all'accertamento del reato di cui all'art. 187 c. strad., lo stato di alterazione psico-fisica non può essere accertato esclusivamente in via sintomatica, come invece è possibile per lo stato di ebbrezza. Come l'espresso riferimento alla necessità di conoscenze tecniche specialistiche e di accertamento strumentali per individuare le sostanze usate e per la non semplice riconoscibilità di detto stato sulla base di osservazioni empiriche, lascia chiaramente intendere ciò significa che, in mancanza di un accertamento strumentale, le prove ordinarie del reato (testimonianze, indizi relativi alla condotta di guida) sono normalmente insufficienti a raggiungere la certezza, oltre ogni ragionevole dubbio, che consente la pronuncia di una sentenza di condanna, fermo restando che sono pienamente utilizzabili e valutabili. Ma nulla esclude che, in presenza di un esame strumentale che dia la certezza della previa assunzione di sostanze stupefacenti specificatamente individuate, anche se non dello stato di alterazione al momento della guida, quelle prove ordinarie ed indiziarie siano pienamente utilizzabili per raggiungere, insieme alla prova strumentale, quel medesimo stato di certezza in riferimento all'elemento costitutivo del reato. (Uff. Indagini preliminari  Rovereto 03 marzo 2010 n. 27).

Ai fini della configurabilità del reato di guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti, è necessario che lo stato di alterazione del conducente dell'auto venga accertato attraverso un esame tecnico su campioni di liquidi biologici, trattandosi di verifica che richiede conoscenze di tipo tecnico-specialistico per l'individuazione e la quantificazione della sostanza. (Nella fattispecie, relativa all'esito positivo di un test privo dell'indicazione del valore di concentrazione della sostanza rinvenuta nei liquidi, la S. C. ha precisato che il risultato dell'analisi doveva necessariamente interpretarsi alla luce del contesto in cui il fatto si era verificato, ed in particolare del rinvenimento di una sostanza stupefacente avente principio attivo compatibile con quello risultante dalle analisi). (Cassazione penale sez. IV 02 marzo 2010 n. 11848).

La guida in stato di alterazione psico-fisica dovuta all'uso di sostanze stupefacenti non può essere contestata quando, pur se la positività alla sostanza stupefacente (nella specie: cocaina) è accertata attraverso il prelievo del liquido biologico, il fermato non presenta segni ulteriori di una condizione rapportabile agli effetti dell'assunzione di stupefacenti da cui discende l'impossibilità di collocare tali effetti al momento in cui lo stesso era alla guida. (Tribunale  La Spezia 24 febbraio 2010 n. 220).

A seguito dell'abrogazione del comma 7 dell'art. 187 C. D.s. da parte dell'art. 5 del D.l. 117/2007, non è stata modificata la fattispecie di reato di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, nel senso di escludere alcuni comportamenti penalmente rilevanti, ma gli stessi fatti già puniti sotto il comma 7 ora sono ricompresi in via generale sotto il comma 1 del medesimo articolo; di guisa che la modifica legislativa ha riguardato solo una precisazione del c. D.rapporto di correlazione tra le condizioni di alterazione fisica e l'uso di sostanze stupefacenti, inserendo tale nesso in un'ottica meramente temporale e non causale. (Tribunale  Latina  sez. VIII 12 febbraio 2010 n. 270).

Non può dirsi sussistente il reato di cui all'art. 187 c. strad.per il solo fatto che alcune persone sedute all'interno di un'autovettura ferma, per la quale non sia stata fornita la prova della messa in circolazione, stiano facendo uso di sostanze stupefacenti. (Tribunale  La Spezia 10 febbraio 2010 n. 141).

Con la sentenza di applicazione della pena a richiesta delle parti ex art. 444 c.p.p., anche se la pena è stata condizionalmente sospesa, deve essere sempre disposta la confisca del veicolo con il quale si è provocato un incidente in stato di alterazione psico-fisica derivante da assunzione di sostanze stupefacenti. L'art. 187 comma bis d.lg. n. 285/92, richiama, infatti, l'ultimo periodo del comma 1 del medesimo articolo che, a sua volta, rimanda alle disposizioni dell'art. 186 comma 2 lett. c) quinto e sesto periodo, secondo cui con la sentenza di applicazione della pena a richiesta delle parti, anche se la stessa è stata condizionalmente sospesa, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato ai sensi dell'art. 240, comma 2 codice penale, salvo che questo appartenga a persona estranea al reato. (Cassazione penale sez. IV 12 gennaio 2010 n. 12826).

Lo stato di alterazione di cui all'art. 187 c.strad. può essere provato anche in via indiziaria, pur considerando che la visita medica costituisce la prova preferita e "organizzata" dal legislatore. (Tribunale Camerino 22 dicembre 2009).

 

Misure di sicurezza patrimoniali: la confisca

La confisca dell'autovettura, prevista dall'art. 187 c. strad., come modificato dall'art. 4 D.l. n. 92 del 2008, conv. con modificazioni, in l. n. 125 del 2008, si applica anche alle condotte poste in essere prima dell'entrata in vigore della novella. Annulla in parte con rinvio, Trib. Fermo sd S. Elpidio Mare, 13 Febbraio 2009. (Cassazione penale sez. IV 19 gennaio 2010 n. 12406).


 

 

 

Art. 188

Circolazione e sosta dei veicoli al servizio di persone invalide.

1. Per la circolazione e la sosta dei veicoli al servizio delle persone invalide gli enti proprietari della strada sono tenuti ad allestire e mantenere apposite strutture, nonché la segnaletica necessaria, per consentire ed agevolare la mobilità di esse, secondo quanto stabilito nel regolamento.

2. I soggetti legittimati ad usufruire delle strutture di cui al comma 1 sono autorizzati dal sindaco del comune di residenza nei casi e con limiti determinati dal regolamento e con le formalità nel medesimo indicate.

3. I veicoli al servizio di persone invalide autorizzate a norma del comma 2 non sono tenuti all'obbligo del rispetto dei limiti di tempo se lasciati in sosta nelle aree di parcheggio a tempo determinato.

4. Chiunque usufruisce delle strutture di cui al comma 1, senza avere l'autorizzazione prescritta dal comma 2 o ne faccia uso improprio, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (1).

5. Chiunque usa delle strutture di cui al comma 1, pur avendone diritto, ma non osservando le condizioni ed i limiti indicati nell'autorizzazione prescritta dal comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 155,00 (1).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006e con D.M. 17 dicembre 2008 , la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

 

Art. 189

Comportamento in caso di incidente.

1. L'utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l'obbligo di fermarsi e di prestare l'assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona.

2. Le persone coinvolte in un incidente devono porre in atto ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione e, compatibilmente con tale esigenza, adoperarsi affinché non venga modificato lo stato dei luoghi e disperse le tracce utili per l'accertamento delle responsabilità.

3. Ove dall'incidente siano derivati danni alle sole cose, i conducenti e ogni altro utente della strada coinvolto devono inoltre, ove possibile, evitare intralcio alla circolazione, secondo le disposizioni dell'art. 161. Gli agenti in servizio di polizia stradale, in tali casi, dispongono l'immediata rimozione di ogni intralcio alla circolazione, salva soltanto l'esecuzione, con assoluta urgenza, degli eventuali rilievi necessari per appurare le modalità dell'incidente.

4. In ogni caso i conducenti devono, altresì, fornire le proprie generalità, nonché le altre informazioni utili, anche ai fini risarcitori, alle persone danneggiate o, se queste non sono presenti, comunicare loro nei modi possibili gli elementi sopraindicati.

5. Chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1, non ottempera all'obbligo di fermarsi in caso di incidente, con danno alle sole cose, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 272,00 a Euro 1. 088,00. In tale caso, se dal fatto deriva un grave danno ai veicoli coinvolti tale da determinare l'applicazione della revisione di cui all'articolo 80, comma 7, si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da quindici giorni a due mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (1) (4).

6. Chiunque, nelle condizioni di cui comma 1, in caso di incidente con danno alle persone, non ottempera all'obbligo di fermarsi, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre anni, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. Nei casi di cui al presente comma sono applicabili le misure previste dagli articoli 281, 282, 283 e 284 del codice di procedura penale, anche al di fuori dei limiti previsti dall’articolo 280del medesimo codice, ed è possibile procedere all'arresto, ai sensi dell'articolo 381 del codice di procedura penale, anche al di fuori dei limiti di pena ivi previsti (1)(5).

7. Chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1, non ottempera all'obbligo di prestare l'assistenza occorrente alle persone ferite, è punito con la reclusione da un anno a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI (1)(5).

8. Il conducente che si fermi e, occorrendo, presti assistenza a coloro che hanno subito danni alla persona, mettendosi immediatamente a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, quando dall'incidente derivi il delitto di omicidio colposo o di lesioni personali colpose, non è soggetto all'arresto stabilito per il caso di flagranza di reato.

8-bis. Nei confronti del conducente che, entro le ventiquattro ore successive al fatto di cui al comma 6, si mette a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, non si applicano le disposizioni di cui al terzo periodo del comma 6 (2).

9. Chiunque non ottempera alle disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (3) (5).

9-bis. L'utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o protetti, ha l'obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno. Chiunque non ottempera agli obblighi di cui al periodo precedente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1. 559. Le persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o protetti devono porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso. Chiunque non ottempera all'obbligo di cui al periodo precedente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 78 a euro 311 (6).

 

(1) Comma sostituito dall'articolo 2 della legge 9 aprile 2003, n. 72.

(2) Comma inserito dall'articolo 2 della legge 9 aprile 2003, n. 72.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(4) Con D.M. 29 dicembre 2006, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(5) Comma modificato dall'articolo 4, comma 3 del D.L. 23 maggio 2008 n. 92.

(6) Comma inserito dall’articolo 31, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Omissione di soccorso e fuga

È imputato del reato di omissione di soccorso il conducente di autovettura che dopo aver urtato un ciclomotore sia fuggito senza essersi accertato del danno procurato, né avere tantomeno offerto aiuto all'investito. (Tribunale  Napoli sez. IV 08 giugno 2010 n. 7473).

È ravvisabile il reato di cui all'art. 189, comma 6, c. strad. anche nei casi in cui la persona, al cui comportamento sia comunque ricollegabile un incidente stradale con danni alle persone, si sia fermata (eventualmente anche prestando l'assistenza necessaria) ma si sia allontanata prima dell'arrivo degli appartenenti agli organi di polizia preposti all'accertamento dell'esistenza di eventuali reati o comunque agli accertamenti in materia di infortunistica stradale. La finalità della norma, infatti, è ravvisabile non solo nell'esigenza di soddisfare gli obblighi di solidarietà che impongono di prestare assistenza alle persone che, in conseguenza del proprio comportamento (indipendentemente dall'esistenza della colpa), abbiano subito danni alla persona ma anche in quella di assicurare la compiuta ricostruzione delle modalità di verificazione dell'incidente, onde l'obbligo di fermarsi impone quello di sottoporsi all'identificazione e ai necessari accertamenti sul luogo dell'incidente da parte degli organi di polizia diretti a ricostruire l'incidente ai fini dell'eventuale instaurazione del procedimento penale e comunque ai fini di conoscenza per eventuali iniziative risarcitorie (da queste premesse, la Corte ha escluso che potesse ritenersi ottemperato l'obbligo di fermarsi nella condotta dell'imputato il quale, dopo avere pronunciato qualche parola, solo per protestare la sua mancanza di colpa, si era allontanato subito dopo, senza attendere l'arrivo degli organi di polizia e senza neppure fornire alla controparte le proprie generalità). (Cassazione penale sez. IV 10 dicembre 2009 n. 3568).

 

Continuazione tra reati punibili con pene diverse

L’istituto della continuazione non è applicabile tra reati dolosi e reati colposi, in quanto l’unicità del disegno criminoso attiene al momento psicologico (dolo) che non può sussistere nei reati colposi nei quali l’evento non è voluto. (Fattispecie nella quale, quindi, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di patteggiamento che aveva ravvisato la continuazione tra il reato di omicidio colposo e quello di cui all'art. 189 c. strad.). (Cassazione penale sez. IV 14 aprile 2010 n. 31388).

 

Investimento di persone

Nel reato di fuga previsto dall'art. 189, comma sesto, del codice della strada, il dolo deve investire la sola inosservanza dell'obbligo di fermarsi in relazione all'evento dell'incidente stradale - riconducibile al comportamento dell'agente ed in concreto idoneo a produrre eventi lesivi - e non anche la constatazione dell'esistenza di un danno effettivo alle persone che vi risultino coinvolte. Dichiara inammissibile, App. Cagliari, 07 ottobre 2008. (Cassazione penale sez. VI 16 febbraio 2010 n. 21414).


 

 

 

Art. 190

Comportamento dei pedoni (1).

1. I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l'obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione. Da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere, ai pedoni che circolano sulla carreggiata di strade esterne ai centri abitati, prive di illuminazione pubblica, è fatto obbligo di marciare su unica fila.

2. I pedoni, per attraversare la carreggiata, devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei sovrapassaggi. Quando questi non esistono, o distano più di cento metri dal punto di attraversamento, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l'attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri.

3. È vietato ai pedoni attraversare diagonalmente le intersezioni; è inoltre vietato attraversare le piazze e i larghi al di fuori degli attraversamenti pedonali, qualora esistano, anche se sono a distanza superiore a quella indicata nel comma 2.

4. È vietato ai pedoni sostare o indugiare sulla carreggiata, salvo i casi di necessità; è, altresì, vietato, sostando in gruppo sui marciapiedi, sulle banchine o presso gli attraversamenti pedonali, causare intralcio al transito normale degli altri pedoni.

5. I pedoni che si accingono ad attraversare la carreggiata in zona sprovvista di attraversamenti pedonali devono dare la precedenza ai conducenti.

6. È vietato ai pedoni effettuare l'attraversamento stradale passando anteriormente agli autobus, filoveicoli e tram in sosta alle fermate.

7. Le macchine per uso di bambini o di persone invalide, anche se asservite da motore, con le limitazioni di cui all'articolo 46, possono circolare sulle parti della strada riservate ai pedoni secondo le modalità stabilite dagli enti proprietari delle strade ai sensi degli articoli 6 e 7 (2).

8. La circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade.

9. È vietato effettuare sulle carreggiate giochi, allenamenti e manifestazioni sportive non autorizzate. Sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole, pattini od altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti.

10. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 23,00 a Euro 92,00 (3).

 

(1) Articolo modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'articolo 100 del D.lgs. 10 settembre 1993, n. 360.

(2) Comma modificato dall'articolo 8, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(3) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 191

Comportamento dei conducenti nei confronti dei pedoni.

1. Quando il traffico non è regolato da agenti o da semafori, i conducenti devono fermarsi quando i pedoni transitano sugli attraversamenti pedonali. Devono altresì dare la precedenza, rallentando e all'occorrenza fermandosi, ai pedoni che si accingono ad attraversare sui medesimi attraversamenti pedonali. Lo stesso obbligo sussiste per i conducenti che svoltano per inoltrarsi in un'altra strada al cui ingresso si trova un attraversamento pedonale, quando ai pedoni non sia vietato il passaggio. Resta fermo il divieto per i pedoni di cui all'articolo 190, comma 4 (1).

2. Sulle strade sprovviste di attraversamenti pedonali i conducenti devono consentire al pedone, che abbia già iniziato l'attraversamento impegnando la carreggiata, di raggiungere il lato opposto in condizioni di sicurezza.

3. I conducenti devono fermarsi quando una persona invalida con ridotte capacità motorie o su carrozzella, o munita di bastone bianco, o accompagnata da cane guida o munita di bastone bianco-rosso in caso di persona sordo-cieca, o comunque altrimenti riconoscibile, attraversa la carreggiata o si accinge ad attraversarla e devono comunque prevenire situazioni di pericolo che possano derivare da comportamenti scorretti o maldestri di bambini o di anziani, quando sia ragionevole prevederli in relazione alla situazione di fatto. (2)

4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 155 a Euro 624 (3).

 

(1) Comma sostituito dall’articolo 34, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120.

(2) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121.

(3) Comma modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151. Con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 

Art. 192

Obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti.

1. Coloro che circolano sulle strade sono tenuti a fermarsi all'invito dei funzionari, ufficiali ed agenti ai quali spetta l'espletamento dei servizi di polizia stradale, quando siano in uniforme o muniti dell'apposito segnale distintivo.

2. I conducenti dei veicoli sono tenuti ad esibire, a richiesta dei funzionari, ufficiali e agenti indicati nel comma 1, il documento di circolazione e la patente di guida, se prescritti, e ogni altro documento che, ai sensi delle norme in materia di circolazione stradale, devono avere con sé.

3. I funzionari, ufficiali ed agenti, di cui ai precedenti commi, possono:

- procedere ad ispezioni del veicolo al fine di verificare l'osservanza delle norme relative alle caratteristiche e all'equipaggiamento del veicolo medesimo;

- ordinare di non proseguire la marcia al conducente di un veicolo, qualora i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione o i pneumatici presentino difetti o irregolarità tali da determinare grave pericolo per la propria e altrui sicurezza, tenuto anche conto delle condizioni atmosferiche o della strada;

- ordinare ai conducenti dei veicoli sprovvisti di mezzi antisdrucciolevoli, quando questi siano prescritti, di fermarsi o di proseguire la marcia con l'osservanza di specifiche cautele.

4. Gli organi di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza possono, per controlli necessari ai fini dell'espletamento del loro servizio, formare posti di blocco e, in tal caso, usare mezzi atti ad assicurare, senza pericolo di incidenti, il graduale arresto dei veicoli che non si fermino nonostante l'ordine intimato con idonei segnali. Le caratteristiche di detti mezzi, nonché le condizioni e le modalità del loro impiego, sono stabilite con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e della giustizia (1).

5. I conducenti devono ottemperare alle segnalazioni che il personale militare, anche non coadiuvato dal personale di polizia stradale di cui all'art. 12, comma 1, impartisce per consentire la progressione del convoglio militare.

6. Chiunque viola gli obblighi di cui ai commi 1, 2, 3 e 5 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 78,00 a Euro 311,00 (2).

7. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 4, ove il fatto non costituisca reato, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 1. 227,00 a Euro 4. 912,00 (3).

 

(1) A norma dell'articolo 17 del D.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9 la denominazione del Ministero è così modificata.

(2) Con D.M. 24 dicembre 2002 , con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008, la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(3) Comma modificato dall'articolo 20 del D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507. Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008 la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Sicurezza pubblica

In tema di misure di prevenzione personali, anche la commissione di un illecito amministrativo costituisce inosservanza della prescrizione di vivere onestamente e di rispettare le leggi dello Stato, imposta al sorvegliato speciale e penalmente sanzionata dall'art. 9 l. n. 575 del 1965, quando determini una concreta lesione o messa in pericolo dell'interesse all'ordine e alla sicurezza pubblica tutelato dalla norma incriminatrice. (Nel caso di specie, è stato ravvisato il reato "de quo" nella condotta del sorvegliato speciale sorpreso alla guida di un motoveicolo privo di targa, in violazione dell'art. 192 del nuovo codice della strada). Rigetta, Trib. lib. Bari, 05 ottobre 2009. (Cassazione penale sez. I 25 febbraio 2010 n. 16213).


 

 

Art. 193

Obbligo dell'assicurazione di responsabilità civile.

1. I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione sulla strada senza la copertura assicurativa a norma delle vigenti disposizioni di legge sulla responsabilità civile verso terzi.

2. Chiunque circola senza la copertura dell'assicurazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 779,00 a Euro 3. 119,00 (1).

3. La sanzione amministrativa di cui al comma 2 è ridotta ad un quarto quando l'assicurazione del veicolo per la responsabilità verso i terzi sia comunque resa operante nei quindici giorni successivi al termine di cui all'art. 1901, secondo comma, del codice civile. La sanzione amministrativa di cui al comma 2 è altresì ridotta ad un quarto quando l'interessato entro trenta giorni dalla contestazione della violazione, previa autorizzazione dell'organo accertatore, esprime la volontà e provvede alla demolizione e alle formalità di radiazione del veicolo. In tale caso l'interessato ha la disponibilità del veicolo e dei documenti relativi esclusivamente per le operazioni di demolizione e di radiazione del veicolo previo versamento presso l'organo accertatore di una cauzione pari all'importo della sanzione minima edittale previsto dal comma 2. Ad avvenuta demolizione certificata a norma di legge, l'organo accertatore restituisce la cauzione, decurtata dell'importo previsto a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria (2).

4. Si applica l’articolo 13, terzo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689. L'organo accertatore ordina che la circolazione sulla strada del veicolo sia fatta immediatamente cessare e che il veicolo stesso sia in ogni caso prelevato, trasportato e depositato in luogo non soggetto a pubblico passaggio, individuato in via ordinaria dall'organo accertatore o, in caso di particolari condizioni, concordato con il trasgressore. Quando l'interessato effettua il pagamento della sanzione in misura ridotta ai sensi dell'articolo 202, corrisponde il premio di assicurazione per almeno sei mesi e garantisce il pagamento delle spese di prelievo, trasporto e custodia del veicolo sottoposto a sequestro, l'organo di polizia che ha accertato la violazione dispone la restituzione del veicolo all'avente diritto, dandone comunicazione al prefetto. Quando nei termini previsti non è stato proposto ricorso e non è avvenuto il pagamento in misura ridotta, l'ufficio o comando da cui dipende l'organo accertatore invia il verbale al prefetto. Il verbale stesso costituisce titolo esecutivo ai sensi dell'articolo 203, comma 3, e il veicolo è confiscato ai sensi dell’articolo 213 (3).

4-bis. Salvo che debba essere disposta confisca ai sensi dell'articolo 240 del codice penale, è sempre disposta la confisca amministrativa del veicolo intestato al conducente sprovvisto di copertura assicurativa quando sia fatto circolare con documenti assicurativi falsi o contraffatti. Nei confronti di colui che abbia falsificato o contraffatto i documenti assicurativi di cui al precedente periodo è sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un anno. Si applicano le disposizioni dell'articolo 213 del presente codice (4).

 

(1) Con D.M. 24 dicembre 2002, con D.M. 22 dicembre 2004 , con D.M. 29 dicembre 2006 e con D.M. 17 dicembre 2008la sanzione è stata così aggiornata come previsto dall'articolo 195 del presente decreto.

(2) Comma così modificato dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(3) Comma sostituito dall'articolo 3 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.

(4) Comma inserito dall'articolo 3, comma 47, della legge 15 luglio 2009, n. 94.

 


 

GIURISPRUDENZA

 

Sanzioni amministrative

L'obbligo di cui all'art. 193, commi 1 e 2, c.strad., interessa i veicoli "posti in circolazione sulla strada". Nel caso di specie, il veicolo era parcheggiato su strada, presso la residenza dell'opponente, ma non era in movimento, né era posto in circolazione, perché non più marciante. Pertanto, l'obbligo della copertura assicurativa, non può ritenersi gravante sull'autovettura in questione, perché non in circolazione, né in condizione di circolare. (Giudice di pace Bari 29 aprile 2010 n. 3752).

In tema di infrazioni al codice della strada, l’illecito previsto dal comma 2 dell’art. 193 (circolazione senza la copertura dell’assicurazione) ricorre anche nel caso in cui sia sospesa la copertura assicurativa del veicolo, in quanto la sospensione non riguarda i soli rapporti di natura contrattuale tra assicurato ed assicuratore, ma anche la posizione degli eventuali terzi danneggiati. (Cassazione civile  sez. II 13 aprile 2010 n. 8764).

 

Assicurazione della responsabilità civile circolazione stradale: obbligo dell'assicurazione

Nella circolazione di prova dell’autoveicolo è necessario che a bordo dello stesso sia presente l’autorizzazione ministeriale alla circolazione e la targa speciale. In mancanza di questi è legittimo l’operato degli agenti municipali che hanno rilevato l’infrazione al conducente del veicolo per guida in assenza della carta di circolazione, dell’assicurazione e della targa e che hanno conseguentemente disposto la confisca dell’autoveicolo. Infatti non assume rilievo il presunto possesso della targa e dell’autorizzazione se non sono presenti a bordo dell’autoveicolo. (Cassazione civile sez. II 13 settembre 2010 n. 19432).

 

 

 

diventa-socio-sostenitore

 

 

 
 

 

 

 

 

 

Sabato 15 settembre 2018

© 2018 MDC – Roma Ovest. Tutti i diritti riservati.  

Sportello SOS Equitalia

Camillo Bernardini - Dalila Loiacono

Informativa sulla Privacy